Parole, parole, parole

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fotoIn una storia d’amore, spesso, le parole non bastano, ma per Valerio, il protagonista di Parole, parole, parole, le parole, appunto, non sono neppure contemplate. La sua personale e stramba storia d’amore si consuma giorno dopo giorno guardando su un grande schermo l’immagine di Laura, la ragazza della security della banca in cui lavora.

I due protagonisti, poi, hanno un rapporto tutto personale e passionale con la parola. Valerio sin da bambino ha dovuto convivere con la balbuzie, ma questo non lo rende meno logorroico, Laura si diletta in scioglilingua e nello studio di lingue molto complesse come il pugliese, eppure è costretta ad un lavoro che niente ha a che fare con la comunicazione.

Tutto lo spettacolo, poi, lascia spazio ai più grandi artisti della parola, celebri poeti del passato o grandi autori di canzoni del secolo scorso.

La storia d’amore nasce e cresce tra parole non dette, lasciate a metà, sognate.

La pièce di Adriano Bennicelli porta in scena la necessità del dialogo all’interno di due vite apparentemente normali, ma dove in fondo la solitudine e l’assenza di un amore fanno da padrona.

Carlotta Proietti, perfetta nei tempi e nelle intenzioni, ha saputo rendere al personaggio di Laura tutta la sua verità: malinconica, insoddisfatta, ma ironica e intelligente. Il rischio di cadere nella macchietta della donna “stramba” era dietro l’angolo. I momenti musicali che di tanto in tanto intervallano la storia mostrano anche il suo talento per il canto (Carlotta è anche cantautrice con un nuovo lavoro discografico in arrivo).

Bravo Matteo Vacca nelle vesti del timido e impacciato Valerio.

La scenografia di Fabiana Di Marco, scarna, è supportata da immagini proiettate sul fondo della parete che permettono un repentino cambio di ambientazioni, rendendo moderno e quasi interattivo lo spettacolo.

La regia è di Gigi Proietti: una garanzia. La scena in macchina fuori dal cinema vale da sola il biglietto. La leggerezza e l’estro non mancano, così come la romanità, che fa da fulcro a quasi tutte le battute dei due protagonisti.

Dopo aver tifato per questa coppia esuberante e aver sospirato al loro primo bacio ecco che un evento tragico rimescola le carte in tavola, ma l’happy ending, come in tutte le storie d’amore che si rispettino, è assicurato.

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PAROLE, PAROLE, PAROLE

di Adriano Bennicelli

regista assistente MARCO SIMEOLI

aiuto regia FRANCESCA CIOCI

scenografie FABIANA DI MARCO

costumi ISABELLE CAILLAUD

organizzazione ALESSANDRO FIORONI

regia GIGI PROIETTI

Produzione POLITEAMA srl

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