Spoleto 59, la “Carmen” con Eleonora Abbagnato

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Foto di ML Antonelli
Foto di ML Antonelli

La Carmen si addice ad Eleonora Abbagnato: l’étoile dell’Opera di Parigi, direttrice del Corpo di Ballo del Teatro dell’Opera di Roma, ha entusiasmato il pubblico del Teatro Romano in occasione del primo weekend del 2016 del Festival dei 2 Mondi di Spoleto nel ruolo della seducente sigaraia di Siviglia.

Nonostante il tempo a dir poco inclemente, il pubblico ha atteso paziente e composto in una lunga fila l’inizio del balletto, a rischio fino all’ultimo a causa della pioggia: la costanza però è stata ripagata dalla Carmen di Amedeo Amodio, balletto in due atti su musica di Bizet creato nel 1995 per Aterballetto e diventato uno degli appuntamenti di danza più attesi della 59esima edizione del Festival dei 2 Mondi.

Poco importa poi che la Abbagnato, capelli biondi e carnagione diafana, sia totalmente agli antipodi della bellezza mediterranea: la sua interpretazione decisa di una donna ribelle e consapevole di sé stessa ha offerto al pubblico una Carmen credibilissima e ammantata di sfrontata, selvaggia sensualità. D’altra parte proprio con la Carmen (in questo caso quella più ricercata di Petit), la Abbagnato ha conquistato il titolo di étoile a Parigi confermando che il personaggio le si addice a pennello tanto da diventare uno dei suoi cavalli di battaglia.

La versione onirica di Amodio resta drammaturgicamente vicino all’originale salvo poi “divagare” fra passato e presente, vita e morte dei personaggi.

In questo lavoro di adattamento ho voluto restare il più fedele possibile all’originale di Bizet, mantenendo i brani delle suites già esistenti ed adattando le parti vocali nel modo più conforme possibile alla partitura dell’opera” ha spiegato il regista coreografo che ha voluto in qualche modo scomporre l’opera ripercorrendo a ritroso la vita della sigaraia di Siviglia e il tormentato triangolo amoroso: accanto alla Abbangato, i bravi Alexandre Gasse (Don Josè), Giacomo Luci (Escamillo), la convincente Giorgia Calenda (Micaela) e 13 danzatori del corpo di ballo. I costumi in salsa spagnola, ma non gratuitamente folkloristici di Luisa Spinatelli contribuiscono a rendere ben calata in quel di Siviglia una rivisitazione a tratti allucinata e onirica del racconto di Merimée

Fra cambi a scena aperta, geometriche coreografie e sensualissimi passi a due, è la Abbagnato a raccogliere l’ovazione del pubblico anche se tutti i danzatori (coraggiosi anche per via delle condizioni meteo) vengono premiati dai applausi dell’intero Teatro Romano.

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