Teatro Eliseo e Piccolo Eliseo di Roma, le nuove stagioni 2016/2017

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Foto di Federico Zaza
Foto di Federico Zaza

Questa è la prima vera e propria conferenza del nuovo Teatro Eliseo perché qualche mese fa non avevamo nulla. A distanza di un anno il Teatro Eliseo è diventato un’esperienza culturale a tutto tondo ed è cresciuto come luogo di pensiero – esordisce Luca Barbareschi presentando le nuove stagioni 2016-2017 del Teatro Eliseo e del Piccolo Eliseo di RomaAbbiamo registrato oltre 80mila presenze per i 24 spettacoli della nuova stagione teatrale, per i concerti e gli incontri”.

E il direttore artistico delle storiche sale romane restituite alla città lo scorso anno assicura che anche la nuova stagione delle sale sarà all’insegna di una proposta multiculturale ed eterogenea cha spazia dalla prosa alla musica, dal cinema alla letteratura all’arte come in una vera e propria factory senza tralasciare gli incontri gli scrittori e i giornalisti su temi d’attualità, ma anche i concerti della domenica che dopo la collaborazione del Conservatorio dell’Accademia di Santa Cecilia dello scorso anno vede la presenza del Saint Louis College of Music.

La prosa naturalmente, all’Eliseo e al Piccolo, rappresenta il pezzo forte della stagione che ruota intorno soprattutto alla nuova drammaturgia straniera e italiana, ma senza tralasciare i classici riletti in chiave contemporanea.

Ad aprire la stagione, il 27 settembre, è la linea dei nuovi classici con la prima nazionale di Americani (Glengarry Glen Ross) del Premio Pulitzer David Mamet: un gioco al massacro interpretato da Sergio Rubini, Gianmarco Tognazzi, Francesco Montanari, Roberto Ciufoli, Gianluca Gobbi e Giuseppe Manfridi con la traduzione e la direzione artistica di Barbareschi.

Ancora Mamet per aprire il 28 settembre la stagione del Piccolo Eliseo con la prima nazionale di American Buffalo, spaccato di periferia urbana con l’adattamento del giallista Maurizio De Giovanni, diretto e interpretato dal divo di Gomorra, Marco D’Amore.

Annoverati nel solco dei nuovi classici, l’atto di accusa contro i manicomi, Qualcuno volò sul nido del cuculo di Dale Wasserman, adattato da Maurizio de Giovanni e diretto da Alessandro Gassmann, Lacci, il nuovo testo di Domenico Starnone con l’attore feticcio Silvio Orlando diretto da Armando Pugliese, ma anche Il lavoro di vivere di Hanoch Levin interpretato dal grande Carlo Cecchi e Play Strindberg di Friedrich Dürrenmatt, rilettura di Danza macabra del drammaturgo svedese in un gioco al massacro che coinvolge Maria Paiato, Franco Castellano, Maurizio Donadoni.

Spazio ai grandi classici con Umberto Orsini che torna con Il giuoco delle parti di Pirandello con la regia di Roberto Valerio, il Don Chisciotte di Cervantes diretto da Luca Barbareschi che divide il palco con Chiara Noschese e Gianluca Gobbi, ma anche il mito immortale dell’Edipo di Sofocle raccontato nell’Edipo Re per la regia di Andrea Baracco e Edipo a Colono con la regia di Glauco Mauri sula palco insieme a Roberto Sturno. Accanto al classico dei classici, Romeo e Giulietta firmato da Andrea Baracco che dirige la figlia d’arte Lucia Lavia, Antonio Folletto, e Alessandro Preziosi nel ruolo di Mercuzio, debutta a marzo l’attualissimo L’isola degli schiavi di Marivaux diretta da Ferdinando Ceriani con Stefano Fresi e Giovanni Anzaldo alle in un testo che sancisce il passaggio dalla commedia dell’arte alla riforma goldoniana.

Ampio spazio viene riservato alla nuova drammaturgia internazionale con Paradiso 2.0 – Un Atto di Dio di David Javerbaum, testo che arriva da Broadway in prima nazionale al Piccolo Eliseo e vede sul palco Roberto Ciufoli nel panni di Dio diretto da Nicoletta Robello Bracciforti, Rosalind Franklin – Il segreto della vita di Anna Ziegler diretto e interpretato da Filippo Dini che vede Asia Argento al suo debutto teatrale, ma anche Cosmetica del nemico, Amélie Nothomb, dialogo a due voci con Kaspar Capparoni diretto da Chiara Noschese al Piccolo Eliseo, ma anche italiana Spaccanapoli, affresco comico scritto e diretto da Ruggero Cappuccio.

E non manca neppure un tema attuale come quello delle periferie da quelle descritte in Altrove, scritto e diretto da Paola Ponti sul tema dell’emarginazione adolescenziale, a quelle abbandonate di Risorgi di Duccio Camerini (al Piccolo Eliseo), fino all’umanità variegata degli Animali da bar di Gabriele Di Luca o alla scuola di una banlieue francese de L’ora di ricevimento, testo di Stefano Massini interpretato da Fabrizio Bentivoglio.

Ancora figure femminili in viaggio nella storia in Scannasurice, testo di Enzo Moscato interpretato da Imma Villa, Ombretta Calco di Sergio Pierattini scritto per Milvia Marigliano, ma anche omaggio alla poesia con Io sono Misia, monologo interpretato da Lucrezia Lante della Rovere nei panni di Misia Sert, omaggio alla poetessa Alda Merini interpretata da Anna Foglietta ne La pazza della porta accanto diretta da Alessandro Gassman e La più lunga ora, scritto e diretto da Vinicio Marchioni e dedicato a Dino Campana e Sibilla Aleramo.

E ancora: la stagione concertistica, gli incontri, le presentazioni, non fanno altro che confermare le potenzialità e gli obiettivi del progetto imprenditoriale del gruppo Eliseo che si propone di creare una vera e propria intercomunicazione fra teatro, cinema ed editoria linguaggi.

Info sulla stagione, le proposte e gli abbonamenti su www.eliseo.com.

4 COMMENTS

  1. Salve,
    Da un facinoroso ed un violento come Barbareschi non può uscire nulla di buono. È vero che ha rinnovato il teatro con i suoi soldi, ma sono soldi che ha fatto prendendo in giro milioni di italiani della sottocultura con spettacoli di basso profilo, arricchendosi con Berlusconi che solo ai soldi badava è mai alla cultura relegata a qualcosa che non si mangia.

    Come fa l Eliseo a dotarsi di un direttore artistico così?

    Cordiali saluti

    Vincenzo Pallavicini

  2. Le opinioni politiche e le esperienze pregresse contano poco, quando una persona si impegna come mecenate e promotore di una rinascita culturale. Il teatro deve sopravvivere, malgrado “con la cultura non si mangi”, malgrado la crisi economica, la volontà dei governi di ieri e di oggi di appiattire al livello più basso la cultura degli italiani, la coscienza civica, l’orgoglio dell’appartenenza ad uno Stato e un popolo, la consapevolezza di avere comunque dei diritti come uomini. Pensiamo a oggi e a domani, non a ieri, e cerchiamo di operare tutti per il meglio. Lo proponeva Socrate: fai il bene per fare il bene; se esiste un aldilà ne sarai ricompensato, se non esiste avrai comunque fatto il bene. Auguri a Barbareschi e soci e buon lavoro.

    SOSTITUISCE IL PRECEDENTE. PARDON

  3. Barbareschi non merita le ingiurie di Vincenzo Pallavicini Va invece apprezzato per aver fatto rinascere un teatro che era moribondo. Nella scorsa stagione ho visto spettacoli interessanti ed anche per quella attuale prenoterò di certo qualche spettacolo.

  4. Ho partecipato all’incontro di 2 anni fa dove Barbareschi annunciava la riapertura del teatro Eliseo, fallito dopo la precedente gestione. Onore al merito pur conservando, anch’io, le mie riserve sui trascorsi politici di Barbareschi. Questo non vuol dire non dargli fiducia per il coraggio dimostrato. Quest’anno durante l’incontro pubblico per la presentazione del cartellone 2016/17ha annunciato l’eliminazione dei biglietti d’invito, spero anzi mi auguro che questo riguardi tutti dai politici, in primis, ai conoscenti etc..etc.Una sorpresa che ho avuto, quando sono andata ad acquistare i biglietti per alcuni spettacoli, ed ho scoperto che ha eliminato anche le riduzioni a favore degli INVALIDI CON ACCOMPAGNO!!!!!che pagavano un biglietto intero e ricevevano un biglietto di cortesia per l’accompagno al costo di 3 o 5 euro se ben ricordo. Anche questa facilitazione viene inclusa come INVITO????Grazie il risultato è che penaliziamo ancora una volta le persone in difficoltà fisiche!!!!!e psicologiche. Spero che anche il sig. Barbareschi legga questa comunicazione. Io la farò circolare anche su facebook.

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