“Il lago dei cigni” di Wheeldon, prima italiana al Teatro dell’Opera di Roma

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Foto di Yasuko Kageyama
Foto di Yasuko Kageyama

Il debutto del talentuoso Christopher Wheeldon, inglese, classe 1973, al Teatro dell’Opera di Roma è un successo e passa attraverso il classico dei classici, Il Lago dei cigni rivisto in salsa Degas.

L’allestimento del Badisches Staatstheater Karlsruhe, elegante e poetico, gioca sull’alternarsi continuo fra realtà e sogno: l’idea di partenza è di creare un parallelo fra l’Ottocento di Čajkovskij e l’Ottocento di Degas con le sue celebri ballerine dato che proprio negli stessi anni in cui debuttava il Lago, il pittore francese mostrava per la prima volta al mondo il backstage dell’Opéra e i ballerini in veste di artisti-lavoratori, fra mecenati e borghesia.

Le coreografie del Lago dei cigni in scena al Costanzi, riprese da Jason Fowler e Nicolas Blanc, rendono pienamente omaggio all’originale di Petipa-Ivanov: Wheeldon d’altra parte non ha voluto stravolgere nulla mantenendo basi e tecnica molto classiche e finendo quasi per lasciar confondere il nuovo con le coreografie dei russi.

La vera riscrittura arriva però dall’impatto visivo, dalla pittura e dalle suggestioni romantiche di Degas che ricreano l’atmosfera sociale e artistica francese alterando un po’ l’originale: la vicenda in sostanza parte dal punto di vista critico e artistico del principal dancer Siegfried perché tutto diventa una sua fantasia.

Il primo atto si apre sulla classe di ballo con un enorme specchio collocato lateralmente ed è come veder un quadro di Degas prendere vita e animarsi pian piano quasi a spiare le ballerine in corsetti e nastri colorati fra prove e quotidianità. Certo, se la musica e la coreografia tendono inevitabilmente a intervenire sull’originale (il primo atto si apre con il ballo nel castello) con i divertissement del maestro di ballo che corregge le allieve o l’ingresso dei ricchi borghesi in sala (spesso alla ricerca della ballerina-amante da scegliersi), ma è anche vero che tutto funziona perché adeguatamente razionalmente contestualizzato. Il secondo atto (ma anche il quarto, gli atti bianchi) si attiene più al classico, ma lascia entrare i cigni (che volano con le proiezioni sul fondo) all’interno della classe di danza (diventata un palazzo) ben sfruttando le porte d’ingresso per le geometrie delle coreografie.

E se viene un po’ meno del romanticismo e del languore romantico (anche causa l’assenza di natura), tutto viene enfatizzato dalla magnifica Odette di Lauren Cuthbertson, un vero incanto tecnico e interpretativo in coppia con Federico Bonelli, un convincente principe in una versione più maschile del Lago, entrambi Principal al Royal Opera House.

Particolarmente ricco ed elegante il terzo atto, fra velluti rossi e lampadari preziosi e luci soffuse (di luci di Natasha Katz) che si svolge durante una cena di galà: con qualche spostamento anche musicale diventa l’atto più rivoluzionario. Sebbene siano mantenute tutte le danze di carattere non manca più di qualche libertà ad esempio con la danza napoletana che viene trasformata in un can o una sensualissima Alessandra Amato impegnata in una sorta di danza dei veli.

Quarto atto all’insegna del sogno con un lieto fine, ma a metà: sconfitto Rothbart (l’ottimo Manuel Paruccini), Odette viene liberata, ma nonostante tutto sembra lasciare e abbandonare Siegfried alla sua disperazione. Ma è troppo tardi anche per disperarsi. Il sogno svanisce e il principe torna alla realtà della scuola di danza con le ballerine che fanno il loro ingresso per le prove.

L’allestimento del Badisches Staatstheater Karlsruhe con le scene di Adrianne Lobel ricostruisce minuziosamente l’atmosfera ottocentesca con i ricercati costumi di Jean Marc Puissant che sembrano uscire dai quadri di Degas (fa capolino anche la celeberrima L’étoile), fra i bustini delle ballerine e le decorazioni dei tutù dei cigni e di Odette-Odile con tocchi preziosi e dettagli particolarmente raffinati. Sempre meglio il Corpo di Ballo preciso nelle geometrie della coreografia, con tanto di passo a quattro impeccabile. Conduzione sostenuta di Nir Kabaretti che avevo diretto il Lago anche due anni fa al Costanzi e alle Terme di Caracalla.

Che dire? Sarà un grande successo un classico moderno in versione elegante e sofisticata.

Le repliche continuano fino al 5 novembre (sabato 8 ottobre ore 18.00, domenica 9 ottobre ore 16.30, sabato 15 ottobre ore 18.00, mercoledì 19 ottobre ore 17.00, venerdì 21 ottobre ore 20.00, mercoledì 26 ottobre ore 20.00, mercoledì 2 novembre ore 17.00, giovedì 3 novembre ore 20.00, venerdì 4 novembre ore 20.00, sabato 5 novembre ore 18.00): nel ruoli principali di Odette e Sigfried si alterneranno ancora Lauren Cuthbertson e Federico Bonelli (il 9 ottobre), Alessandra Amato e Claudio Cocino (8, 15 ottobre, 4 novembre) e ancora Rebecca Bianchi, Susanna Salvi, Michele Satriano, Giuseppe Schiavone, nel ruolo di Von Rothbart si alterneranno Emanuele Mulè, Damiano Mongelli, Manuel Paruccini.

1 COMMENT

  1. ma perché stravolgere le grandi cose? creati un balletto nuovo e fallo come vuoi, ma lascia stare i classici. Non ho ancora digerito il barbiere di Siviglia di quest’anno all’Opera di Roma, con rubinetti che versano sangue, teste mozzate e finale davanti alla TV con telefonini in mano: da picchiara al regista

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