Defracto in “Flaque”

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fotoOriginalità al potere per una coreografia dell’errore” è il sottotitolo di questo spettacolo davvero strepitoso. Già il titolo Flaque, che in italiano ‘significa pozzanghera di fango’ ma anche ‘mare’, ti lascia intuire spazi e percorsi nuovi, approcci originali e nuovi modi di intendere la giocoleria (malamente tradotta da jonglage), ma anche sulla dinamica del movimento, della caduta e dello stesso stare in scena. In una pozzanghera, a ben guardare esistono mondi a noi sconosciuti e microcosmi perfettamente organizzati e da scoprire. E così gli attori, i performer o meglio i giocolieri, nel senso di chi gioca con tutto ciò che incontra sul suo percorso, ci fanno intuire nuovi mondi e nuove possibilità sia di movimento ma anche di valorizzazione su quello che viene subito scartato: l’errore. Ed è quello che avviene fra i due in scena che coinvolgono anche il tecnico oltre a tutti gli oggetti che vengono usati in uno spettacolo, computer compreso.

C’è subito un buon approccio iniziale con il pubblico, che occupa ogni minimo spazio di questo tendone più piccolo rispetto al centrale ma che è oltre che comodo e perfettamente fruibile da qualsiasi posizione ci si metta, anche fresco. E questo aspetto, in una sera di fine Luglio calda, come è giusto che sia, non è secondario.

Prima dell’inizio dello spettacolo è stata sparata aria condizionata fresca, e tutti abbiamo apprezzato. Dicevo dell’approccio iniziale, che è il classico benvenuto agli ospiti paganti con un microfono in mano ed una banana nell’altra. Diventerà una sorta di tormentone quello della banana, che assume valori diversi in vari momenti dello spettacolo ma che è il simbolo stesso della caduta, che può essere davvero fatta in modi e particolarità diverse e diventa così danza, agilità, precisione, senso dello spazio. Una dimensione ed una dignità nuova. Così come la capacità di giostrare con le palline, attività che vediamo da sempre in strada ed in mille altre proposte, può diventare elemento innovativo se portato all’eccesso, al parossismo, se per un tempo apparentemente lunghissimo i giocolieri ripetono lo stesso gesto in perfetta sincronia dimostrando doti di forza, agilità, grazia, ma anche ironia e voglia di prendersi in giro.

Questo spettacolo potrebbe essere fatto ovunque, e proprio per questo può assumere valori e significati diversi perché utilizza ciò che incontra sulla sua strada e lo ingloba. Così il tavolino del tecnico, le luci posizionate ai lati della scena, lo stesso pubblico con cui c’è sempre un rapporto di sguardi e di complicità, e questo non manca di commentare con frasi di ammirazione, urla ed applausi rumorosi anche durante lo svolgimento di numeri impossibili.

La giocoleria sviluppato in Flaque si trova a metà strada tra i cartoon e la danza buto: corpi elastici, palline esplosive, recuperi inconcepibili e fantastiche impossibilità. I corpi cadono più delle palle e la sfida di riprenderli è la motivazione alla base di ogni movimento”.

Il tecnico, che gira con una scatola contenente una quarantina di palle, si diverte a lanciarle addosso ai giocolieri e questi le prendono con una logica diversa da quella abituale, con un uso della gravità anomala e con uno strana gestione degli arti. A volte gli esercizi diventano ipnotici, e questo capita quando lo stesso è ripetuto più volte, e ti trovi a seguire ciò che avviene in scena quasi in trance dando una sensazione particolare di ciò che vivi in quel momento. Il finale è un crescendo di emozioni, ed i tre protagonisti usano tutto ciò che hanno a disposizione, compresa l’uscita di sicurezza per portarci ad un luna park e sparare palle di pezza contro gli orsi in movimento. Da vedere, assolutamente.

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interpreti: David Maillard, Eric Longequel, Guillaume Martinet
Compagnia laureata Jeunes Talents Cirque Europe nel 2009-2010
Spettacolo proposto in collaborazione con Mirabilia Festival-Associazione IdeAgorà di Fossano, nell’ambito della Saison européenne des arts du cirque 2016-2017 di CircusNext
Écriture: Eric Longequel, David Maillard, Guillaume Martinet. Interprétation: Eric Longequel, David Maillard, Guillaume Martinet. Régie plateau et création musicale: David Maillard. Mise en scène: Johan Swartvagher. Regard extérieur jonglage: Jay Gilligan. Création Lumière: David Carney.

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