Il ratto dal serraglio per i bambini

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(Universal Edition, Wien; rappr. per l’Italia Casa Ricordi, Milano)

Musica WOLFGANG AMADEUS MOZART

Elaborazione musicale e arrangiamento Alexander Krampe

Direttore Michele Gamba

Regia Johannes Schmid

Scene Marie Holzer

Costumi Dorothea Nicolai

Coreografia Hanna Holter

Solisti e Orchestra dell’Accademia Teatro alla Scala

Allievi della Scuola di Ballo dell’Accademia Teatro alla Scala

In coproduzione con il Festival di Salisburgo

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Recite aperte al pubblico:

30 settembre; 1, 8, 9, 23, 29, 30 ottobre 2016

11 marzo (2 rappr.), 21 maggio 2017

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Biglietti:

Se hai meno di 18 anni, ma solamente esibendo il tuo documento di identità, entri al prezzo simbolico di 1 euro.
Adulti di età superiore ai 18 anni potranno entrare in Teatro in qualità di accompagnatori e il relativo biglietto potrà essere acquistato in associazione con il biglietto del minore al costo di 40 euro, per un posto di platea o palco, e da 5 a 20 euro per un posto di galleria.
Non verranno rilasciati più di due biglietti a 1 euro per ogni adulto accompagnatore.

I biglietti possono essere acquistati sul sito
www.teatroallascala.org, presso i punti vendita autorizzati
e presso la biglietteria centrale. Prevendita 10% sino al giorno precedente lo spettacolo.

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Biglietteria centrale – Galleria del Sagrato – MM Duomo ore 12-18

Infotel Scala 02 72 00 37 44 (ore 12-18)

teatroallascala.ticketone.it

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Recite riservate alle scuole:

28 ottobre (2 rappr.) 2016,

1 febbraio, 5 maggio (2 rappr.) 2017

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Per informazioni:

Servizio Promozione Culturale
tel. 02 88792013 ~ fax 02 88792016
email
ipiccoliallopera@fondazionelascala.it

www.teatroallascala.org

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Il ratto dal serraglio di Mozart per i bambini

Terzo titolo operistico del progetto “Grandi Spettacoli per piccoli”, il Ratto dal serraglio in versione ridotta debutta il 30 settembre con la direzione di Michele Gamba, la regia di Johannes Schmid e solisti e orchestra dell’Accademia

Dal 30 settembre al 21 maggio i Grandi Spettacoli per Piccoli si arricchiscono di un nuovo titolo operistico, Il ratto dal serraglio per i bambini, che si aggiunge così ai successi ottenuti da La Cenerentola e da Il flauto magico. L’incantevole Singspiel orientale scritto da Mozart per il Burgtheater di Vienna nel 1782 su libretto di Christoph Friedrich Bretzner è stato tradotto in italiano e ridotto alla durata di un’ora circa grazie all’elaborazione musicale di Alexander Krampe, e sarà presentato con la regia di Johannes Schmid e con il trentaduenne Michele Gamba sul podio. I giovani artisti coinvolti nello spettacolo appartengono tutti all’Accademia scaligera: orchestra, solisti e allievi della Scuola di Ballo.

Per molti Il ratto dal serraglio, con la sua musica esuberante e sfrenata, è legato soprattutto al celebre aneddoto che l’Einstein riporta in questi termini: «”Troppo bello per i nostri orecchi e troppe note, mio caro Mozart”, sembra che abbia detto Giuseppe II dopo la prima rappresentazione avvenuta il 16 luglio 1782; “L’esatto numero necessario, Vostra Maestà” sembra abbia risposto Mozart». Un tratto di impertinenza, quello di Mozart, che è già nella musica, ricca di percussioni e sonagli turcheschi e spettacolari acrobazie vocali. Con questo titolo Scala e Accademia proseguono nell’impostazione, inaugurata lo scorso anno con Il flauto magico, che vede lo stesso titolo comparire in Stagione una prima volta in versione per bambini e una seconda in versione integrale: Die Entführung aus dem Serail sarà in scena dal 17 giugno al 1° luglio con la direzione di Zubin Mehta e la ripresa dello storico allestimento di Giorgio Strehler per celebrare il ventennale della scomparsa del grande regista.

Michele Gamba, milanese, si diploma in pianoforte e composizione al Conservatorio ‘G. Verdi’ e si laurea in Filosofia alla Statale per poi perfezionarsi a Fiesole, Vienna, Siena e Londra. Dopo gli esordi come pianista, dal 2012 inizia la sua collaborazione con il Royal Opera House Covent Garden, dove è assistente di Antonio Pappano e dirige tra l’altro Così fan tutte e Les pecheurs de perles. Nel 2015 Daniel Barenboim lo invita a Berlino come Kapellmeister e suo assistente e nel 2015 Gamba dirige con grande successo Le nozze di Figaro. Nel marzo 2016 fa scalpore la sostituzione all’ultimo minuto di Michele Mariotti sul podio de I due Foscari alla Scala. Nell’estate dirige Norma al Festival di Macerata; tra i prossimi impegni spiccano Rigoletto all’Opera di Roma, Le nozze di Figaro ad Amburgo, Armida a Montpellier e L’occasione fa il ladro alla Fenice.

Nato nel 1973 in Bassa Baviera, Johannes Schmid si è rapidamente imposto tra i più brillanti nuovi registi, in particolare nel teatro per bambini, a teatro come al cinema. A teatro ha realizzato ormai quasi 40 produzioni, tra l’altro per il Festival di Salisburgo, costruendo un vastissimo repertorio che include opere di Mozart e Purcell ma anche Natura morta in un fosso di Fausto Paravidino e il musical Fiddler on the Roof. In campo cinematografico ha realizzato diversi corti; il suo primo lungometraggio Blöde Mütze (o Silly’s Sweet Summer) è stato presentato al Festival di Berlino nel 2007. Sono seguiti Wintertochter nel 2011 e, nel 2015, Agnes tratto dal romanzo di Peter Stamm, che è uscito con successo nelle sale tedesche nel 2016. Schmid è anche tra i fondatori della casa di produzione Lieblingsfilm.

Anche quest’anno l’avvio della programmazione Grandi Spettacoli per Piccoli è preceduto dall’iniziativa dedicata ai bambini Porte aperte alla Scala: sabato 24 settembre, dalle 11 alle 16.30, sono previsti ogni ora quattro turni di visite guidate che permetteranno ai piccoli e ai loro accompagnatori di conoscere la struttura e la storia del Teatro. Anche in questa occasione l’iniziativa ha raccolto grande successo, registrando per sabato 24 il tutto esaurito.

Il progetto Grandi Spettacoli per Piccoli, avviato nel 2014, ha ottenuto da subito uno straordinario successo di pubblico: decine di migliaia di bambini accompagnati dai loro genitori o insegnanti hanno affollato la sala del Piermarini per assistere a grandi titoli d’opera in versione ridotta eseguiti dai musicisti dell’Accademia della Scala o ascoltare concerti appassionanti arricchiti dall’introduzione di un attore. L’enorme richiesta ha regolarmente costretto il Teatro a programmare date aggiuntive. Il programma Grandi Opere per Piccoli è stato inaugurato da La Cenerentola per i bambini, riduzione dell’opera di Rossini con regia di Ulrich Peter, nel 2014; nel 2016 si è aggiunto Il flauto magico e nel 2017 il progetto include due opere: alla ripresa della Cenerentola, diretta da Pietro Mianiti, si aggiunge Il ratto dal serraglio di Mozart diretto dal giovane Michele Gamba con la regia di Johannes Schmid, le scene di Marie Holzer e i costumi di Dorothea Nicolai, in ideale corrispondenza con Die Entführung aus dem Serail in versione integrale in tedesco diretta da Zubin Mehta per i “grandi”.

I Concerti per i bambini comprendono cinque appuntamenti la domenica pomeriggio, da novembre 2016 a ottobre 2017, tutti preceduti dall’introduzione di un attore che aiuta il pubblico a entrare nel mondo dei compositori le cui musiche sta per ascoltare.

Si ringraziano BMW e Fondazione Banca del Monte di Lombardia che sostengono il Progetto Grandi Opere per Piccoli dal 2014 e GIOTTO Colore Ufficiale per il programma di sala de Il ratto dal serraglio per i bambini.

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IL RATTO DAL SERRAGLIO

Il titolo tedesco Die Entführung aus dem Serail viene tradotto normalmente Il ratto dal serraglio, col rischio di confusioni, ma si potrebbe anche rendere con “Il rapimento dall’harem”. In realtà il protagonista maschile dell’opera, il nobile spagnolo Belmonte, non vuole rapire la sua amata Costanza, ma solo liberarla. La ragazza era stata sequestrata insieme alla sua cameriera inglese Bionda e al servitore Pedrillo. Viene tenuta prigioniera nell’harem di Selim, un pascià gentile, il quale sta aspettando che la ragazza si decida a diventare spontaneamente la sua moglie favorita. Dopo un breve intreccio, ci sarà il lieto fine, con tutti liberati e l’augurio sottinteso che popoli diversi come il turco e lo spagnolo, possano vivere in pace. Vi si rappresenta il personaggio del turco nobile e buono (Selim), mentre quello cattivo e crudele (Osmino) viene alla fine ridicolizzato.

È la prima opera musicale per il teatro scritta da Mozart dopo il suo trasferimento nel 1781 a Vienna dalla nativa Salisburgo, dove non si rappresentavano opere, considerate frivole dalla corte vescovile che reggeva la cittadina. Sono stati composti solo in seguito i grandi capolavori mozartiani come Le nozze di Figaro, Don Giovanni, Così fan tutte, Il flauto magico.

Il ratto dal serraglio è scritto nella forma del Singspiel, con parti cantate alternate ad altre recitate, sempre in tedesco, anche se per i bambini si è scelto l’italiano. È più breve rispetto al Flauto magico, e quindi la versione ridotta ha meno tagli. Mozart era molto contento di questa sua opera, alla quale aveva lavorato quasi per un anno. Aveva detto che, nell’ascoltarla, “sarebbe stato difficile addormentarsi, anche avendo trascorso la notte precedente in bianco”. In effetti ci sono momenti allegri e chiassosi! Data l’ambientazione, Mozart riscrive a modo suo la “musica turca” – con flauti, triangolo, tamburino e grancassa – tipica delle bande militari dei giannizzeri. Aveva già composto il famoso “Allegretto alla turca” dalla sonata per pianoforte K 331. Con questo titolo intendeva promuovere un’opera tedesca, anche se alcuni personaggi, come Osmino, Bionda e Pedrillo, sono ispirati all’opera buffa italiana, mentre Belmonte e Costanza sono derivati dal belcanto dell’opera seria. La deliziosa operina conosce un successo straordinario da sempre, ma qualcuno all’inizio la criticò: secondo un aneddoto non confermato, l’Imperatore d’Austria Giuseppe II avrebbe rimproverato Mozart di avere scritto “troppe note”. E, sempre secondo la leggenda, lui avrebbe risposto che non ce n’era una più del necessario.

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La trama

Atto I

Due coppie di fidanzati naufragano per mare in una tempesta, ma si salvano tutti e quattro. Costanza, Bionda e Pedrillo finiscono su un’isola, dove sono tenuti prigionieri. Ma vengono raggiunti da Belmonte, che ha tanta nostalgia della sua Costanza.

Bionda si rifiuta di baciare Osmino, il guardiano dell’isola, un tipo grasso che tratta male le donne. Questi si rifiuta di rispondere alle domande di Belmonte e lo caccia via. Dichiara anche di odiare Pedrillo, che considera un imbroglione e gli dice che presto lo ammazzerà.

Pedrillo è sorpreso di vedere Belmonte. Gli racconta che, a parte Osmino, vengono trattati bene.

Giunge Bassa Selim, il pascià dell’isola, accompagnato da Costanza, di cui è innamorato. La fanciulla apprezza le sue buone maniere, ma non può ricambiare il suo amore, perché ama un altro. Lontana dal suo ragazzo, è molto triste.

Pedrillo presenta Belmonte come un bravo architetto venuto da lontano per lavorare per il pascià e Bassa lo invita nel palazzo. Osmino, con le sue solite minacce, non vorrebbe farlo passare, ma Pedrillo e Belmonte entrano lo stesso.

Atto II

Osmino chiede di nuovo un bacio a Bionda, ma lei lo tratta male. Lui sostiene che Bionda gli è stata regalata da Bassa come schiava e le ordina di amarlo. Ma Bionda gli spiega che, nel suo paese, bisogna comportarsi bene con le ragazze, che non possono certo innamorarsi di un uomo a comando. Osmino è geloso di Pedrillo e continua a litigare con Bionda.

Costanza è sempre triste per la lontananza di Belmonte e le premure di Bassa non la consolano. Bionda è invece subito allegra quando Pedrillo le spiega che è giunto Belmonte per liberarle. Scapperanno tutti e quattro di notte su una barca.

Pedrillo è preoccupato, ma si fa coraggio. Osmino è sospettoso perché lo sente cantare tutto contento. Pedrillo gli propone di bere insieme del buonissimo vino. Osmino non potrebbe, ma si lascia tentare. Però, dentro la sua bottiglia, Pedrillo ha messo del sonnifero. Così, cadendo addormentato, Osmino non si accorgerà della loro fuga. Finalmente Costanza può riabbracciare il suo ragazzo Belmonte e, con Bionda e Pedrillo, cantano tutti insieme la loro felicità.

Atto III

Il segnale per la fuga è una canzoncina cantata da Pedrillo. I quattro sperano che la forza dell’amore li aiuti. Purtroppo Belmonte non aveva nessuna barca con sé; e Osmino, che si è svegliato, li sorprende. Chiama Bassa e gli dice che Belmonte voleva rapire Costanza. Bassa vorrebbe condannare a morte Belmonte, ma la ragazza gli spiega che lui è il suo fidanzato: è venuto a liberarla. Bassa, sempre innamorato di Costanza, è un po’ dispiaciuto, ma alla fine lascia tornare a casa tutti e quattro. E a Osmino, che è sempre innamorato di Bionda, consiglia di lascare perdere le ragazze, finché non impara a comportarsi bene con loro.

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MICHELE GAMBA

Michele Gamba nasce a Milano, dove studia pianoforte e composizione al Conservatorio “Giuseppe Verdi” e consegue la laurea in filosofia all’Università Statale. Nel contempo si perfeziona in pianoforte con Maria Tipo alla Scuola di Musica di Fiesole e in accompagnamento vocale e direzione d’orchestra alla Musikhochschule di Vienna, all’Accademia Chigiana di Siena e alla Royal Academy di Londra.

Dopo aver esordito con un brillante percorso come pianista solista, debutta nel 2009 come direttore d’orchestra alla alla Royal Festival Hall con i ‘Future Firsts’ della London Philharmonic Orchestra e collabora successivamente come assistente musicale presso la Staatsoper di Amburgo.

Nel 2012 inizia la sua collaborazione con la ROH Covent Garden, dapprima come Direttore d’orchestra e coach al ‘Jette Parker Young Artists Programme’, poi, su invito personale di Sir Antonio Pappano, come Jette Parker Associate Conductor e suo assistente. Con il direttore musicale del Covent Garden collabora strettamente per svariate produzioni operistiche e lo assiste in numerosi concerti sinfonici con orchestre quali quella della ROH, la London Symphony, la Royal Philharmonic e la London Philharmonic.

Alla ROH Michele Gamba dirige Bastien und Bastienne, Folk Songs di Berio, brani tratti da Eugene Onegin, Così fan tutte e Les Pecheurs de Perles. Nel contempo si esibisce con altre produzioni operistiche e programmi sinfonici (fra gli altri, con la Welsh National Orchestra, Southbank Sinfonia, Orchestra del Veneto).

Nel 2015, invitato da Daniel Barenboim alla Staatsoper di Berlino in qualità di Kappellmeister e suo Assistente, prepara per il Maestro orchestra, solisti e coro per La traviata e viene invitato nuovamente per la preparazione di Simon Boccanegra e Il trovatore. In novembre dirige alla Staatsoper Le nozze di Figaro nella produzione di Jürgen Flimm riscuotendo un grande successo di critica e di pubblico.

Lo scorso mese di marzo, sostituendo il direttore titolare improvvisamente indisposto, il suo debutto last minute al Teatro alla Scala con I due Foscari riscuote unanime consenso.

Fra i suoi prossimi impegni in campo operistico Norma allo Sferisterio di Macerata, Rigoletto a Roma, Le nozze di Figaro ad Amburgo, Armida di Rossini a Montpellier, L’occasione fa il ladro a Venezia e La sonnambula a Stoccarda. In campo sinfonico Concerti a Klagenfurt (Brahms e Čaj­ko­v­skij), a Milano col Divertimento Ensemble (nuove creazioni e musiche del ‘900), con le Orchestre Giovanile Italiana di Fiesole (Vivaldi) e dei Pomeriggi Musicali (J. Strauss), a Palermo con L’Orchestra Sinfonica Siciliana, a Bari con l’Orchestra del Petruzzelli e a Firenze con l’Orchestra del Maggio Musicale.

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JOHANNES SCHMID

Nato nel 1973 nella Bassa Baviera, fra il 1995 e il 2000 ha studiato Teatro, Cinema, Letteratura tedesca e Storia dell’Arte a Ernlagen e a Monaco. Dal 2000 lavora come regista indipendente per il teatro e per il cinema. Ha diretto oltre 35 produzioni, tra l’altro per la Deutsche Oper am Rhein Düsseldorf/Duisburg, Opera di Dortmund, Festival di Salisburgo, Bayerisches Staatsschauspiel, Nationaltheater Mannheim, Theater Sankt Gallen, Theater Münster, Theater Konstanz, Pfalztheater Kaiserslautern und Schauburg – Theater der Jugend a Monaco. Fra le opere di cui ha curato la regia, Don Gil de las calzas verdes di Tirso de Molina, Don Pasquale di Donizetti, Il Processo di Kafka, Don Quijote di Cervantes, Natura morta in un fosso di Fausto Paravidino, The Fairy Queen di Purcell, Die Entführung aus dem Serail di Mozart, Beatrice Cenci di Berthold Goldschmidt, il musical Fiddler on the Roof di Jerry Bock e le prime mondiali di opere per la famiglia The Girl Who Did Not Want To Sleep e Ronja the Robber‘s Daughter. Nel 2007 la sua edizione dell’Odissea ha ricevuto l’”Annual Bouquet” del quotidiano TZ per la migliore produzione dell’anno a Monaco. The Changeling, basato sull’opera di Selma Lagerlöf, è stato invitato al German Festival of Theatre for Young Audiences nel 2007. Dopo aver realizzato diversi cortometraggi, il suo primo lungometraggio Blöde Mütze! (conosciuto come Silly’s Sweet Summer) è stato presentato al Festival del Cinema di Berlino nel 2007. Il film ha ricevuto apprezzamenti a livello nazionale e internazionale e si è aggiudicato numerosi premi fra cui il Children Media Prize “White Elephant 2007” e il premio per la miglior sceneggiatura “Children’s Tiger 2008”. Il secondo lungometraggio è del 2011, una coproduzione tedesco-polacca Wintertochter. Anche questo film ha ricevuto diversi riconoscimenti, fra cui il German Film Prize LOLA AWARD per la categoria “Best Children’s Film 2012”. Nel 2015 gira il terzo film, Agnes, tratto dal romanzo dell’autore svizzero Peter Stamm, per il quale ha scritto anche la sceneggiatura. Presentato all’International Film Festival di Palm Springs, il film è uscito nelle sale cinematografiche tedesche nel 2016 con grande successo di pubblico e critica.

Johannes Schmid è fra i fondatori della Lieblingsfilm GmbH, una delle case di produzione cinematografica più attive in Germania. Schmid ha inoltre prodotto il film Aus der Tiefe des Raumes (Dal profondo della stanza) per la regia di Gil Mehmert, per il quale si è aggiudicato il Bavarian Film Prize 2004 come “Miglior Produttore Emergente”. Fra gli impegni del 2016 e 2017 un nuovo film, la prima mondiale della Regina delle nevi di H. C. Andersen alla Deutsche Oper am Rhein oltre a produzioni operistiche a Dortmund e a Bonn.

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ACCADEMIA DI PERFEZIONAMENTO PER CANTANTI LIRICI DEL TEATRO ALLA SCALA

L’Accademia di perfezionamento per cantanti lirici costituisce uno dei fiori all’occhiello della proposta didattica dell’Accademia Teatro alla Scala, polo formativo presieduto da Alexander Pereira e diretto da Luisa Vinci, che, attraverso quattro dipartimenti -Musica, Danza, Palcoscenico-Laboratori, Management- prepara tutte le figure professionali legate al teatro musicale, avvalendosi della docenza degli artisti e delle maestranze del Teatro alla Scala e dei più qualificati esperti del settore, che condividono una metodologia didattica che privilegia il contatto diretto con il mondo del lavoro.

Fondata da Riccardo Muti nel 1997 sotto la direzione artistica di Leyla Gencer, l’Accademia di perfezionamento per cantanti lirici raccoglie l’eredità della scuola dei “Cadetti della Scala”, voluta da Arturo Toscanini nel 1950 per garantire la trasmissione della tradizione lirica italiana. Grazie alla docenza di artisti e maestri come Renato Bruson, Luciana Serra, Luciana D’Intino, Vincenzo Scalera, Umberto Finazzi e Marco Gandini, l’Accademia prepara alla carriera professionale giovani cantanti dotati di una solida formazione vocale e musicale, affinandone in un percorso biennale le capacità tecniche e interpretative.

Le masterclass tenute nel corso degli anni da Luis Alva, Teresa Berganza, Enzo Dara, Juan Diego Flórez, Mirella Freni, Christa Ludwig, Giorgio Merighi, Leo Nucci, Lubica Orgonasova, Ruggero Raimondi, Renata Scotto e Shirley Verrett hanno ulteriormente arricchito l’esperienza formativa.

Lo studio quotidiano s’intreccia costantemente con l’inserimento degli allievi nel cartellone scaligero, accanto a interpreti, direttori d’orchestra e registi di fama assoluta.

Particolare importanza rivestono, inoltre, l’attività concertistica, non solo sul territorio nazionale: fra i Paesi esteri Austria, Brasile, Emirati Arabi Uniti, Francia, Germania, Grecia, Inghilterra, Corea, Oman, Russia, Sri Lanka, Stati Uniti, Ungheria.

Numerose le opere andate in scena al Teatro alla Scala e nei più importanti teatri italiani (Un giorno di regno nel 2012 e Cenerentola nel 2016 al Teatro Filarmonico di Verona, Falstaff al Teatro Verdi di Busseto nel 2013, Il barbiere di Siviglia al Teatro Valli di Reggio Emilia e al Teatro Comunale di Modena) ed esteri (dal Teatro dell’Opera di Kaliningrad nel 2013 con Le convenienze ed inconvenienze teatrali, fino a Falstaff in scena alla Royal Opera House di Muscat in Oman nel 2015).

Fra i titoli più recenti allestiti al Piermarini, si ricordano tre opere del catalogo mozartiano, Ascanio in Alba (2006), Così fan tutte (2007) e Le nozze di Figaro (2008), due titoli di Donizetti Le convenienze ed inconvenienze teatrali (2009) e Don Pasquale (2012) e quattro di Rossini L’occasione fa il ladro (2010, in tournée nel 2011), L’Italiana in Algeri (2011), La scala di seta (2013) e Il barbiere di Siviglia (2015).

Dal 2016 il Teatro alla Scala ha voluto fortemente incentivare la presenza dei solisti, chiamando ogni anno un grande direttore e un grande regista a collaborare con gli allievi nella realizzazione di una nuova produzione, per consentire loro di presentarsi sul palcoscenico scaligero in un contesto di altissimo livello professionale.

Prima tappa di tale progetto la messa in scena di Die Zauberflöte di Mozart, affidato alla regia di Peter Stein e diretto da Ádám Fischer. Peter Stein, uno dei più autorevoli registi del nostro tempo, ha accettato non solo di curare la regia, ma anche di seguire gli interpreti dell’Accademia di canto in un percorso unico di formazione e di preparazione, a partire da un anno prima del debutto.

Nel 2017 sarà Hänsel und Gretel di Humperdinck per la regia di Sven-Eric Bechtolf e la direzione musicale di Marc Albrecht.

Inoltre, nella stagione 2014/15 il Teatro alla Scala ha inaugurato con la Cenerentola per i bambini tratta dall’opera di Rossini, “Grandi Spettacoli per Piccoli”, iniziativa destinata ad avvicinare i bambini all’opera lirica attraverso la messa in scena di noti titoli del repertorio, affidati all’orchestra e alle voci dei solisti dell’Accademia, in versioni appositamente riviste e pensate per bambini in età scolare.

Nella stagione 2015/16 è andato in scena Il flauto magico diretto da Min Chung e Paolo Spadaro, per la regia di Ulrich Peter e nella stagione 2016/17 Il ratto dal serraglio firmato da Johannes Schmid per la direzione di Michele Gamba.

Molti degli ex allievi oggi calcano le scene dei maggiori teatri nazionali ed esteri, fra cui le soprano Serena Farnocchia, Carmen Giannattasio, Anja Kampe, Irina Lungu, Nino Machaidze, Sae Kyung Rim, Pretty Yende, le mezzosoprano Ketevan Kemoklidze, Anita Rachvelishvili, Nino Surguladze, il contralto Sonia Prina, i tenori Thiago Arancam, Leonardo Cortellazzi, Giuseppe Filianoti, i baritoni Simon Bailey, Fabio Capitanucci, Massimo Cavalletti, Christian Senn, Vincenzo Taormina, e i bassi Simon Lim, Jong Min Park, Giovanni Battista Parodi, Dejan Vatchkov.

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ORCHESTRA DELL’ACCADEMIA TEATRO ALLA SCALA

L’orchestra dell’Accademia Teatro alla Scala attualmente è l’unica realtà che accompagni gli allievi alla futura carriera preparandoli su tutto il repertorio di un professore d’orchestra: sinfonico, operistico e di balletto. Sotto la guida di stimati musicisti e delle Prime Parti dell’Orchestra del Teatro alla Scala, il progetto formativo, articolato nell’arco di un biennio, prevede un percorso di studi rigoroso e un’intensa pratica orchestrale.

Prestigiosi i teatri, le società concertistiche e i festival di rilievo internazionale che hanno ospitato gli allievi: fra gli altri, Teatro alla Scala, Teatro Bolshoi di Mosca, Filarmonica di San Pietroburgo, Royal Opera House di Muscat, Fenice di Venezia, Teatro Massimo di Palermo, San Carlo di Napoli, Petruzzelli di Bari, Auditorium Rai di Torino, Società del Quartetto, Unione Musicale di Torino, Bologna Festival, Ravello Festival e Kissinger Sommer Festival.

L’orchestra dell’Accademia ha compiuto inoltre numerose tournée: negli Emirati Arabi nel 2008 e nel 2015, in Danimarca nel 2009, in Russia nel 2010 e nel 2013, in Oman nel 2011, 2012 e 2015, negli Stati Uniti nel 2013, in occasione dell’Anno della Cultura Italiana, e nel 2014 con il sostegno della Fondazione Bracco. Fra il 2013 e il 2015 ha vissuto una significativa esperienza professionale con Fabio Luisi, che l’ha diretta in diversi concerti fra Milano, Torino, Bologna, Napoli e Palermo.

In più occasioni gli allievi si sono esibiti al Teatro alla Scala, sia per accompagnare il Corpo di Ballo scaligero sia per titoli del repertorio operistico: fra i più recenti Sogno di una notte di mezza estate, Ballo Excelsior, Giselle, Histoire de Manon, Così fan tutte, Le nozze di Figaro, Le convenienze ed inconvenienze teatrali, L’occasione fa il ladro, L’italiana in Algeri, Don Pasquale, La scala di seta, Il barbiere di Siviglia. Nel 2016 Die Zauberflöte di Mozart.

Alla direzione si sono avvicendati artisti come Yuri Temirkanov, Zubin Mehta, Fabio Luisi, Ádám Fischer, Christoph Eschenbach, Roland Böer, Michele Mariotti, Gustavo Dudamel, Gianandrea Noseda, Stefano Ranzani, Ottavio Dantone, Giovanni Antonini, John Axelrod, Susanna Mälkki, Pietro Mianiti, Daniele Rustioni, David Coleman, Mikhail Tatarnikov, e l’Orchestra ha collaborato con solisti del calibro di Lang Lang, Herbie Hancock, Alexei Volodin, Simon Trpčeski, David Fray e Olga Kern.

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