La molto tragica storia di Piramo e Tisbe che muoiono per amore

al Teatro della Cooperativa, Milano

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fotoliberamente tratto dalla scena dei comici del Sogno di una notte di mezza estate di William Shakespeare

adattamento e regia Renato Sarti

con Federica Fabiani (Mazza Lara, detta La Ramazza), Milvys Lopez Homen (Fidelia Castra), Marta Marangoni (Pot Pourri, detta Enel), Rossana Mola (Lona Spazza, detta Spazzolona), Elena Novoselova (Alena Sbarovna, detta Sborona) e Rufin Doh Zéyénouin (El Cumenda)

scene Carlo Sala

musiche Carlo Boccadoro

canzoni originali Cochi Ponzoni e Flavio Pirini

produzione Teatro della Cooperativa

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E’ più che mai attuale questo spettacolo shakespeariano che Renato Sarti ha creato nel 2010, ispirandosi alle scene degli artigiani che rappresentano la tragedia di Piramo e Tisbe nel Sogno di una notte di mezza estate.

Specialmente perché dell’esilarante gruppo dei sei attori impegnati nello spettacolo, la metà è di origine straniera. Milvys Lopez Homen è cubana, Elena Novoselova è russa e Rufin Doh Zéyénouin è ivoriano. Ma perfettamente integrati, tanto che è la pugliese Spazzolona a essere indicata come straniera quando cede agli accenti dialettali della sua terra.

Un mix davvero eterogeneo di culture e di appartenenze, ma dove alla fine nessuno sa più da dove viene, e comunque poco importa. Ci sarà ancora tanto da divertirsi.

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Note di regia

Quando si parla di comicità, spesso ci si dimentica del contributo fondamentale − per intelligenza e ironia − apportato da attrici del calibro di Franca Valeri, Franca Rame, Ave Ninchi e Tina Pica.

Le tre scene degli artigiani che rappresentano la tragedia di Piramo e Tisbe durante le nozze dei signori nel Sogno di una notte di mezza estate sono un appuntamento costante del teatro comico, e tanto più i maldestri interpreti della sgangherata compagnia amatoriale cercano di essere tragici e di commuovere il pubblico, quanto più esilarante è il risultato ottenuto.

Alcuni anni fa misi in scena una personale versione del capolavoro di Shakespeare, in cui anche le scene dei comici furono reinventate. La sgangherata compagnia amatoriale non era composta da artigiani che facevano i mestieri tipici del tempo, come nel testo originale, ma dalle dipendenti di una moderna impresa di pulizie, tre delle quali straniere.

Il desiderio di rivedere sul palco quello straordinario gruppo di attrici, affiancate dall’ivoriano Rufin Doh nei panni del loro datore di lavoro, e il successo a dir poco travolgente di quelle scene mi hanno convinto a presentarle, ampliate e rivedute, in uno spettacolo a sé stante.

Nel momento in cui ho deciso di adattare questo testo ero conscio del rischio in cui potevo incorrere, ossia quello di attirarmi le più feroci critiche da parte degli addetti ai lavori e di quegli spettatori legati al testo originale da una sorta di rispetto reverenziale, e direi quasi devozionale. A sostenermi, però, c’era la convinzione che Shakespeare riusciva a coinvolgere il pubblico perché nelle sue opere non affrontava solo i grandi temi universali della vita e dell’uomo, ma anche perché parlava, in modo diretto e vivo, dei problemi legati al quotidiano. Quando questo non avviene, nel migliore dei casi si rischia di fare un “teatro museale”.

Renato Sarti

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da venerdì 4 a domenica 20 novembre 2016

orari spettacoli:

martedì, mercoledì, venerdì e sabato: 20.30

giovedì: 19.30

domenica: 17

lunedì: riposo

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biglietti:

euro 18,00; 15,00; 10,00; 9,00; giovedì biglietto unico euro 10,00

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per prenotare:

02 6420761

info@teatrodellacooperativa.it

www.teatrodellacooperativa.it

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biglietteria:

dal martedì al venerdì dalle 15 alle 19

sabato: dalle 18 alle 20 (solo nei giorni di replica)

domenica: dalle 15 alle 16.30 (solo nei giorni di replica)

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Teatro della Cooperativa

Via Privata Hermada, 8 – Milano

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