Short Theatre 11 – Keep the Village Alive

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fotoFestival di particolare interesse per la vita culturale della Città, Short Theatre 11, ideato e organizzato da AREA06 con la direzione artistica di Fabrizio Arcuri, è realizzato con il sostegno di MiBACT e Regione Lazio e con il contributo di Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali e Dipartimento Attività Culturali e Turismo in collaborazione con La Pelanda – Centro di produzione culturale, Factory, Zètema Progetto Cultura, Teatro di Roma e SIAE ed è inserito nel cartellone dell’Estate Romana 2016.

Un appuntamento atteso e partecipato per la cittadinanza, un momento prezioso di incontro e scambio per artisti, operatori e critici. Questo è Short Theatre: dal 7 al 18 settembre teatro, danza, musica, ma anche arti visive, installazioni, video, performance e clubbing animeranno gli spazi de La Pelanda. Centro di produzione culturale al MACRO, a cui si aggiungeranno le collaborazioni con Palazzo Venezia, Teatro India, Villa Medici e Biblioteca Vallicelliana.

Per la sua undicesima edizione, il festival multidisciplinare Short Theatre sceglie il sottotitolo KEEP THE VILLAGE ALIVE

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Short Theatre, da undici anni è questo: un luogo e un tempo in cui si ricompone una comunità di artisti, pubblico e operatori. Una comunità alla ricerca della giusta distanza tra sguardo e creazione. Short Theatre è una lente con cui osservare il paesaggio dello spettacolo dal vivo italiano e internazionale, ma anche un’occasione di dialogo intorno all’attuale condizione della performance, alle sue forme e ai suoi sensi, alle sue prospettive. Short Theatre è insieme il villaggio, il suo abitante, e lo straniero in visita. KEEP THE VILLAGE ALIVE significa continuare ad allestire, ogni anno, un luogo, temporaneo e delimitato. Un villaggio di transito, uno spazio di riposo per i nomadi, di racconto per i viaggiatori, per assecondare una voglia di resistenza, ma anche di indagine, di scoperta, di abbandono vitale a quello che non possiamo non fare: prenderci cura dei nostri desideri e delle nostre possibilità.

Spettacoli, incontri e conversazioni, percorsi di formazione e di visione, djset, concerti, installazioni: queste le vie che si possono percorrere in questo villaggio. Impossibile mapparne l’intero territorio, troppo vario, così preziosamente articolato, dislocato, sgrammaticato nella sua urbanistica umana.

L’edizione 2016 intensifica la presenza di artisti nazionali e internazionali, emergenti e affermati: un territorio di confronto e di sconfinamento tra le diverse discipline della scena, le nazionalità ma anche le generazioni, per un festival che conta 12 giorni di attività – tra prosa, musica, danza e arti performative – 50 compagnie, di cui 16 straniere e 34 italiane, con 150 artisti presenti: numeri che disegnano un paesaggio la cui geografia è quotidianamente arricchita da incontri, workshop, installazioni, djset, concerti. E cresce la volontà di integrare sempre più il pubblico nel momento performativo, come vero motore di una “comunità” unita nella vocazione alla ricerca e al confronto tra spettatori e artisti.

Anche quest’anno il centro di Short Theatre risiederà alla Pelanda. Centro di Produzione Culturale. Il festival vede però ampliare la sua presenza in città, coinvolgendo ulteriori spazi: rinnovano la collaborazione con il festival il Teatro India e la Biblioteca Vallicelliana, a cui si aggiunge Palazzo Venezia – nell’ambito della rassegna Il Giardino Ritrovato.

Il programma di Short Theatre 11 presenta:

*50 COMPAGNIE di cui 34 ITALIANE e 16 STRANIERE

*57 tra SPETTACOLI, PERFORMANCE, INSTALLAZIONI, PROGETTI MUSICALI, LIVE, DJ SET, DOPOFESTIVAL

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LA SCENA NAZIONALE

TEATRO

Numerose sono le partecipazioni italiane dell’intensa programmazione di Short Theatre.

L’apertura del festival (a Palazzo Venezia il 7 settembre e l’8 settembre a La Pelanda) è affidata a LUṢ, concerto spettacolo di Ermanna Montanari, Luigi Ceccarelli, Daniele Roccato dal poemetto in lingua romagnola di Nevio Spadoni, che vede duellare la voce caleidoscopica di Ermanna Montanari con l’architettura sonora dei live electronics di Luigi Ceccarelli e del contrabbasso di Daniele Roccato, per la regia di Marco Martinelli.

Daniele Timpano torna a Short Theatre assieme a Elvira Frosini, per presentare al pubblico del festival il loro ultimo lavoro, Carne, incontro-scontro tra due coniugi – carnivoro lui e vegetariana lei – che accenna alla sacralità della carne come forma inalienabile dell’esistenza (8 settembre).

All’interno del progetto europeo SOURCE si inserisce invece una delle produzione del festival, Phantasmagorica, dell’artista visiva MP5 e del musicista e compositore Teho Teardo. Ispirata alle fantasmagorie di fine ‘800, la performance è una combinazione di musica, immagini e buio profondo che gioca sull’illusione e sulla distorsione della realtà per mettere in scena una dimensione fantastica e al contempo inquietante (8 settembre).

Roberto Scarpetti – autore italiano del progetto Fabulamundi. Playwriting Europedebutta in prima assoluta con il testo Prima della bomba, racconto di un giovane convertito all’Islam, diretto da César Brie (8 settembre al Teatro India, in collaborazione con il Teatro di Roma).

Segue la mise en espace di Industria Indipendente delle autrici e registe Erika Z. Galli e Martina Ruggeri – inserite nel progetto Fabulamundi. Playwriting Europe – che, per la prima volta in Italia, presentano Lullaby. Proiettati nel 2056 nella città utopica di Lullaby, un gruppo di ottuagenari si riunisce con l’intento di pianificare una congiura per uccidere il giovanissimo presidente degli Stati Uniti d’Europa (9 settembre). La mise en espace è una delle proposte selezionate da Short Theatre tra le Residenze Produttive Professionali di Carrozzerie|n.o.t, nell’ambito di Dérive, nuova collaborazione tra le due strutture.

Altra autrice italiana inserita in Fabulamundi. Playwriting Europe è Alessandra Di Lernia che presenta a Short Theatre 11 Attraverso un inverno, mise en espace sul ritorno a casa di una giovane che, come tanti suoi coetanei, vive all’estero, mentre sullo sfondo la Storia incalza con i primi attentati (10 settembre).

Per la prima volta al festival arriva Oscar De Summa con il monologo Stasera sono in vena, racconto autobiografico dell’adolescenza in Puglia negli anni 80, nel periodo in cui si andava formando la Sacra Corona Unita, pronta a investire nel mercato della droga e sul disagio giovanile (11 settembre). Licia Lanera di Fibre Parallele presenta in prima nazionale Licia legge le fiabe, condividendo dentro a un letto il tempo magico e inquieto della notte con gli spettatori, per ripercorrere le pagine dei racconti di Grimm a Andersen (13 settembre). Si prosegue con una prima assoluta nell’ambito di Fabulamundi. Playwriting Europe: Paola Rota dirige Lingua madre Mameloschn, testo dell’autrice tedesca Sasha Marianna Salzmann. Tre donne, tre generazioni, tre destini: storia di una famiglia che affronta i propri dissidi interni, riscoprendo dolorosi segreti, sullo sfondo di una patria, la Germania, che nessuno sente come propria (13 settembre).

È una ricerca sulle dinamiche dell’intrattenimento infantile il lavoro di Davide Carnevali (autore del testo, parte del progetto Fabulamundi. Playwriting Europe) e Fabrizio Martorelli (attore) con Peppa™ prende coscienza di essere un suino, prima tappa del progetto sul rapporto tra pedagogia e spettacolo Educazione transiberiana (13 settembre). Sempre nell’ambito di Fabulamundi. Playwriting Europe i Muta Imago presentano in prima assoluta Polices!, dell’autrice francese Sonia Chiambretto. Prodotto da Short Theatre, lo spettacolo, sotto forma di teatro-documentario, attraversa le violenze della polizia nelle periferie della Francia, allargando lo sguardo sugli abusi nei confronti delle minoranze sociali come donne, immigrati, musulmani (14 e 15 settembre).

Giorgina Pilozzi della compagnia Bluemotion porta in scena Caffettiera Blu della drammaturga inglese Caryl Churchill, rivelando il genio creativo di un’autrice che sperimenta, attraverso il dispositivo teatrale, le diverse forme del linguaggio (14 settembre).

Segue Nessuno può tenere Baby in un angolo del duo Amendola/Malorni che, insieme a Lullaby di Industria Indipendente, è la seconda proposta selezionata da Short Theatre tra le Residenze Produttive Professionali di Carrozzerie|n.o.t, nell’ambito di Dérive.

Il rimpianto dell’età dell’Oro è il nucleo tematico di Aminta di Luca Brinchi e Daniele Spanò, in prima assoluta a Short Theatre. Attraverso un sistema di proiezioni, di megafoni distorti e ventilatori che rivisitano in chiave contemporanea la forma del dramma pastorale, la performance installativa, ispirata all’omonima opera di Torquato Tasso, mette in scena le tematiche portanti dell’amore e della morte. Si continua con Autoritratto con due amici di OHT, in bilico fra senso dell’umorismo e disperazione, che oppone due personaggi – o forse la stessa persona – destinati alla rovina (15 settembre).

Anagoor incontra Pasolini scegliendo L’Italiano è ladro, poema-testimonianza del clima culturale di un periodo che si apriva alla rappresentazione delle classi popolari (16 settembre). L’Accademia degli Artefatti porta in scena due testi di Tim Crouch: I, Peaseblossom (Io, Fiordipisello) e I, Banquo rispettivamente il 16 e il 17 settembre.

Sarà Mariangela Gualtieri a chiudere il festival con Bello mondo, rito sonoro con la guida di Cesare Ronconi, per una partitura composta dai versi tratti da Le giovani parole con innesti di poesie da raccolte precedenti (18 settembre Biblioteca Vallicelliana).

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DANZA

La danza italiana è presente a Short Theatre con alcuni dei più importanti nomi del contemporaneo.

Tra i giovani coreografi ritroviamo Marco D’Agostin con Everything is ok, un esperimento sulla stanchezza del “guardare”: da una parte, il performer ritrasmette una catena ininterrotta di movimenti e segni dal vasto territorio dell’intrattenimento; dall’altra parte il pubblico, bombardato d’immagini, testa il limite di sazietà dello sguardo (10 settembre) nell’ambito di IYMA – International Young Makers in Action.

In prima assoluta Fabrizio Favale presenta Waterfalls, un trittico per quattro danzatori in cui si ripercorrono le sue danze più astratte, incentrate sul puro movimento, da Hood a The inconsolable polymath fino a Un ricamo fatto sul nulla (11 settembre).

È un PINOCCHIO_leggermente diverso quello di Giuseppe Comuniello, danzatore non vedente, che interpreta le coreografie pensate da Virgilio Sieni, per una danza sulla nascita e sulla crescita, sul significato e sulla continua ricerca del proprio sé (13 settembre).

mK presenta a Short Theatre la nuova produzione, Hey: ricomposizione di brani creati per offrire un paesaggio di pura serenità discorsiva, attraversato dalle posture di corpi messi davanti a un microfono, nell’attimo della presa di parola, nel momento dell’attacco del movimento (16 settembre). Sempre gli mk saranno presenti nell’ambito della collaborazione del festival con Villa Medici (15 settembre) con Venerdì (les autres), site specific da Robinson.

Il tema della situatività, della caduta nel tempo, che nel dispositivo teatrale trova una condizione di apertura, è alla base di Euforia, prima sezione unfinished di Silvia Rampelli coreografa di Habillé d’eau al festival Short Theatre di Roma (17 settembre).

Nell’ambito di IYMA – International Young Makers in Action Michele Rizzo porterà a Short Theatre HIGHER, performance ispirata al ballo da discoteca che vuole evocare la magia del club nel teatro, celebrando la danza come pratica che compensa l’impossibilità a essere altro da noi stessi (17 settembre).

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LA SCENA INTERNAZIONALE

TEATRO

Da sempre Short Theatre si affaccia sul panorama internazionale per coglierne gli stimoli più vivaci e porlo in dialogo con la comunità artistica italiana. Nel programma dell’undicesima edizione sono diversi gli artisti che giungono in Italia per la prima volta, come Tiago Rodrigues (PT), Fernando Rubio (AR), Marco da Silva Ferreira (PT), Erwan Keravec / Mickaël Phelippeau (FR), oltre ai ritorni di El Conde de Torrefiel (ES) e Radouan Mriziga (MA/BE), presentati per la prima volta al pubblico italiano negli scorsi anni proprio da Short Theatre. La programmazione dell’edizione 2016 ospita quindi maestri e artisti da diversi palcoscenici internazionali, contribuendo a indagare il rapporto tra arte, vita e politica per restituirne al pubblico un ampio sguardo europeo.

Si inserisce in questa ricerca uno degli spettacoli di punta dell’edizione 2016, l’opera dell’artista Milo Rau, Five Easy Pieces, in prima nazionale a Short Theatre grazie alla collaborazione con il network Finestate Festival: in scena 7 bambini per raccontare le vicende del serial killer Dutroux (il 15 settembre a La Pelanda). Un dramma che segna la storia recente del Belgio e che il regista svizzero trasfigura come un momento simbolico del crollo di un’illusione collettiva.

Sempre nell’ambito della collaborazione con il network Finestate Festival, la perlustrazione nella scena internazionale prosegue con il regista argentino Fernando Rubio, per la prima volta in Italia. Il teatro si inserisce nella dimensione più privata, quella del letto, con Everything by my side, invitando lo spettatore a vivere un incontro profondo con un’attrice per 15 minuti (9, 10 e 11 settembre).

Un grande classico di Harold Pinter viene riletto dalla compagnia belga tg STAN. Il collettivo fiammingo giunge per la prima volta a Roma nell’ambito dell’undicesima edizione del festival Short Theatre, (il 9 e 10 settembre negli spazi della Pelanda) dove presenterà in prima nazionale Trahisons, triangolo amoroso che si fa cinica parabola sull’usura dei sentimenti e sulla loro inafferrabilità.

Nell’ambito del progetto TransArte e in collaborazione con il network Finestate Festival, l’artista croata e residente in Francia Ivana Müller presenta in prima nazionale Edges, paesaggio di immagini, storie e suoni che mette in discussione l’idea di “punto di vista”, continuando a sollecitare lo sguardo degli spettatori (10 settembre); mentre Partituur è il suo spettacolo per bambini, una partitura sonora trasmessa in cuffia che istruisce i partecipanti e li rende attori dell’azione scenica (11 settembre, mentre il 15 a Villa Medici).

La performance itinerante dell’artista italo francese Alex Cecchetti debutta con Tamam Shud, investigazione post-mortem sull’eccesso di informazione nell’epoca dei mass media, ispirata alla storia di Somerton Beach quando, nel 1948, sullo scenario della guerra fredda, viene ritrovato un uomo morto dall’identità sconosciuta, con un pezzo di carta nascosto nei pantaloni che riporta le ultime parole di una poesia persiana: Tamam Shud, “questa è la fine” (12 e 13 settembre, Casa delle Letterature).

Per la prima volta in Italia, il giovane neo direttore del Teatro Nazional Dona Maria II di Lisbona, Tiago Rodrigues in prima nazionale con By Heart: il suo teatro sovversivo invita 10 spettatori a imparare un sonetto di Shakespeare: un gesto di “comunità” che è un atto di resistenza artistica e politica, quanto potrebbe essere quello di una lotta contro il tempo, l’oblio, la perdita (16 e 17 settembre).

Tra gli altri, la compagnia spagnola El Conde De Torrefiel con La posibilidad que disaparece frente al paisaje, dieci paesaggi estetici per un attraversamento dell’Europa nei territori più violenti e oscuri della mente umana (8 settembre). Il regista e drammaturgo della compagnia Paolo Gisbert rientra nel progetto Fabulamundi. Playwriting Europe.

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DANZA

È internazionale anche la danza, con le creazioni in prima nazionale di due giovani coreografi: il portoghese Marco Da Silva Ferreira, nell’ambito di IYMA – International Young Makers, presenta Hu(r)mano, dove quattro danzatori in un’atmosfera che corre parallela a quella del reale vanno alla ricerca del senso della danza e del movimento, all’interno di una dimensione urbana e collettiva; il marocchino Radouan Mriziga con 3600, porta in scena un’indagine sul rapporto tra spazio e corpo da una prospettiva architettonica, ispirandosi all’arte islamica.

Si inserisce nel progetto SOURCE Membre Fantôme, la performance del musicista Erwan Keravec e coreografo Mickaël Phelippeau che, lavorando sulle loro identità a partire dal suono e dal corpo, ricompongono il linguaggio di una memoria distante come quella di un “arto fantasma” (9 settembre).

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PROGETTI, NETWORK, COLLABORAZIONI

Il villaggio artistico si nutre degli scambi e delle collaborazioni tra tutti i suoi abitanti, che spesso assumono la forma più concreta e istituzionale di progetti e network.

Progetti europei

Short Theatre è partner di tre progetti europei, che permettono alle realtà italiane ed europee di creare insieme, condividere e sostenere esperienze artistiche innovative.

IYMA – International Young Makers In Action è una rete che promuove gli artisti provenienti da tutti gli angoli d’Europa, nata dall’interesse di diversi festival di performing art di supportare e accrescere la visibilità di artisti emergenti attivi nella scena performativa internazionale. Gli artisti di Short Theatre 11 sostenuti da IYMA sono Michele Rizzo, Radouan Mrziga, Marco da Silva Ferreira e Marco D’Agostin.

Fabulamundi. Playwriting Europe è un progetto europeo che coinvolge teatri, festival e organizzazioni culturali in Italia, Francia, Germania, Spagna e Romania, con l’obiettivo di promuovere e sostenere la drammaturgia contemporanea in Europa, rafforzando le attività di chi opera nel settore e offrendo agli autori teatrali opportunità di networking, incontri internazionali e sviluppo professionale. Gli autori presenti nel programma sono: Sonia Chiambretto, Sasha Marianna Salzmann, Industria Indipendente, Davide Carnevali, Alessandra di Lernia, Roberto Scarpetti, Paolo Gisbert.

SOURCE è un progetto europeo che indaga la forma breve e la multidisciplinarietà. Parter del progetto, oltre al festival Short Theatre, il Festival d’Avignon, TRAFO a Budapest e il Théatre National de Bruxelles.

Nell’ambito di SOURCE quest’anno Short Theatre produce Phantasmagorica, performance audio/video nata dall’incontro tra l’artista visiva MP5 e il musicista e compositore Teho Teardo. Sempre nell’ambito di SOURCE Short Theatre ospita Membre Fantôme, performance del musicista Erwan Keravec e coreografo Mickaël Phelippeau, prodotta dal Festival d’Avignon 2016.

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Network e collaborazioni

L’esigenza di trovare forme di collaborazione partendo dalle sensibilità comuni verso le arti contemporanee e le arti performative, porta alla creazione di Finestate Festival composta da sei soggetti italiani. La rete Finestate Festival è composta da B.motion/Operaestate Festival Veneto (Bassano del Grappa), Short Theatre(Roma), Terni Festival (Terni), Contemporanea Festival (Prato) e Carovana (Cagliari). Sono due gli spettacoli presenti a Short Theatre grazie alla collaborazione con Finestate Festival: Five Easy Pieces di Milo Rau e Everything by my side di Fernando Rubio, entrambi presenti al Terni Festival subito dopo Short Theatre. Ancora, Finestate Festival si fa promotore del progetto TransArte, nell’ambito del quale sono presentati i due spettacoli di Ivana Müller, Edges e Partituur, e Tamam Shud dell’artista italo-francese Alex Cecchetti. Ideato dall’Institut français il programma TransARTE favorisce la circolazione e la promozione di forme artistiche nate dall’ibridazione di processi creativi e discipline, che oggi ampliano le frontiere del contemporaneo. Concepito come un marchio, questo programma innovativo è stato inaugurato nel 2012 in Italia in collaborazione con il network Finestate, per poi continuare a svilupparsi in Europa e in America Latina grazie a numerose collaborazioni in tutto il mondo.

Altra collaborazione è quella inaugurata quest’anno con Carrozzerie_n.o.t: Dérive – basta stare a guardare con attenzione. Il progetto nasce da un’attenzione specifica a percorsi radicalmente contemporanei e dalla voglia di trovare le strategie migliori per accompagnare la crescita e la maturazione del lavoro degli artisti, inserendoli in network di distribuzione virtuosi. Short Theatre quest’anno ha individuato due compagnie tra le Residenze Produttive Professionali di Carrozzerie | n.o.t del 2016/2017: il duo Amendola/Malorni con l’anteprima del progetto Nessuno può tenere Baby in un angolo e la formazione Industria Indipendente che, in attesa della nuova produzione in preparazione per il 2017 Lucifer, presenta la mise en espace del progetto Lullaby.

Ancora, la collaborazione con Teatro e Critica si rinnova con COME TOGETHER – un ambiente critico e di racconto, un luogo intimo in cui lo spettatore individua e riconosce una coscienza critica. In un’installazione interattiva, la comunità teatrale è invitata a donarsi per costruire materialmente il proprio villaggio ideale, dando a esso voce e forma attraverso lo scambio di brevi memorie.

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MUSICA: PROGETTI MUSICALI | LIVE | DOPOFESTIVAL

Il villaggio contemporaneo che prende vita nei dodici giorni di Short Theatre si riconosce in linguaggi e formati che travalicano i confini tra le arti e le pratiche. La scena teatrale esce dalle sale per fondersi con le diverse realtà della città, sperimentando forme di incontro tra la performance, lo spettacolo, l’installazione, il concerto, il dj set. Proprio nel segno della multidisciplinarietà, Short Theatre dedica un ampio spazio ai progetti musicali e alla ricerca sul suono, dove la musica si fa detonatore di pratiche collettive d’immaginazione e l’intrattenimento diventa il luogo in cui praticare forme anche fugaci di comunità.

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PROGETTI MUSICALI

Dall’8 al 17 settembre, alla Pelanda, la musica è il collante che coinvolge gli spettatori in giochi, esperimenti e situazioni partecipative. L’ascolto è il pretesto per reiventare rituali e condividere scoperte, mentre i dischi e le playlist gli strumenti di queste. Il collettivo Pescheria con Discoteca (8-17/9, La Pelanda, dalle 18 alle 2) mette a disposizione di chiunque abbia voglia di curiosare tra dischi di epoche diverse, la propria collezione “imprevedibile” di vinili, in tre postazioni d’ascolto che resteranno aperte alla Pelanda per tutta la durata del festival. È sempre il disco, nella sua dimensione di oggetto quasi magico, al centro del progetto God is a dj del performer e “dj mancato” Ossiuri (8-17/9, La Pelanda), in collaborazione con Selma Bourdon, visual design specializzata in digital media. God is a dj è stato immaginato come un gioco, una consolle dj aperta a tutti, a rendere concreta quell’associazione naturale che esiste tra musica e socialità. Anche in H/M House Music (7/9, secret location, prenotazione obbligatoria), progetto site-specific del collettivo milanese STRASSE, la selezione dei brani è affidata non al singolo dj, ma agli abitanti di un condominio romano. Ancora nella direzione di rimuovere quel confine sempre in discussione tra interno ed esterno, privato e pubblico, intimo ed estraneo, va Bad Peace della band romana WOW (8-17/9, La Pelanda, dalle 22.30). Ispirato al Bed-in for Peace di John Lennon e Yoko Ono, gli WOW collocheranno un letto nello spazio esterno della Pelanda, allestendo una serie di situazioni pubbliche e performative quotidiane: Bad Peace sarà la radio che accompagnerà ogni giorno gli spettatori di Short Theatre, introducendo spettacoli, intervistando gli ospiti del festival, approfondendo temi e contenuti.

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DJSET

Short Theatre ha inoltre scelto di affidare a due degli artisti presenti nel programma la cura di due serate musicali. L’opening party di Short Theatre è fissato per giovedì 8 settembre a cura del collettivo STRASSE, con Exil#12/TIAMO (8/9, La Pelanda, dalle 00.30). Exil è un party, ma è anche un concept, nato in alcuni spazi alternativi di Milano come forma di autofinanziamento con l’intento di avvicinare contesti artistici, politici e culturali. La domenica 11, invece, sarà dedicata ai ritmi caldi di Tropicantesimo, appuntamento fisso del Fanfulla, noto locale del Pigneto, a cura del dj e producer Hugo Sanchez, della performer, musicista e icona Lola Kola e del perfomer e musicista Igino Dodde (11/9, La Pelanda, dalle 18 alle 3). Tropicantesimo è una serata a base di house calda, cumbia e musica tropicalista, che trascina in un mondo torrido ed esotico attraverso una selezione sofisticata di vinili rari e imprevedibili, spezzata di tanto in tanto da momenti performativi live.

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LIVE E CONCERTI

Short Theatre 11 ospita alcuni concerti e live, rivolgendo un sguardo particolare a quella ricerca che spazia nelle zone di incontro tra musica e arti visive. Si parte l’8 settembre, alla Pelanda, con Phantasmagorica, progetto a cura del compositore, musicista e sound designer Teho Teardo con l’artista visiva attiva nel circuito underground europeo MP5 (8/9, La Pelanda), prodotto da Short Theatre.

La sera del 13 settembre, partendo da Bad Peace (cfr. Progetti musicali) gli WOW presentano Alchemical Wedding, dove saranno invitati dj e musicisti in un contenitore musicale in cui si susseguiranno concerti e dj set.

I Mokadelic, gruppo post-rock/psichedelico italiano, noto anche per aver firmato diverse colonne sonore di film e serie tv, presentano T (kinetic art remix), un concerto/documentario concepito come un vero e proprio evento in cui far emergere l’interazione tra arti cinetiche, video-proiezioni e musica. Le immagini delle opere – a cura di Ballardian, casa di produzione indipendente – saranno la struttura visiva portante del progetto e verranno montate in diretta, seguendo il flusso della musica composta ed eseguita dai Mokadelic (14/9, La Pelanda). Si nutre di suggestioni e contributi provenienti da arti e discipline diverse anche FishEye del musicista Andrea Pesce (15/9, La Pelanda), un live che nasce nell’ambito di un progetto più ampio a cura del collettivo artistico Bluemotion, residente all’Angelo Mai di Roma. Nei suoi cinque anni di vita, FishEye è esistito in forme diverse e viene presentato ora a Short Theatre sotto la lente più specifica della musica. Il progetto vede la collaborazione di Defa, Cristiano De Fabritiis (co-produttore musicale di FishEye, co-autore, batterista e vibrafonista) e di Giorgina Pi, oltre alla presenza di moltissimi musicisti che da sempre sono vicini al contesto di Bluemotion.

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DOPOFESTIVAL

Un momento fondamentale nel villaggio artistico è quello in cui ci si ritrova per ascoltare musica, ballare, conoscersi e rilassarsi bevendo un drink. Tutti gli anni Short Theatre dedica un’attenzione particolare alle serate che accompagnano la programmazione teatrale, al termine degli spettacoli. Qui trovano spazio identità ed estetiche diverse, si individuano sensibilità comuni, provando a far dialogare tra loro pubblici che spesso si sfiorano soltanto. Con la sola eccezione del lunedì 12 settembre, tutte le giornate del festival si concluderanno con un evento, quattro dei quali curati in collaborazione con quelle realtà romane che animano la vita della città con qualità e originalità. Oltre all’opening party Exil#12/TIAMO di STRASSE (8/9, La Pelanda, dalle 00.30) e Tropicantesimo a cura di Hugo Sanchez|Lola Kola|Igino Dodde (11/9, La Pelanda, dalle 18 alle 3), venerdì 9 settembre sarà invece la volta di Balsamo di scimmia, creatura della dj e sceneggiatrice Lady Coco. La serata del primo sabato di Short Theatre è invece affidata a Spring Attitude Waves, festival di musica elettronica che spazia nella club culture, andando alla ricerca dei suoi tratti più solari, inediti e “irregolari”. Nel contesto di Short Theatre, Spring Attitude Waves presenta il live del giovane talento della scena elettronica internazionale Yakamoto Kotzuga (IT). Il venerdì 16 vede invece un doppio appuntamento: il concerto Tossico Amore del gruppo musicale romano La Batteria, accompagnato dai visual dell’artista Daniele Spanò, sarà seguito dalla serata techno a cura di LSWHR. L’ultima sabato sera del festival, sabato 17 settembre, sarà Amigdala – progetto di musica elettronica e culture indipendenti – a far ballare La Pelanda.

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INFO

La Pelanda. Centro di Produzione Culturale, Piazza Orazio Giustiniani 4

Palazzo Venezia, Via del Plebiscito,118

Teatro India, Lungotevere Vittorio Gassman, 1

Villa Medici, Viale della Trinità dei Monti, 1

Biblioteca Vallicelliana, Piazza della Chiesa Nuova, 18

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www.shorttheatre.org

facebook: shorttheatre // twitter: SHORTHEATRE // instagram: shortheatre

Tel. 06 44 70 28 23

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