Turandot, principessa falena

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Foto di Alessia Santambrogio
Foto di Alessia Santambrogio

Opera Domani XX Edizione

una coproduzione internazionale di AsLiCo, Gran Teatre del Liceu, Theater Magdeburg

Libretto di Giuseppe Adami e Renato Simoni, da Carlo Gozzi.

Musica di Giacomo Puccini (finale completato da Franco Alfano)

Ed. Casa Ricordi, Milano

Riduzione Enrico Minaglia

Regia Silvia Paoli

Direttore  Alessandro Palumbo

Turandot Irene Bottura

Calaf Simone Frediani

Liù   Gulnora Gatina

Timur Davide Procaccini

Ping/Mandarino Andrea Zaupa

Pang Ruzil Gatin

Pong Mattia Muzio

Scene  Michele Olcese

Costumi  Massimo Carlotto

Light Designer  Marco Alba

Videomakers  Nadia Baldi, Federico Biancalani

Orchestra 1813

Nuovo allestimento

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L’innovativa formula di Opera domani creata da AsLiCoAssociazione Lirico Concertistica Italiana per avvicinare i giovani al teatro musicale, compie quest’anno vent’anni e torna a Roma per la stagione dell’Accademia Filarmonica Romana lunedì 16 maggio (ore 20) al Teatro Olimpico con un nuovo spettacolo legato a una delle più celebri opere di Giacomo Puccini.

Turandot, principessa falena è il titolo della nuova produzione, che vede coinvolti oltre AsLiCo anche il Gran Teatre del Liceu e il Theater Magdeburg, nella riduzione musicale di Enrico Minaglia con la regia di Silvia Paoli, la direzione di Alessandro Palumbo, l’Orchestra 1813 e un cast di giovani cantanti.

Dopo il debutto lo scorso 15 febbraio a Como, e repliche in circa venti città dal Nord al Sud Italia, la Turandot formato “family” arriva anche a Roma, per accogliere studenti, loro genitori e insegnanti. Un approccio pratico all’opera che diventa uno spettacolo musicale a tutti gli effetti cui il pubblico è chiamato a partecipare dalla platea, cantando alcune brevi arie ed interagendo con semplici oggetti costruiti a scuola. E quando nel finale Turandot, pensata come una falena, si trasformerà, sciolta dall’amore, in una farfalla, sarà il coro dei ragazzi dalla platea a poter a sua volta “esplodere”, come un campo di fiori o farfalle colorate e coccinelle, coleotteri, libellule.

Pensando a Turandot, una donna bellissima ma che ha perso la gioia, l’amore, la tenerezza, mi è venuta in mente una falena [da cui il titolo dello spettacolo], una farfalla che vive di notte – racconta Silvia Paoli giovane regista che ha debuttato nella lirica l’anno scorso a Tenerife con Cenerentola -. La principessa di ghiaccio è come una farfalla che ha perso i colori, e ha trasformato tutti gli abitanti di Pechino in altrettanti insetti complici della sua crudeltà. Non sono più se stessi, rappresentano ciò che vuole la principessa. Se ci pensiamo bene, anche noi, spesso, ci troviamo ad interpretare dei ruoli durante la giornata. Quando andiamo a scuola siamo studenti, quando siamo a casa con i nostri genitori siamo figli, quando andiamo fuori con i compagni siamo amici e tanto altro ancora. Ma se qualcuno ci obbligasse ad essere solo una di queste cose sarebbe terribile. Significherebbe diventare il ruolo che si interpreta, identificarsi soltanto con una piccola parte di noi. A Turandot è successo questo, non riesce ad essere e a pensare a nient’altro e si ritrova avvolta, come in un bozzolo, in quell’idea, in quel sentimento. Ha bisogno di aiuto per ritrovare le parti che ha dimenticato. È Liù il suo aiuto: le fa capire che la forza è nell’amore, nell’apertura agli altri e non nella chiusura in se stessi. Non pensi che sarebbe molto più bello scoprire e farsi scoprire? Gli insetti sono così alla fine; spesso hanno un aspetto che non ci piace, o che ci spaventa, ma se li osserviamo meglio, se smettiamo di dire ‘che schifo’ e proviamo a guardarli con attenzione, scopriremo che sono bellissimi”.

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LA TRAMA. Turandot potrebbe essere farfalla e invece è una falena, scura e sinistra, che si muove solo di notte e che ancora non riesce a staccarsi dal suo bozzolo, è legata alla crisalide, all’idea di vendetta come fedeltà all’antenata. L’irrompere dell’umanità è rappresentato dall’arrivo di Calaf, suo padre Timur e la schiava Liù; sono normali, dove normalità porta con sé il senso positivo di umanità, di movimento, d’azione. Liù è la salvezza, colei che veramente porta l’amore, è il bastone e la guida del vecchio Timur (cieco, un po’ come il cieco amore che un padre porta ad un figlio). Il candore di Liù lascia tutti sconvolti, non è la risoluzione degli enigmi che cambia Turandot, ma il sentimento che porta in campo la schiava fedele. Questo permette lo scioglimento, e scenicamente il dissolversi dei “bozzoli in scie di colori. Anche Turandot, prima stretta da fasce e drappi, si svolge, rivelando un animo colorato, il cuore della farfalla. Così il coro della platea può a sua volta esplodere, come un campo di fiori o farfalle colorate e coccinelle, coleotteri, libellule. Finalmente possono tornare di nuovo ragazzi.

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OPERA DOMANI, il progetto apripista di quella che è poi diventata una vera e propria piattaforma di educazione musicale, è nato dall’idea di creare una proposta per i ragazzi delle scuole elementari e medie che potesse educarli all’enorme e ricco patrimonio dell’opera. L’innovazione è rappresentata anche dalla modalità ‘partecipativa’ che permette a bambini e ragazzi di vivere da protagonisti uno degli spettacoli più completi e affascinanti della nostra tradizione artistica. Con un percorso didattico proposto ad hoc e realizzato a scuola, i ragazzi arrivano a teatro con gli strumenti per poter interagire con la storia che hanno imparato a conoscere approfonditamente in classe, grazie ad attività come la costruzione di un oggetto di scena con cui svolgeranno piccole, ma importanti azioni durante lo spettacolo e lo studio di alcune arie che canteranno dal loro posto, diventando così un vero e proprio coro interno all’opera. L’esperienza di chi assiste ad una replica di Opera domani è quella di uno spettacolo senza il pubblico, proprio perché il pubblico è nello spettacolo! Un nuovo modo di pensare e proporre l’educazione musicale che negli anni è diventato un vero e proprio format, esportato ora anche in alcuni paesi d’Europa come Francia, Spagna, Belgio e Germania, e dallo scorso anno, anche in Oman grazie a coproduzioni internazionali.

Ecco qualche indicazione solo per il progetto Opera domani, che quest’anno compie appunto il suo 20esimo compleanno e che nel 2015 ha contato sulla partecipazione di 130.000 studenti, 20.000 spettatori del pubblico di famiglie, 4.500 insegnanti con 140 spettacoli, in 26 città italiane e 10 repliche OPERA FAMILY.

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Biglietti: 30, 25, 20 € (più diritto di prevendita). Riduzioni speciali per famiglie e scuole.

Info: tel. 06-3201752, email promozione@filarmonicaromana.org

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TEATRO OLIMPICO

Lunedì 16 maggio ore 20

 

 

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