Asso di monnezza, i traffici di rifiuti a Roma e in Italia

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fotoMentre l’immondizia sta soffocando Roma e i proclami della giunta Raggi di una città pulita in poco tempo sono quasi caduti nel vuoto, mentre altri due impianti per lo smaltimento dei rifiuti della municipalizzata Ama, quello di Rocca Cencia e quello di via Salaria, sono finiti sotto inchiesta (si procede per truffa nei confronti di nuovi indagati), mentre si scopre che l’Assessora all’ambiente del Comune di Roma, Paola Muraro è stata per 12 anni consulente e fino al 30 giugno scorso responsabile proprio degli impianti di smaltimento in questione, e risulta indagata dalla Procura di Roma per abuso di ufficio e violazione di norme sull’ambiente, arriva al Teatro Lo Spazio dal 27 settembre lo spettacolo di e con Ulderico Pesce Asso di monnezza, i traffici di rifiuti a Roma e in Italia che racconta nuovi e vecchi scandali relativi ai rifiuti.

Asso di monnezza, coprodotto da Legambiente e dal Teatro dei Filodrammatici di Milano, narra i traffici illeciti dei rifiuti urbani e soprattutto di quelli industriali, che attanagliano Roma e l’Italia, tanto da far dire che il vero asso nella manica è quello della monnezza, ossia che l’immondizia smaltita illegalmente offre una grande possibilità di arricchimento, soprattutto alla malavita. Racconta inoltre dell’affare Malagrotta a Roma, la discarica più grande d’Europa, e dell’affare degli impianti per lo smaltimento dei rifiuti in mano alle stesse persone da 50 anni. Il lavoro teatrale parla dell’incapacità di chi guida la Capitale a realizzare la raccolta differenziata porta a porta. Parla di tanti romani indifferenti, parla della vita degli uccelli che vivono attorno alle discariche e della tragica fine che fanno, di paesaggi deturpati, di acque contaminate, di malattie e di morte e sottolinea l’urgenza di inserire il reato contro l’ambiente nel codice penale italiano come accade in altri paesi europei (sul sito www.uldericopesce.it è attiva la petizione).

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Asso di monnezza: la storia e i personaggi

E’ la storia di Marietta e della sua famiglia. Marietta è nata nella periferia di Napoli, a Pianura. Il balcone della sua casa si affaccia su una discarica di “monnezza” dove da 40 anni sono state sversate tonnellate di rifiuti, tra i quali 1000 tonnellate di liquidi chimici pericolosissimi provenienti dall’Acna di Cencio. Nata in una famiglia poverissima dove il suo primo giocattolo l’ha trovato proprio in questa discarica, una bambolina spelacchiata che conserva gelosamente; ma la discarica e i suoi fumi tossici le ha portato via i genitori e una sorella, stroncati dai tumori. Rimasta sola si sposa con Nicola, e vanno ad abitare in una masseria agricola a Giugliano, alle porte di Napoli, dove presto arriverà un’altra discarica. Dove arriva Marietta arrivano le discariche.

Marietta è marchiata dalla “monnezza” pertanto la odia, ma dopo un viaggio fatto a casa della sorella Marisa nel quartiere Colli Aniene di Roma, dove si fa la raccolta differenziata porta a porta e dove i rifiuti vengono riciclati, cambia vita. Torna a casa e come sempre è sommersa dai rifiuti e cerca, invano, di convincere le autorità a praticare gli stessi metodi scoperti nel quartiere di Roma. Nulla potendo, comincia a praticare la raccolta differenziata porta a porta in assoluta autonomia e grazie all’aiuto dei figli Antonio e Vincenzo.

E il marito Nicola? Gioca.

Ha tre carte napoletane, l’asso di bastoni, l’asso di spada e sulla terza carta ha disegnato un bidone della spazzatura: quello è l’asso di monnezza, la carta più importante….le mischia velocemente e dove sta.?!!….. prova a trovarlo……..

Nicola e il figlio Cristian tifosi della Roma “giocano con la spazzatura”, o meglio nascondono, smaltiscono, in cambio di molti quattrini, rifiuti industriali pericolosissimi provenienti dal nord che loro gettano nel mare, nei fiumi, in discariche o direttamente sui terreni agricoli; “giocano con la loro e con la vita degli altri”….

Il conflitto tra Marietta e il marito diventa il conflitto tra due modi di concepire l’ambiente, la legalità, la natura e l’esistenza in genere.

Ulderico Pesce è uno dei più interessanti esponenti di un teatro di impegno civile in Italia. Drammaturgo, attore e regista prosegue la strada, per nulla semplice, del teatro di vera e propria denuncia. Rivolge il suo sguardo, attraverso il suo lavoro, verso temi scottanti, dimostrando grande sensibilità verso l’ambiente logorato dal malaffare. Basandosi sugli atti della magistratura e sul rapporto delle ecomafie redatto da Legambiente (avvalendosi di video messi a disposizione dalla Guardia di Finanza e dai Carabinieri) imbastisce un discorso sul traffico dei rifiuti, partendo da una piccola storia che mano mano di dipana… Asso di monnezza è uno spettacolo di denuncia ma soprattutto vuole essere una presa di coscienza della nostra vita e del nostro futuro.

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In scena al Teatro Lo Spazio (via Locri 42/44 tel.06/77076486 www.teatrolospazio.it) dal 27 settembre al 9 ottobre. Orario spettacoli: dal martedì al sabato ore 21, domenica ore 17. lunedì riposo. Biglietti intero euro 12, ridotto euro 9, tessera euro tre.

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