“Come vi piace”. La nuova produzione dello Stabile di Torino, uno Shakespeare pieno di vita

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fotoA sipario aperto, lo spazio scenico vuoto, il pubblico entra in sala ammirando una serie di listelli di stoffa che a prima vista paiono assi di legno schierate a bordi della scena, di un grigio smorto, tumido. La nuova produzione dello Stabile di Torino, in attesa di volare in Cina a portare la cultura italica nel suolo mandarino, punta tutto su di un regista conosciuto e attivo sia nel teatro che nella lirica, Leo Muscato, legato a Torino da una passato per lui decisivo, per dirigere un Come Vi Piace, commedia scoppiettante, ma poco rappresentata del Bardo inglese. Al suono della campanella, e al buio in sala, la luce coglie l’entrata del musicista a lato del proscenio che imbraccia la chitarra e dà inizio alle danze multicolore di una vivissima prima scena ben giocata da Daniele Marmi, nel ruolo di Orlando, e Matteo Baiardi, l’infido fratello, Oliver. Grazie allo spazio vuoto tutta l’attenzione è focalizzata sulle gesta degli attori e sulla drammaturgia della scena, orchestrata con impeccabile precisione ritmica da un Muscato sempre attento a non far cadere l’attenzione e a giocare il testo e le azioni fra il lirico, il comico ed il drammatico. Qualche punta di tragico la si avverte in luci mistiche, in apparizioni magiche, ma sono accenni per lasciar libero campo ai cuori musicali, al comico della scena. Attori diretti magistralmente in quanto a sostegno temporale di uno spazio che altrimenti li ingoierebbe, trovate sceniche esilaranti e sempre varie, musiche ottime e sempre presenti eseguite da un egregio Dario Buccino, che fra chitarra, violino e mandolino, si destreggia a riempire di note adatte il luogo dell’amore. Ottima la resa dei luoghi differenziati, luce cruda dall’interno di un regno decaduto per la corte del Duca Usurpatore (il ben caratterizzato Marco Gobetti che interpreta nella foresta di Arden il Duca messo al bando), fonti luminose esterne che disegnano sui listelli che prima parevano palizzate, l’intreccio dei tronchi della magica foresta di Arden: ecco un uso intelligente ed economico della scenografia che con un tocco di fari ben piazzati spiazza il luogo dall’interno all’esterno nel rispetto di una messa in scena classica rivisitata al contemporaneo. I giovani attori protagonisti gestiscono bene un testo complesso, complici un intrico ben riuscito di azioni e reazioni, sopra le righe, ma vere nel gioco della scena, garantendo sempre gioco, ritmo e amore. Hanno ben agio di esser se stessi pur nei panni di personaggi congeniali attori del calibro di Eugenio Allegri, in uno spassoso e colorato buffone dal registro comico, e Michele Di Mauro, un Jacques malinconico e spassoso, ma allo stesso tempo divertente e ridanciano. Nel complesso uno spettacolo che rispetta la drammaturgia stratificata del Bardo, strappa risate, inventa trovate sopra le righe (imperdibile il coro di pecore della foresta) e mescola con sapienza, scena, musica e teatralità: un bel successo che punta tutta sulla resa degli elementi vivi.

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COME VI PIACE

di William Shakespeare

con (in ordine alfabetico) Eugenio Allegri, Matteo Baiardi, Giulio Baraldi, Dario Buccino, Vittorio Camarota, Michele Di Mauro, Marco Gobetti, Mariangela Granelli, Daniele Marmi, Silvia Giulia Mendola, Laura Pozone, Beatrice Vecchione

regia Leo Muscato

scene Federica Parolini

costumi Vera Pierantoni Giua

luci Alessandro Verazzi

musiche originali Dario Buccino

assistente alla regia Alessandra De Angelis

assistente scenografa Eleonora De Leo

produzione Teatro Stabile di Torino – Teatro Nazionale

in collaborazione con l’Estate Teatrale Veronese

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