Trappola per topi

In scena fino al 30 ottobre al Teatro Vittoria, Roma

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Foto di Manuela Giusto
Foto di Manuela Giusto

Chissà come si sentivano gli spettatori dell’Ambassodors Theatre di Londra il 25 novembre 1952, quando, per la prima volta, andò in scena Trappola per Topi, la commedia poliziesca della signora del giallo, Agatha Christie.

Al teatro Vittoria, dopo oltre 24.500 repliche in tutto il mondo, le porte della pensione “Castel del Frate” tornano a cigolare.

La ricetta di tanto successo la spiega la stessa autrice: “non è proprio un dramma, non è proprio uno spettacolo dell’orrore, non è proprio una commedia brillante, ma ha qualcosa di tutte e tre e così accontenta i gusti più disparati”.

Ed è proprio la commistione di tanti ingredienti a rendere piacevole questa pièce che unisce l’humor inglese, al macabro, al giallo.

La compagnia Attori&Tecnici, come sempre molto affiata, da anni ormai si cimenta con la scrittura anglosassone e conosce bene i ritmi, il linguaggio e la forza di questo genere (il successo di Rumori fuori scena ne è un esempio).

In una pensione, tipically english, a 50 km da Londra una giovane coppia accoglie gli ospiti infreddoliti. Una violenta bufera di neve isola la casa. Nel frattempo la radio trasmette la notizia di un omicidio a Paddington. L’arrivo del sergente Trotter, il guasto al telefono e l’omicidio della Signora Boyle rimescolano le carte in tavola. Tutti sembrano nascondere gelosamente qualcosa. La dimora che doveva accoglierli rischia di diventare una tomba. Il finale, come spesso accade, è del tutto inaspettato e le congetture dei protagonisti e degli spettatori crollano inesorabilmente.

Nelle trasposizione teatrale rispetto ai romanzi, la Christie semplifica l’intreccio, riduce i personaggi e diminuisce drasticamente il numero di indizi fuorvianti, che avrebbero creato confusione e reso ridondate la pièce.

Un elemento, però, decide di mantenerlo: il Nursery Rhymes, le macabre filastrocche per bambini che da sole fanno accapponare la pelle. “Three Blind Mice” ( “I tre topolini ciechi”) diventa la colonna sonora dello spettacolo insieme all’incessante cigolio di porte.

Il regista Stefano Messina decide di restare fedele alla scrittrice, evitando di approfondire ogni altro tipo di lettura del testo (la famiglia, la violenza sui minori, l’infanzia…). Di fatto i personaggi non subiscono mai una vera e propria trasformazione, ma sono piuttosto dei tipi fissi. La giovane coppia Ralston, felice e innamorata (Carlotta Proietti e Stefano Messina), la petulante signora Boyle (Annalisa Di Nola), il fin troppo estroso architetto (Carlo Lizzani), la mascolina Signorina Casewell (Elisa Di Eusanio), il ricco straniero (Marco Simeoli), il maggiore in pensione (Roberto Della Casa) e il rigoroso sergente Trotter (Massimiliano Franciosa).

Bella e curata la scenografia di Alessandro Chiti, bravi gli attori, attenta la regia che ha saputo giostrare bene momenti di suspense e quelli umoristici.

Una commedia piacevole adatta a tutti, anche ai più piccoli.

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Regia: Stefano Messina

Con (in ordine di apparizione) Carlotta Proietti, Stefano Messina, Carlo Lizzani, Annalisa Di Nola, Roberto Della Casa, Elisa Di Eusanio, Marco Simeoli, Massimiliano Franciosa

Traduzione: Edoardo Erba

Scene: Alessandro Chiti

Costumi: Isabella Rizza

Musiche: Pino Cangialosi

Luci: Emiliano Baldini

Aito regia: Viviana Picariello

Assistente Scenografo: Alessandra Ricci

Direttore di Scena: Valerio Camelin

Datore Luci: Alessandro Pezza

Sarta: Luisa Roberto

Foto di scena: Manuela Giusto

Scenotecnica: Ocsa

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Teatro Vittoria

Piazza S. Maria Liberatrice, 10 – Roma

www.teatrovittoria.it / info@teatrovittoria.it

botteghino: 06 5740170/5740598

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