“Il viaggio continua!” – Intervista con i protagonisti del Decennale di Arte Danza Novara

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fotoIn un clima di festa, è andato in scena lo show di Arte Danza Novara, diretto dalla coreografa e maestra Barbara Gatto, a coronamento dei dieci anni dalla Fondazione.

Al Centro Formazione Arte e Spettacolo sono giunti, da tutte le parti d’Italia, numerosissimi allievi per rivivere l’emozione dell’apertura, nel lontano 2006, ma anche per festeggiare due lustri di successi ottenuti con disciplina, lavoro e passione.

Lo Stage grazie all’entusiasmante e trascinante festa serale con l’esibizione scherzosa e gioiosa, tratta dalle più celebri creazioni di Barbara Gatto, presso le moderne e tecnologiche sale danza, hanno permesso agli ospiti e invitati di rivivere le emozioni di un intenso periodo di studio e creatività artistica con il supporto di un parterre di maestri coreici di respiro internazionale: Veronica Peparini per le discipline del modern, Bella Ratchinskaja per la danza classica accademica, Mauro Astolfi per il contemporaneo, Mariano Alessio Di Stefano con il laboratorio coreografico neoclassico e Francesca Frassinelli con il contemporaneo. Un gruppo di altissime personalità, le quali hanno montato e creato, durante le lezioni, suggestivi composizioni di assoluta eccellenza. Presenti anche l’assessore allo Sport Federico Perugini e il consigliere comunale Gerry Murante.

Con l’occasione ogni maestro si è reso disponibile per una breve intervista legata al mondo degli Stage affinché giunga chiaro e forte il loro messaggio, per tutti coloro che amano la danza e il balletto, in ogni sua sfaccettatura e peculiarità.

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fotoVERONICA PEPARINI:

Cara Veronica, per la tua esperienza che tipo di apporto forniscono gli Stage agli allievi?

L’apporto che danno alla formazione dell’allievo è grandissimo perché gli fornisce la possibilità di studiare in modo ampio, di aprire la mente, di vedere e comprendere più stili cercando di farne tesoro. Secondo me è una grande chance quella di poter studiare con tanti e diversificati maestri, un’occasione tra le migliori. Soprattutto quando lo puoi fare a casa, cioè in Italia, senza dover essere costretto a viaggiare all’estero.

Come hai recepito lo spirito di Arte Danza Novara e il livello dei partecipanti?

Arte Danza è di un buonissimo livello, un’ottima realtà. Alcuni allievi che hanno preso parte alla lezione erano giovanissimi, si sono visti vari livelli sia di età che di preparazione, però il fatto importante e determinante è l’approccio che dimostrano allo Stage, non tanto il livello della loro preparazione. Il contatto dei ragazzi qui ad Arte Danza Novara è positivo, hanno una grandissima volontà di apprendere e quindi questo risulta il fattore fondamentale… naturalmente poi c’è qualche elemento già formato e migliore di altri ma qui gioca a favore anche l’età maggiore.

Cosa ti colpisce in un allievo durante un tuo stage al di là della tecnica fine a se stessa?

Mi colpisce molto la facilità di memorizzare ed entrare subito in sintonia con il mio stile.

Che ricordi conservi degli stage e dei maestri, quando li frequentavi tu in veste di allieva?

I miei ricordi legati agli stage sono tantissimi, sia in Italia che all’estero, comunque li ricordo tutti con un piacevole senso di condivisione… dei “viaggi” artistici pazzeschi. Di maestri ne ho avuti veramente parecchi, sia nazionali che internazionali, praticamente tutti quelli che insegnavano in quel preciso periodo perché io ho sempre cercato di studiare e di frequentare le lezioni con tutti loro per apprendere sempre più e sempre meglio!

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fotoMAURO ASTOLFI:

Caro Mauro tu conosci da tempo il percorso di Arte Danza Novara e Barbara Gatto, oggi siamo qui per festeggiare il decennale, regalami un commento su questa realtà?

Sono ormai tanti anni che conosco Barbara e ho seguito anche l’evoluzione dei suoi ragazzi, i quali sono diventati degli artisti straordinari e sono molto contento, intanto perché è un processo di collaborazione che prosegue da parecchio tempo e vedere la trasformazione anno dopo anno di questi ragazzi, notare da dove sono partiti e ammirare oggi quello che stanno facendo e quello che sta diventando questa scuola è una cosa che ti rende felice, perché poi non tutte le scuole hanno questo esito e raggiungono ottimi risultati. A volte alcune scuole sono solo dei contenitori (come li chiamo io), perché in alcune realtà i ragazzi vengono educati in una sola direzione mentre Arte Danza Novara ha dimostrato capacità e metodo sia nell’ambito di un semplice concorso ma anche come collocazione dei ragazzi. Ho sempre invitato tantissimi allievi della scuola di Barbara Gatto proprio perché c’era un talento chiaro, cristallino e devo dire che spero che questa giornata sia anche l’inizio di una nuova era da questo punto di vista perché vedere così tanti ragazzi, come oggi arrivati da tutta Italia, ti fa comprendere che anche quello che ha fatto Barbara in questi dieci anni sta avendo una risonanza più allargata e la gente si rende conto e dà il merito a chi lavora in un determinato modo.

Ora parliamo della nostra amica Barbara Gatto?

Barbara è sicuramente un personaggio, l’ho conosciuta inizialmente attraverso i Concorsi, vedevo le sue coreografie, vedevo che vinceva ovunque almeno quando ero presente io e quando andava malissimo arrivava seconda, sicuramente è una delle insegnanti sul territorio nazionale che ha espresso una chiave di lettura e d’interpretazione a una preparazione per i Concorsi diversa, perché ha sempre avuto una teatralità nel portare i suoi allievi a questi tipi di manifestazione, una teatralità che si proponeva mediante la sua scuola. Questi allievi non sono stati educati solo dal punto di vista “okay ho imparato una coreografia, una lezione” ma c’è stato un lavoro introspettivo nel portare avanti parallelamente più direzioni, questa è una cosa che normalmente è difficile assistere in una scuola, soprattutto in una scuola privata e scorgere questi ragazzi giovanissimi che già stavano sul palco con una certa padronanza scenica era più unico che raro…

A tuo avviso qual è la vera utilità, per gli allievi, nel prendere parte a uno Stage?

Lo Stage serve solo a determinati tipi di ragazzi, è una cosa meravigliosa, dovrebbe essere uno strumento di amplificazione del lavoro quotidiano e quindi già in questo senso – io ne faccio da 25 anni – ho conosciuto ragazzi ai quali non serve a niente, semplicemente sono lì parcheggiati mentre ci sono dei ragazzi che utilizzano ogni secondo che avviene in sala durante lo Stage per fare un piccolo viaggio, un processo di conoscenza personale… allora a quel tipo di allievi uno stage può far scattare un meccanismo e una molla che gli cambierà radicalmente il corso della vita, la percezione che hanno di sé. Mentre per i ragazzi che vanno agli stage solo per il nome famoso del docente o per sentito dire o per inerzia lì magari non serve però in quel caso serve all’organizzatore che ha una quota in più d’iscrizione.

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fotoBELLA RATCHINSKAIA:

Da grande pedagoga quale sei e con una provenienza accademica, cara Bella, che importanza hanno gli stage a tuo avviso?

Tantissima, perché magari gli allievi durante il loro percorso di studio non riescono a formarsi bene. Però prima di partecipare agli Stage devono studiare con i loro maestri perché così gli insegnano cosa manca loro a livello tecnico per raggiungere uno stile e un movimento più armonioso e poi una volta raggiunto questo livello è giusto mandarli agli Stage dove spesso i “direttori accademici” trovano talenti formati da altre scuole ed offrono ad essi la possibilità di essere chiamati nelle loro scuole professionali con l’obiettivo di trovare le porte aperte. Anche i Concorsi – che a mio avviso sono troppo numerosi – danno comunque la possibilità ai “direttori accademici” di indirizzare i maestri nel trovare la strada più giusta per i propri allievi al fine di studiare con maggiore competenza e avere un reale futuro professionale.

Cosa ti ha colpito in Arte Danza Novara durante lo stage organizzato da Barbara Gatto?

Sono ammaliata da questo sincero amore per le ragazze e i ragazzi, per i bambini, per organizzare belle cose, per una forte energia all’interno di questa scuola. Adesso non posso dire professionalmente con esattezza il livello alto o basso perché ho tenuto solo due lezioni e sono intervenute anche altre scuole da fuori che io non conosco però mi sono sentita come a casa mia, amata, coccolata con un’ottima organizzazione e la stupenda festa per i 10 anni in cui abbiamo ballato insieme con tutti i bambini… è stato un momento commovente, un bellissimo ricordo che porterò con me!

Cosa ti ha colpisce maggiormente in un allievo in un concorso oppure in uno stage, qual è la dote che valuti di più?

Io purtroppo in qualità di giudice sono legata in quanto non posso farmi prendere solo dalla lezione perché guardo le doti fisiche in quanto ritengo che questo aspetto sia fondamentale per continuare a studiare per bene con una scuola profonda e di alta professionalità. Ci sono a volte degli allievi molto dotati e dei bambini di spirito ma che non possiedono un bel fisico allora io non mi emoziono, però quando vedo ragazze con bellissime gambe e piedi, anche se hanno studiato male riesco comunque a scorgere il materiale fisico adatto… purtroppo non posso emozionarmi solo dallo spirito della coreografia o dell’allievo perché ai miei tempi, quando studiavo in accademia in Russia, guardavano soprattutto e inizialmente la fisicità, forse i tempi oggi sono cambiati e adesso scorgono meno questo aspetto del ballerino, della persona che vuole fare movimento ed esprimersi… molto probabilmente guardano più il lato estetico ed esteriore, bel viso, bei denti… insomma guardano più alla bellezza e meno alla fisicità legata indissolubilmente alla tecnica.

Ti è piaciuta la città di Novara, essendo la prima volta che la visitavi?

Mi sono innamorata di Novara e vorrei tornare spesso perché abbiamo fatto una bellissima camminata per il centro storico, abbiamo visitato l’affascinante Duomo, la maestosa basilica di San Gaudenzio con la tomba del protettore cittadino, abbiamo mangiato i pasticcini, bevuto un aperitivo seduti all’aperto con tanta bella gente per strada soprattutto giovani ed infine la tua splendida compagnia, caro Michele unitamente a quella di Ferdinando è stata di grande gioia per me, vi ringrazio tantissimo per avermi fatto da Ciceroni e per avermi fatto scoprire, in allegria e con affetto, le bellezze artistiche e culturali di Novara ma anche il lato gastronomico. Grazie di cuore e arrivederci a tutti Voi!

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fotoMARIANO ALESSIO DI STEFANO:

Secondo te, caro Alessio, che importanza hanno gli Stage?

Gli stage sono sicuramente molto importanti perché sono un arricchimento, indubbiamente. Diciamo che è giusto studiare con un maestro fisso che ti dia tutte le basi ma poi bisogna anche partecipare agli stage perché ti aiutano ad apprendere quel qualcosa in più che sicuramente fa la differenza.

Con Arte Danza Novara e Barbara, hai iniziato una collaborazione, è nata un’empatia. Come valuti la scuola di Barbara e lei come docente oltre ai suoi ragazzi con i quali stai conducendo il laboratorio coreografico?

Barbara è una persona meravigliosa, dal punto di vista professionale posso solo dire che è supermegameravigliosa perché mi piace il suo lavoro, lo trovo fantastico perché comunque anche lei va a toccare quelle corde di ironia a me molto care e poi le sue coreografie dal punto di vista del movimento le trovo interessanti e i ragazzi dotatissimi. La cosa che amo di questi allievi è che oltre ad avere un’ottima preparazione, che comunque la trovi in diverse altre scuole sparse sul territorio nazionale, loro a differenza possiedono una cosa speciale che è quella di essere artisti e questo aspetto è incredibile, una peculiarità che si vede raramente in giro, infatti per me è bello e sarà bello continuare a lavorare con i ragazzi della scuola di Novara perché potrò giocarmi le mie carte al massimo.

Dai tuoi ricordi di allievo chi sono i maestri che ti sono rimasti più nel cuore durante gli Stage?

Maestri ne ho incontrati tantissimi di bravi però ad esempio, avendola anche qui oggi con noi, Bella Ratchinskaia per me è il massimo. A tal proposito mi ricordo un aneddoto con lei in sala danza, una volta per farmi fare un port de bras in avanti mi ha preso per i capelli e me li tirati per farmi risalire con la schiena perfettamente dritta… sono quegli spezzoni di vita che ti ricordi e che ti porterai per sempre con te; infatti da quella volta non ho mai più sbagliato la salita del port de bras. Bella Ratchinskaia è unica!

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FRANCESCA FRASSINELLI:

Carissima Francesca, da anni ti sposti in giro per l’Italia per tenere Stage formativi, che valore dai a queste lezioni?

Sicuramente gli stage danno un apporto in più all’allievo, un modo per poter conoscere altre realtà, altri linguaggi e altre dimensioni e sicuramente un accrescimento sia dal punto di vista tecnico artistico sia professionale ma deve essere preso con una consapevolezza diciamo più reale, nel senso che un allievo che solitamente fa gli stage ma che non ha una preparazione tecnica, ma nemmeno diciamo cognitiva, perché a volte arrivano delle persone che si iscrivono senza nemmeno sapere cos’è la disciplina del contemporaneo, senza nemmeno avere mai fatto una lezione di questo stile perciò è difficile parlare una lingua comune anche pur minima se non conosci nemmeno di cosa stiamo parlando e questo soprattutto per chi fa ricerca. Se uno studia contemporaneo che sia Graham, Limón o comunque Cunningham possiede già un linguaggio universale e più comune: il Cunningham è quello, il metodo della signora Graham è quello, la tecnica Limón è quella… chi fa ricerca fa un lavoro più introspettivo e fuori dagli schemi e allora diventa più difficile avere una comunicazione se non hai un minimo di bagaglio che ti può supportare… è come andare a fare il repertorio senza aver mai studiato danza classica, io la vedo così, forse a volte è meglio un qualcosina di meno ma fatto con più cognizione, anche da parte degli stessi insegnanti che portano e supportano gli allievi. A volte il famoso “libretto dell’opera” ci vorrebbe anche per chi si approccia agli stage per capire con chi studi, la realtà dell’insegnante in causa, da dove arriva, le sue radici, il suo tipo di bagaglio professionale ecc. Penso sia giusto andare prima ad approfondire il linguaggio del maestro per cui ti sei iscritto allo Stage.

Arte Danza festeggia in questo weekend il decennale, cosa pensi della scuola di Barbara e del suo metodo?

Barbara è una persona “fantasiosa e fantastica” nel senso che possiede una verve che trasmette agli allievi. Ha saputo costruire e costituire un’ottima realtà a Novara. Ha fatto una programmazione molto forte e capillare sotto ogni punto di vista disciplinare per cui gli allievi in ogni tipo di lezione hanno una facilità e questo è sintomo della grande intelligenza di Barbara e di un’apertura che ahimé oggi pochi hanno.

(Crediti fotografici di Micro e Mega Fotografie by Gabriella Barsotti)



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