Max era Max

0
233
Condividi TeatriOnline sui Social Network
Foto di Nicolò Valandro
Foto di Nicolò Valandro

Max era Max, il fortunato spettacolo diretto da Luigi Dadina del Teatro delle Albe, ospite della XX edizione di A teatro nelle case. Con un pensiero a Lucio Dalla.

«La sensazione più persistente dopo aver visto Max era Max è quella, decisamente rara, di essere stati testimoni della nascita artistica di un vero e proprio fenomeno»: Alessandro Fogli sulle pagine del Corriere di Romagna introduce lo spettacolo di Max Penombra (al secolo Massimiliano Benini), debuttato nel novembre scorso al Cisim di Lido Adriano (RA).

Max era Max, inusuale intreccio di rap e narrazione costruito con l’aiuto di Luigi Dadina del Teatro delle Albe, sarà in scena venerdì 30 settembre alle ore 20.30 al Deposito Attrezzi del Teatro delle Ariette in località Castello di Serravalle (BO) nell’ambito della XX edizione del Festival d’autunno A teatro nelle case.

«Lo spettacolo» continua il critico teatrale ravennate «alterna racconti a canzoni rap, ispirandosi alla propria biografia e al proprio immaginario ma ammantando continuamente ogni cosa di una coltre di sarcasmo e surrealismo, tanto che occorre davvero un niente allo spettatore per finire risucchiato nelle spire della storia che ben poco conta da dove vengano e dove intendano parare, basta che le racconti lui, con quei modi lì, quelle espressioni, quella seraficità, quei tempi comici. Perchè è vero che la cifra dello spettacolo è (anche) sottilmente malinconica, ma i racconti sono tutti immancabilmente esilaranti. Il che non significa battute efficaci al momento giusto o gag astruse di facile appiglio, ma anzi spiazzamenti continui, deviazioni narrative inattese, visioni sghembe, un uso magistrale dei tempi e di movimenti che finiscono per coinvolgerti in maniera totalizzante e irreversibile».

Aggiunge Max Penombra, che al Festival proporrà insieme a Lanfranco Moder Vicari anche un workshop sul rap e un concerto: «Io sono solo un mezzo per raccontare, anche in maniera ironica, di una generazione alle prese con l’amore, la solitudine e il lavoro in una Romagna confusa e sguaiata, tra nonne nate all’Asmara, locali alla moda e solitudini. Il rap è parte integrante della narrazione. Uso uno stile molto differente da quello che sarebbe adatto a un concerto: il tono è molto più pacato, le parole meno urlate».

A proposito: nello spettacolo, il cui titolo è un dichiarato omaggio a Paolo Conte, vengono eseguiti alcuni brani di Dallalicious, disco rap ispirato a Lucio Dalla pubblicato da Max Penombra e Dj Nersone all’inizio del 2016: «Penso che il rap in Italia porti avanti una tradizione musicale iniziata con i grandi cantanti, cantautori e musicisti del nostro Paese. Per me il genere musicale più interessante e comunicativo è il rap, sta a lui continuare la tradizione. Il lavoro che abbiamo iniziato con Lucio Dalla è un semplice segnale di come la musica si evolva, ma non dimentichi».

Conclude il giornalista Alessandro Fogli: «Negli oltre cinquanta minuti di monologo una profondissima sensibilità fa capolino fra le righe, quasi a memento di una fragilità che l’autore, quasi involontariamente, stenta a tenere a bada, ma che abbiamo il sospetto sia la pietra filosofale di tutta la faccenda. Max era Max è uno spettacolo assolutamente da vedere».

Info e prenotazioni: Teatro delle Ariette – Via Rio Marzatore 2781, località Castello di Serravalle, Valsamoggia (BO) – 051 6704373, info@teatrodelleariette.it, www.teatrodelleariette.it

Free download di Dallalicious: https://maxpenombra.bandcamp.com/

LEAVE A REPLY