Spoleto 59: “Le nozze di Figaro” e “Carmen”

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fotoSpoleto 59, il Festival dei Due Mondi apre con Le nozze di Figaro di Mozart

24 giugno ore 19.30, 26 giugno ore 15 al Teatro Carlo Menotti

commedia per musica in quattro atti di Lorenzo Da Ponte

musica di Wolfgang Amadeus Mozart

prima rappresentazione: Vienna, Burgtheater 1 maggio 1786

direttore James Conlon

regia Giorgio Ferrara

scene Dante Ferretti e Francesca Lo Schiavo

costumi Maurizio Galante

luci A.J. Weissbard

Conte di Almaviva Alessandro Luongo

Contessa di Almaviva Davinia Rodriguez

Figaro Daniel Giulianini

Susanna Lucia Cesaroni

Cherubino Emily D’Angelo

Marcellina Daniela Pini

Bartolo Luca Dall’Amico

Basilio Matteo Falcier

Don Curzio Giorgio Trucco

Barbarina Arianna Vendittelli

Antonio Miguel Ángel Zapater

Coro di paesani, coro di villanelle,

 coro di vari ordini di persone, servi

Orchestra Giovanile Luigi Cherubini

International Opera Choir

maestro del coro Gea Garatti

progetto artistico Spoleto Festival dei 2Mondi

prodotto da Fondazione Teatro Coccia

in collaborazione con Spoleto59 Festival dei 2Mondi, Cartagena Festival Internacional de Musica

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Composta fra l’ottobre del 1785 e l’aprile del 1786, Le nozze di Figaro di Wolfgang Amadeus Mozart, è la prima delle tre opere scritte dal compositore salisburghese su libretto di Lorenzo da Ponte. Una collaborazione straordinaria che avrebbe prodotto altri due capolavori del teatro lirico quali Don Giovanni e Così fan tutte. Il soggetto del libretto fu tratto dalla commedia di Beaumarchais Le mariage de Figaro del 1781. Un intreccio serrato e travolgente, in cui donne e uomini si contrappongono nel corso di una “folle giornata”, ricca di eventi drammatici e comici e tale da consentire l’indagine musicale delle psicologie in gioco. Una satira sulle classi sociali privilegiate dell’epoca, ma anche un’acuta metafora delle diverse fasi dell’amore. L’opera, andata in scena per la prima volta al Burgtheater di Vienna il 1º maggio 1786, è articolata in quattro atti, e narra, tra mille complicazioni, l’ardua ma vittoriosa difesa che Figaro, servitore del conte d’Almaviva, fa della propria fidanzata Susanna, insidiata dal capriccio del padrone, alla fine gabbato, deriso da tutti e costretto a consentire alle nozze dei due servi. Famoso è il monologo di portata rivoluzionaria in cui Figaro denuncia i soprusi della nobiltà.

Nel nuovo allestimento prodotto per Spoleto59, l’Orchestra Giovanile Luigi Cherubini, fondata da Riccardo Muti, è condotta da James Conlon, la regia è di Giorgio Ferrara, le scene sono di Dante Ferretti e Francesca Lo Schiavo, i costumi di Maurizio Galante, il disegno luci di A.J.Weissbard. L’International Opera Choir è diretto dal maestro Gea Garatti.

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BIGLIETTI

prima

platea I settore € 160,00

platea II settore € 130,00

palchi platea e I ordine centrali € 110,00

palchi platea e I ordine laterali € 90,00

palchi II e III ordine centrali € 90,00

palchi II e III ordine laterali € 70,00

loggione € 50,00

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replica

platea I settore € 90,00

platea II settore € 75,00

palchi platea e I ordine centrali € 65,00

palchi platea e I ordine laterali € 50,00

palchi II e III ordine centrali € 50,00

palchi II e III ordine laterali € 40,00

loggione € 25,00

durata: 4 ore (con intervallo)

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Spoleto 59, Carmen con Eleonora Abbagnato

Al Teatro Romano il 25 giugno

Il balletto in due atti di Amedeo Amodio 

balletto in due atti di Amedeo Amodio

dal racconto di Prosper Merimée

coreografia e regia Amedeo Amodio

musica Georges Bizet

adattamento e interventi musicali originali Giuseppe Calì

scene e costumi Luisa Spinatelli

con Alexandre Gasse, Giacomo Luci, Giorgia Calenda 

e con Giacomo Castellana, Giovanni Castelli, Virginia Giovanetti, Walter Maimone, Gloria Malvaso, Marco Marangio, Valerio Marisca, Flavia Morgante, Giovanni Perugini, Valerio Polverari, Susanna Salvi, Flavia Stocchi

maître du ballet Stefania Di Cosmo 

produzione Daniele Cipriani Entertainment

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“Ah, Carmen! Ma Carmen adorée!”. Sulle ultime note dell’opera si chiude il sipario.

In palcoscenico inizia lo smontaggio delle scene. A poco a poco il personale e quanti altri hanno assistito allo spettacolo da dietro le quinte, vengono catturati dai fantasmi del dramma appena trascorso e man mano, un gesto, una frase, uno sguardo li spinge ad immedesimarsi in ognuno dei personaggi, per puro caso. Sarà, dunque, per puro caso che Don José incontra Carmen, che rappresenterà per lui l’unico momento di vita autentica, intensa, ma anche quello della morte. A questo punto è tutto stabilito, meno il percorso o labirinto dei due destini ormai indissolubilmente legati. Così si potranno creare accostamenti scenici imprevedibili e surreali, ma sempre volti verso un’unica fine. Sarà comunque Carmen, profondamente consapevole dell’ineluttabilità del momento finale, a condurre il gioco trasgressivo ed eversivo, in un impossibile tentativo di sfuggire alla sua sorte. La scena, come la musica, si svuota durante lo svolgimento del racconto, fino a rimanere nel momento finale completamente scarna, desolata ad esprimere la “solitudine tragica e selvaggia” di una donna che cerca di affermare il proprio diritto all’incostanza.

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Amedeo Amodio

Si dice che nell’attimo della morte tutti i momenti importanti della vita riaffiorino per rendere presente ancora una volta ciò che sta per essere irrimediabilmente perduto; soprattutto le grandi emozioni, i momenti d’amore, ritornano a celebrare se stessi in un ultimo anelito di attaccamento alla vita o a ciò che di essa ha rappresentato l’essenza.

Carmen vive una tragedia, quella di chi non può sopravvivere alle proprie trasgressioni ed anche la musica, a suo tempo, è stata sentita come trasgressiva e forse quasi blasfema; un flusso incontrollabile di sensualità portato nel luogo più borghese e meno trasgressivo della società tardo ottocentesca: il teatro. In questo lavoro di adattamento ho voluto restare il più fedele possibile all’originale di Bizet, mantenendo i brani delle suites già esistenti ed adattando le parti vocali nel modo più conforme possibile alla partitura dell’opera.

Solo alla fine, quando la tragedia diventa nostra, e di qualsiasi epoca, la musica di Bizet ritorna in forma di ricordo, uno sguardo sul passato, ed il dramma della cancellazione si consuma, si racconta e si trasforma nella musica in forma di esalazione progressiva dal suono al silenzio; un abbandono del tempo fino all’immobilità più totale.

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BIGLIETTI

settore gold € 60,00

posto unico centrale € 55,00

posto unico laterale € 48,00

durata: 1 ora e 45 minuti

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