La Maria Stòrta

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Foto di Federico Buscarino
Foto di Federico Buscarino

Primo di tre sacrosanti lamenti

di Alberto Salvi

con Matilde Facheris

e con Cristina Castigliola, Sveva Raimondi, Sandra Zoccolan

alla fisarmonica Gino Zambelli

regia Alberto Salvi

editing Matilde Facheris

arrangiamenti, armonie, musica dal vivo Gino Zambelli

luci Dalibor Kuzmanic

una produzione con il sostegno di Fondazione Cariplo – Progetto Être

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Maria Benaglia detta la pelegrina nasce in Val Brembana. All’età di diciotto anni entra in convento, ma ne esce quasi subito. Orfana, si rifugia da parenti, che di certo non l’amano, perché subito iniziano le incomprensioni e i litigi. Di lì a poco si ammala, gravemente. Un piede le va in cancrena. Un mesto presagio di morte si affaccia sulla vita di Maria. Ma una speranza c’è: la grazia della Madonna delle Nevi. E allora Maria prega, prega e promette. Se il piede guarirà, sarà solo penitenza e devozione. E il piede, miracolosamente, guarisce. Maria Benaglia mantiene la promessa, percorre strade a piedi scalzi, con un rosario in mano e con in testa una sola cosa: la Madonna delle Nevi. Entra nelle case e chiede a chi vi abita conversione e un poco di cibo per sfamarsi. Chi esaudisce la sua richiesta, sarà benedetto; chi si rifiuta verrà maledetto al punto tale da prevedergli e augurargli disgrazie orribili. Presto la sua figura acquisisce sfumature strane, poco chiare, a volte torbide. C’è chi la considera una santa donna, devota alla Madonna, capace di portare luce e serenità nelle case che visita. C’è chi invece la teme, ne sfugge, accusandola di essere una strega, capace di orribili nefandezze e causare dolori e malattie. Figura popolare carica di contraddizioni e ambiguità, la pelegrina rimane, ancor oggi, nella memoria orale, personaggio a cavallo del labile crinale che separa il sacro dal profano, senza per questo perdere fascino, personalità e grazia.

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NOTE DI REGIA

La Maria Stórta è un monologo costruito interamente sul ritmo e sulla musicalità della parola. Non solo; è scritto di getto, violentemente, di pancia, è flusso di coscienza, è immagini, è colori e profumi, è vita che s’inerpica, cresce, si insinua, sboccia e mai, dico mai, muore. La Pelegrina non narra cosa le è successo, non descrive i luoghi che ha visitato, non racconta delle persone che ha incontrato; lei vive ogni istante al presente, un “qui e ora” che è uno schiaffo emotivo, una ferita che sanguina, ma che permette a chiunque di entrare istantaneamente in empatia viscerale con leI.

Mi sono interrogato numerose volte sul perché di tanta passione intorno alla figura di questa donna. Credo che la Maria Benaglia, con il suo integralismo, con le sue scelte così radicali e definite, con la sua esistenza vissuta senza maschere e imbrogli, abbia incarnato l’umano essere in tutta la sua pienezza. O, perlomeno, quell’umano essere che tanto mi attrae, quello carico di bene e di male, di vittima e carnefice, di oscuro e luminoso: con tutto il disastro che comporta questa convivenza.

Questa non è semplicemente la storia di una donna. Questa è la storia di una bimba, una sorella, una madre, una compagna, una moglie: è una storia al femminile. Ogni incontro, ogni figura, sia essa celeste o terrena, ogni creatura che si fa avanti, è femmina. Dopotutto, qualcuno, non troppo tempo fa, disse che Dio è madre.

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Per la stagione Incamminati:

INFO:

ORARI SPETTACOLI

Giovedì – sabato ore 20.30

Domenica ore 17.00

Da Londra a Parigi, da Varese a Giorgio Strehler domenica 20 novembre andrà in scena alle 20.30

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PREZZI BIGLIETTI

Biglietto intero 20,00 euro

Ridotto (over 65/under 26) 16,00 euro

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DOVE ACQUISTARE

Online su www.vivaticket.it

In tutti i punti vendita Vivaticket

Presso Sala Banterle negli orari di biglietteria: giovedì-sabato 18.00-20.30 / domenica 15.00-17.00

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PRENOTAZIONI

Scrivendo una mail a biglietteria@incamminati.it

Telefonando al numero 3482656879, in orario di apertura biglietteria.

I biglietti prenotati e non ancora pagati devono essere ritirati entro un’ora dall’inizio dello spettacolo.

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CONTATTI

Spazio Banterle (Centro Culturale di Milano – Corsia dei Servi, 4)

M1 (San Babila) – M1, M3 (Duomo)

Bus 54, 60, 61, 73, 84

Tram 15, 23

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