“Lullaby” di Industria Indipendente

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fotoIl collettivo romano Industria Indipendente propone il suo “Lullaby (tragedia aerobica)”, testo selezionato da PAV Fabulamundi, progetto internazionale per la valorizzazione della drammaturgia contemporanea. Scritto a quattro mani dalle fondatrici storiche della formazione, Erika Galli e Martina Ruggeri, sull’onda di lavori pluri-premiati – come “Crepacuore”, “Supernova”, “I Ragazzi del Cavalcavia” – “Lullaby” è una satira graffiante dell’oggi tramite una visione distopica, collocata nel 2056, ovvero esattamente a cinquant’anni da oggi.

Dal punto di vista tematico e drammaturgico, la particolarità distintiva di questo lavoro sta nel fatto che la distopia viene ricavata non già sviluppando analiticamente le contraddizioni palesi della società attuale, bensì portando alle estreme conseguenze quanto oggi apparirebbe come il migliore degli esiti possibili sul piano sociale e politico. Si immagina infatti un’Europa finalmente armonizzata e federata alla stregua degli USA, ed un sistema sociale che opera automaticamente il ricambio generazionale. Un paradiso artificiale ospita coattamente gli anziani al compimento dei loro settant’anni, passando agli eredi la gestione dei beni e dei capitali, così come i posti dirigenziali vengono costantemente liberati a favore dei giovani.

Lullaby è il nome di una sorta di “spa di stato” dove ogni momento della giornata è cadenzato da attività mirate ad assicurare il benessere mentale e fisico dei suoi ospiti. In questa situazione drammaturgica, l’azione si concentra su quattro personaggi, due uomini e due donne, quasi ottuagenari ma pervasi dal giovanilismo e dall’edonismo che impera in questo futuro dolciastro e stucchevole. Il dramma che emerge sta proprio nella riscoperta della normalità -problematica ma vitale- che esiste al di fuori di Lullaby e di tutte le illusioni umane di poter governare sull’ordine naturale.

Commedia brillante oltre che intelligente, sostenuta con grande senso della scena, ma anche dei ritmi e degli equilibri drammaturgici: ci sono qua e là un paio di tirate lunghe da parte dei singoli personaggi, ma la maggior parte del testo fluisce sull’onda di un botta e risposta agilissimo. La riflessione passa attraverso le forme della caricatura, palesata da un trucco più che appariscente: gli attori indossano maschere di plastica morbida e parrucche bianche, che non mirano tanto a creare un effetto di invecchiamento naturalisticamente credibile, quanto a rendere macroscopicamente il senso e la sensazione di un giovanilismo grottesco. Bravissimi gli interpreti, capaci di porgere in maniera perfettamente godibile una mise en espace della durata di oltre un’ora, che la regia colora con controscene e trovate di corredo sempre teatralmente efficaci.

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CREDITS

Lullaby” di Industria Indipendente (Roma)

Testo: Erica Z. Galli, Martina Ruggeri

Genere: Mise en espace

In Scena: Francesco Bonomo, Evita Ciri, Piergiuseppe Di Tanno, Margherita Massicci

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