“Esodo” di Valentino Mannìas

0
220
Condividi TeatriOnline sui Social Network

foto

Esodo” di Valentino Mannìas riconnette in maniera programmatica il teatro di narrazione con la tradizione del racconto orale, che il giovane artista sardo (Premio Hystrio 2015 – “Miglior Attore alla vocazione”) deriva direttamente dal patrimonio popolare della sua terra d’origine.

Il titolo allude al tema dell’emigrazione, che negli isolani amplifica i suoi toni, drammatici ma anche mitici, riuscendo a coinvolgere trasversalmente anche il pubblico “continentale”.

L’aspetto forse più interessante dello spettacolo sta nella sua dualità: lavoro pirotecnico sul piano del ritmo e della comicità, quanto geometrico e studiato nella gestione dell’emozione; ti incolla con tutti i mezzi della tecnica teatrale a ciò che accade ora in scena, pur essendo uno spettacolo dove il testo gioca un ruolo rilevante e la spettacolarità ottenuta è in buona parte già contenuta e predisposta nelle maglie della scrittura.

Così, Mannìas dissimula sul palco la sua tempra di scafato autore tramite una recitazione calda, fisicamente indefessa, apparentemente istintiva e genuina, dove riesce a riversare tutte le sue doti istrioniche. La musicalità della parola si trasfonde nella musica tout court, affidata sul palco a Luca Spanu, fine polistrumentista ma anche fido deuteragonista nel farsi della narrazione. Il lavoro vive difatti di una fusione integrale tra gli elementi della parola e della musica (esplorata a 360° fino ai territori della rumoristica), coinvolgendo il piano sonoro nella funzione drammaturgica.

Eccellente prova di bravura, con punte di aperta e ricorrente mattatorialità, in cui manca il raggiungimento di quella quiddità in cui si compie lo statuto pieno dell’opera d’arte. Per il futuro che gli arride, la scelta spetta tutta a Mannìas: se proseguire su di una strada collaudata dal sicuro riscontro popolare o se completare l’affinamento del suo indiscutibile talento tramite il coinvolgimento di colorazioni più misurate e trattenute, addentrandosi nelle dimensioni più ampie e chiaroscurali (eppure artisticamente più dense e luminose) che scaturiscono da un lavoro di sottrazione.

———–

CREDITS:

Esodo”

Genere: teatro di narrazione

Testo e Regia di Valentino Mannìas

Musiche: Luca Spanu

In scena: Valentino Mannìas e Luca Spanu

LEAVE A REPLY