Teatro dell’Opera di Roma, “Un ballo in maschera” di Verdi chiude la stagione

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Foto di Malin Arnesson
Foto di Malin Arnesson

Il Teatro dell’Opera di Roma chiude in bellezza la stagione 2015/2016 con Un ballo in maschera di Giuseppe Verdi che debutta domenica 16 ottobre (ore 20, in scena fino al 30) in un nuovo allestimento, una coproduzione del teatro capitolino con il Teatro dell’Opera di Malmö con la regia di Leo Muscato.

E quella che sarà in scena al Costanzi è particolarmente interessante trattandosi della versione svedese del Ballo, la prima, non censurata, della coppia Verdi-Somma tratta dal libretto di Eugène Scribe.

Il libretto originale infatti aveva come protagonista Gustavo III re di Svezia, despota illuminato e amante delle arti, ma inviso a parte della nobiltà, tanto da subire, proprio durante un ballo in maschera, un attentato che lo condurrà alla morte. Facile capire allora perché la sua storia abbia esercitato un particolare fascino all’epoca. L’opera di Somma-Verdi d’altra parte rappresenta solo il quarto approccio alla vera storia del Re svedese che, seppure in qualche modo romanzata, andò inevitabilmente incontro alla censura. Troppo rischioso (nel 1859) parlare di un assassinio di un sovrano per ragioni politiche tanto da rendere necessaria una versione meno sovversiva con lo spostamento dell’azione dalla Svezia a Boston e l’omicidio per motivi amorosi di un governatore locale di una contea inglese con tanto di inevitabile cambiamento di nomi dei personaggi.

Quando tre anni fa il Teatro dell’Opera di Malmo in Svezia mi ha commissionato questo spettacolo, ho scoperto che loro tradizionalmente mettevano in scena la versione originale dell’opera, quella che Verdi e Somma dovettero fortemente modificare a causa della censura – spiega il regista Leo Muscato Quando cambia la contestualizzazione storica, cambia tutto e la versione svedese di Verdi-Somma mostra una maggiore forza drammaturgica raccontando l’omicidio di un re, un sovrano illuminato amante dell’arte e amato dagli artisti che ha sempre voluto divulgare l’arte anche fra gli ultimi anche se poi Gustavo in realtà è stato assassinato per ragioni politiche e non per ragioni sentimentali”.

Quello in scena al Costanzi sarà un allestimento colorato e dinamico in cui la diversa contestualizzazione storica incide notevolmente pur restando un’opera di“mezzo carattere” musicale come sottolineato dal direttore artistico Alessio Vlad.

Per questo allestimento siamo partiti mantenendo l’azione nel 1792 a Stoccolma, come voluto da Verdi, in una corte sfarzosa e divertente – continua MuscatoAbbiamo voluto mettere insieme gli elementi diversi del libretto che ha tutti gli archetipi della fiaba classica, il Re, la sua amata, il suo migliore amico, il paggio buffo, la strega cattiva, ma anche il castello o il bosco, ma ci sono anche forti elementi di realismo nella descrizione della corte. Noi abbiamo voluto lavorare sul realismo delle relazioni fra i personaggi creando un’ambientazione favolistica”.

Le scene di Federica Parolini e i costumi di Silvia Aymonino illuminati dal taglio espressionista di Alessandro Verazzi ricostruiscono un Settecento concreto, ma inventato ed evocativo senza l’ansia della fedeltà storica assoluta.

Da un punto di vista musicale però Un ballo in maschera non si discosta dalla versione italiana rappresentando l’inizio della maturità di Verdi che si confronta con altri stili musicali.

Quest’opera mi ha accompagnato tutta la vita – spiega il maestro spagnolo Jesús López-Cobos, che sarà sul podio dell’Orchestra del Teatro dell’Opera di Romaè un capolavoro e segna un momento di passaggio verso l’inizio di una nuova maturità di Verdi che anticipa le grandi opere del periodo successivo. Non è un’opera “da accompagnamento”, tutta l’orchestra è impegnata, non c’è uniformità di stile, l’orchestrazione è molto ricca ed è una partitura molto emozionante per il direttore”.

Un doppio ottimo cast porterà in scena il Ballo: vi spicca Francesco Meli che ha già interpretato il ruolo principale di Riccardo anche nella versione (italiana) scenica del Ballo in maschera lo scorso anno a Santa Cecilia, ma che torna al Costanzi confrontandosi per la prima volta nel più impegnativo ruolo di Gustavo III, Re di Svezia, personaggio più ricco di sfumature.

Meli si alternerà sul palco nel ruolo di Gustavo con Angelo Villari (23/27 e 30 ottobre) mentre il Capitano Anckarström (alias Renato) sarà interpretato da Simone Piazzola e Juan Jesús Rodríguez (23 / 27 e 30 ottobre), Hui He e Julianna Di Giacomo (23 / 27 e 30 ottobre) vestiranno i panni di Amelia, a dar voce all’indovina Ulrica si alterneranno Dolora Zajick e Sara Murphy (23, 30 ottobre) mentre il paggio Oscar sarà interpretato da Serena Gamberoni e Lucrezia Drei (23, 30 ottobre), Alessio Cacciamani sarà il Conte Horn (Sam), Dario Russo il Conte Ribbïng (Tom), Gianfranco Montresor Christian, un marinaio (Silvano) e Gianluca Floris un giudice.

Il coro maschile usato all’inizio è una delle pagine più belle con la presentazione dei personaggi della corte e del re e rappresenta una delle pagine più significative della poetica di Verdi – spiega Roberto Gabbiani, maestro del Coro che svolge un ruolo da protagonista nel Ballo con affascinanti pagine musicali.

La decima e ultima opera in scena chiude una stagione che ci ha dato grandi soddisfazioni e grandi gioie – sottolinea il Sovrintendente Carlo FuortesIl nostro pubblico sta cambiando, si sta rinnovando e sta aumentando. Ad oggi registriamo un incremento di incassi del 10% rispetto allo scorso anno quando nello stesso periodo avevamo un aumento del 37%. In soli due anni abbiamo raddoppiato quasi del 50% gli incassi passando da 7 a 12 milioni di euro”.

Dopo la prima di domenica 16 ottobre e l’anteprima giovani di venerdì 14 ottobre (ore 19), sette le repliche previste di Un ballo in maschera che andrà in scena martedì 18 ottobre (ore 20), giovedì 20 (ore 20), sabato 22 (ore 18), domenica 23 (ore 16.30), martedì 25 (ore 20), giovedì 27 (ore 20) e domenica 30 (ore 16.30). Per info: www.operaroma.it

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