Frida K

In scena fino al 30 ottobre 2016 al Teatro Libero, Milano

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ef1e75_d7fb1d3945f24cec87b19cb093869432mv2testo di Serena Nardi tratto dagli scritti di Frida

regia di Serena Nardi

con Sarah Collu e Serena Nardi

coreografie Lara Guidetti

video Vittorio Bizzi

musiche originali Alessandro Cerea

scene e costumi Officine Red Carpet Teatro

luci e audio Massimo Volpi

Produzione Giorni Dispari Teatro

PRIMA NAZIONALE

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La colonna vertebrale, il bacino, il figlio, “il mio Diego”, il sangue…io.

Dominano il palco, rappresentate come dei giganteschi tarocchi, proprio queste parole, accompagnate da disegni. Frida è al centro del palco e, come una strega o una cartomante, legge le carte della propria vita e trascina lo spettatore – attraverso le parole tratte dagli scritti e dalle poesie originali della pittrice – nell’intimo della vita della donna, esplorandone i segreti più nascosti e conturbanti. 

Mette a nudo tutta la sua sua esistenza, rappresentata come un fragile castello di carte, costruito in un gioco tra Frida e la morte, gioco crudele e appassionato quanto effimero.  

Come unico interlocutore della pittrice, infatti, vi è sul palco la presenza che le fu sempre accanto fin dalla giovinezza, dal giorno del tragico incidente: la morte, incombente. È un dialogo ipnotico fatto di immagini, canzoni, strofe ripetute come filastrocche o formule magiche, colori. A dominare sono il bianco e il rosso: la purezza e la passione che furono i tratti dominanti dell’artista. 

Così Frida a tratti quasi folle, sovversiva, irrispettosa, come una baccante, ci racconta la sua vita con le sue grida che a volte è faticoso persino ascoltare, ma la sua gioia di vivere è immensa è stupefacente e testimonia la grandezza di una donna.

La pittrice era profondamente segnata, nel corpo è nel cuore ed è toccante capire quanto l’arte per lei fosse più che una passione: era una forma di sopravvivenza, un modo per comunicare il suo mondo interiore spezzato e pieno di sofferenza, sentimenti da esprimere. Non è un caso se l’arte di Frida tocca tuttora la sensibilità di tutti noi. 

Uno spettacolo di grande impatto grazie alle coreografie Lara Guidetti, i video di Vittorio Bizzi, le musiche originali Alessandro Cerea e luci e audio Massimo Volpi. Stupendi anche i costumi e le scene di Officine Red Carpet Teatro.

Serena Nardi si cala perfettamente nel ruolo di attrice e regista, nonché autrice del testo dello spettacolo e si sente chiaramente l’impegno e l’amore per l’artista messicana. Infine la bravissima Sarah Collu interpreta così bene il suo ruolo che alla fine si giunge a dubitare se si tratti di un’attrice o di Frida Kahlo stessa tornata per noi sul palco.

Questo spettacolo ci dà la possibilità di scoprire i pensieri e le parole che ci sono dietro tutte le opere dell’artista messicana, dietro i suoi quadri e i disegni che abbiamo imparato ad amare. Sono le parole di Frida Kahlo, ed è impossibile non essere emozionati e colpiti, se non turbati, dalla potenza, la ferocia e tenacia di questa donna.

Ti rido in faccia, morte. E respiro. Respiro la vita che sono” (Frida Khalo)

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