Università “Tor Vergata” (Roma): ecco la nuova stagione concertistica 2016-2017

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fotoLa stagione di concerti dell’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata” amplia ulteriormente il suo raggio d’azione nel 2016-2017, abbracciando la musica da camera dei grandi compositori classici e il jazz, il teatro musicale contemporaneo e la musica tradizionale delle regioni italiane, il “belcanto” e il tango, musiche su poesie medioevali e incontri con compositori di oggi. Sono venti i concerti in abbonamento nell’Auditorium “Ennio Morricone” della Macroaerea di Lettere e Filosofia (via Columbia 1) più una conferenza-concerto fuori abbonamento e due altri incontri. Tutti si svolgeranno il mercoledì con inizio alle ore 18.00. La stagione viene realizzata dall‘Associazione Roma Sinfonietta e dall’Associazione Musica d’Oggi, dirette da Luigi Lanzillotta, e ha il supporto del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo. Alcuni concerti sono sponsorizzati dalla SIAE o realizzate in collaborazione con le Edizioni Tored.

Nei nostri concerti non ha spazio un solo tipo di musica né due, ma tutta la musica. Tra gli interpreti predominano gli italiani, perché sono moltissimi i talenti italiani, sia giovani che devono ancora farsi conoscere che meno giovani e già famosi – spiega Luigi Lanzillotta, presidente dell’Associazione Roma Sinfonietta, che cura la programmazione – Tra i primi voglio ricordare, senza far torto agli altri, la bravissima violinista Caterina Demetz, di cui si parlerà sicuramente molto nei prossimi anni; tra i secondi Fabrizio Bosso, un virtuoso della tromba con pochi rivali al mondo, che suonerà in duo con un non meno straordinario fisarmonicista, Luciano Biondini. Ma non siamo certamente chiusi agli artisti non italiani, come dimostra la rassegna “Nuove voci coreane per il Belcanto”. Sono quattro concerti lirico-sinfonici al Teatro Italia, che saranno replicati a Tor Vergata. Vi partecipano otto giovani cantanti coreani che hanno studiato in Italia, selezionati attraverso audizioni da una giuria di cui facevano parte, tra gli altri, quella che è la più grande rappresentante attuale del Belcanto, il soprano Mariella Devia, e una delle migliori insegnanti di canto di oggi, Anna Vendi, che seguirà i cantanti anche nella preparazione di questi concerti. Queste giovani voci sono splendide”.

Un’importante novità è il gemellaggio con la rassegna “Nuove voci coreane per il belcanto”, realizzata da Roma Sinfonietta in collaborazione con l’Ambasciata della Repubblica di Corea. Si tratta di quattro concerti che si svolgeranno tra ottobre e novembre, la domenica pomeriggio al Teatro Italia con replica il mercoledì a Tor Vergata.

Il 26 ottobre verrà inaugurato l’Istituto culturale coreano a Roma e ho riflettuto molto su come celebrare quest’avvenimento – le parole di Soo Myoung Lee consigliere per gli affari culturali dell’Ambasciata della Repubblica di Corea, che collabora alla rassegna “Nuove voci coreane per il Belcanto” – Per promuovere la cultura coreana in Italia ho pensato di non presentare alcuni artisti soltanto coreani ma di creare un’armonia tra Corea e Italia e il modo migliore per far ciò era organizzare questa collaborazione in campo musicale“.

Ogni concerto presenterà due giovani cantanti coreani perfezionatisi in Italia ed ora avviati ad una carriera che già ha dato loro le prime soddisfazioni e che si annuncia prodiga di ancora maggiori successi futuri: ognuno di loro si esibirà in alcune delle più celebri arie del repertorio italiano, sotto la guida di direttori affermati ed esperti come Marcello Panni, Gabriele Bonolis e Fabio Maestri, sul podio dell’Orchestra Roma Sinfonietta. Questa rassegna è la conferma di come la musica possa avvicinare due paesi geograficamente così lontani: il melodramma italiano è infatti molto amato in Corea e sono tanti i coreani che vengono in Italia a studiare il belcanto e che poi si affermano nei principali teatri d’opera del mondo.

Il concerto inaugurale della stagione è fissato per mercoledì 12 ottobre e riassume in sé lo spirito di una programmazione che vuole superare le vecchie distinzioni tra le varie forme d’arte e di musica. Protagonista di questo concerto è un vero artista dei nostri giorni come Peppe Servillo, che abitualmente si muove come cantante tra rock, jazz e popular music e che ha rivelato anche un grande talento di attore di cinema e di teatro. In questo caso, applicando le sue doti di attore alla musica, sarà la voce recitante in musiche composte su poesie duecentesche da Goffredo Petrassi, un protagonista della musica del ventesimo secolo, e da quattro compositori contemporanei, Matteo D’Amico, Antonio Di Pofi, Marcello Filotei e Giovanni Guaccero: le loro quattro composizioni in prima esecuzione assoluta si basano su testi di San Francesco d’Assisi, Jacopone da Todi e Guido Cavalcanti. Questo concerto è una nuova tappa dell’Archilocus Project e sarà introdotto da Eugenio Lanzillotta, Rino Caputo e Pietro Trifone, docenti dell’Università di Roma “Tor Vergata”.

Al concerto inaugurale seguiranno i quattro concerti dei giovani cantanti coreani, poi il 16 novembre è di scena il jazz con Fabrizio Bosso, una delle trombe più celebri in campo italiano e internazionale. Con lui il bravissimo fisarmonicista Luciano Biondini.

Il mercoledì successivo è dedicato a Silvia Colasanti: la sua musica sarà eseguita dall’Ensemble Musica d’Oggi e dal pianista Michelangelo Carbonara, mentre la compositrice romana introdurrà informalmente all’ascolto dei vari brani, parlandone col regista e scenografo Pierluigi Pieralli. Il secondo incontro con l’autore – una formula già sperimentata con successo nelle precedenti stagioni – si svolgerà l’1 febbraio con Marco Betta, che parlerà delle sue opere Sette storie per lasciare il mondo e Natura viva, insieme a Roberto Andò e Ruggero Cappuccio, che hanno collaborato alla realizzazione di tali opere in qualità di registi e drammaturghi. Suonerà il Gruppo Strumentale Musica d’Oggi. È da definire la data degli incontri con Paolo Buonvino (notissimo autore di colonne sonore per Muccino, Faenza, Veronesi, Virzì, Verdone, Rubini, Battiato e tanti altri registi, e collaboratore di Iovannotti, Carmen Consoli e Negramaro) e col regista e sceneggiatore Paolo Genovese, che con Perfetti sconosciuti ha vinto praticamente tutti i premi italiani possibili, dal David di Donatello ai Nastri d’Argento e ai Globi d’Oro.

Alla musica moderna e contemporanea sono dedicati altri appuntamenti, in particolare i due con l’opera da camera. La grande attenzione a questo genere di teatro musicale, che ha ispirato tanti capolavori dei secoli passati e dei nostri giorni, è un punto di forza della programmazione musicale all’Università “Tor Vergata”. L’8 febbraio Fabio Maestri dirigerà Il piccolo spazzacamino di Benjamin Britten, con la regia di Cesare Scarton: questo atto unico affronta con levità e ironia il tema dello sfruttamento minorile e coinvolge i giovani ascoltatori anche invitandoli a partecipare direttamente all’esecuzione. Il 5 aprile sarà rappresentato Andante italiano alla belga di Lucio Gregoretti su testo di Mario Perrotta: è un quadro letteralmente sconvolgente delle condizioni disumane del lavoro degli immigrati italiani nelle miniere belghe durante gli anni Cinquanta, che penetra nelle coscienze con forza ed efficacia ancora maggiori di un realistico documentario televisivo. Quest’opera ha suscitato grande interesse alla sua prima esecuzione, a Spoleto nel 2012, e sarà ora presentata in una nuova produzione che si avvarrà della direzione d’orchestra dell’autore stesso e della regia di Cesare Scarton.

Da segnalare anche un’altra prima esecuzione assoluta, che va ad aggiungersi alle quattro del concerto inaugurale. Ne è autore Michele Dall’Ongaro, che è non solo il presidente-sovrintendente dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia ma anche uno dei compositori contemporanei italiani più eseguiti. Il titolo del brano è ancora da decidere, ma sono certi gli esecutori (l’Ars Duo, formato da Marco Fiorentini e Laura Pietrocini) e la data (15 febbraio). Nello stesso concerto si ascolteranno musiche di Beethoven, Debussy e Ravel e così si entra nel campo della grande musica da camera degli autori classici, che ovviamente è un aspetto fondamentale della stagione. In questo filone troviamo le Sonate a quattro di Rossini (il 30 novembre con quattro ), il recital del pianista Giuseppe Albanese che si fregia di un curriculum straordinario per i premi vinti, per le collaborazioni con grandi orchestre e illustri direttori e per le incisioni con la prestigiosa etichetta Deutsche Grammophon (il 22 febbraio con un programma dedicato a Fantasie di Beethoven, Schubert e Schumann) e il concerto del duo Caterina Demetz (violino) e Federica Bortoluzzi (pianoforte), due grandi promesse del concertismo (il 5 marzo, con Mozart, Grieg e Stravinsky). Alla musica vocale da camera nei suoi vari aspetti, dalle romanze di Donizetti e Tosti ai Lieder di Mahler e Webern, è dedicato il concerto del 29 marzo con il baritono Bruno Taddia, che canta nei maggiori teatri d’opera (Scala di Milano, Liceu di Barcellona, Deutsche Oper di Berlino, Covent Garden di Londra) ma ha una speciale passione proprio per le liriche da camera.

Altri concerti aprono prospettive a 360 gradi sulla musica, senza anacronistiche barriere tra generi musicali e tra musica “colta” e “leggera”. Il 7 dicembre il quartetto di contrabbassi The Bass Gang (formato da Antonio Sciancalepore, Andrea Pighi, Alberto Bocini e Amerigo Bernardi, quattro dei migliori contrabbassisti italiani, che suonano come nelle migliori orchestre, come Accademia di Santa Cecilia, Maggio Musicale Fiorentino, New York Philharmonic, Mahler Chamber Orchestra) spazia “dai classici dei classici ai classici del rock”. La settimana dopo è il Coro “I Giocosi di Trieste” diretto da Severino Zannerini a muoversi tra Bach e Gianna Nannini con quella gioia di far musica che è già nel loro nome. Il 25 gennaio è di scena il tango! Ne è protagonista la compagnia di danza di Pablo Moyano, maestro argentino del tango, già solista della compagnia del grande Miguel Angel Zotto e ora direttore di un proprio gruppo. Le musiche di Piazzolla, Pugliese e Bacalov saranno eseguite dal vivo dall’Ensemble Roma Sinfonietta. Con il canto a tenore, le launeddas, il canto a chitarra e l’organetto arriva all’ateneo romano la musica tradizionale della Sardegna nel concerto dell’1 marzo, curato e presentato da Giorgio Adamo e Ignazio Macchiarella, docenti di etnomusicologia rispettivamente all’Università di Roma “Tor Vergata” e a quella di Cagliari.

Giorgio Sanguinetti, altro docente dell’università romana “Tor Vergata”, terrà fuori abbonamento una conferenza-concerto su “La sonata Appassionata di Beethoven: certezze e ipotesi su un’opera che cambiò la storia”, proseguendo una formula d’incontri già da lui avviata con successo lo scorso anno.

L’Orchestra Roma Sinfonietta, oltre ad essere protagonista di vari concerti, avrà anche l’onore di chiudere la stagione il 12 aprile, con la Sinfonia n. 1 “il Titano” di Mahler, diretta da Fabio Maestri in una trascrizione per orchestra da camera di Iain Farrington, come si faceva frequentemente un secolo fa per agevolare l’esecuzione di queste composizioni dall’organico sterminato senza perdere però nulla del loro valore musicale.

Tutti i concerti saranno registrati a cura del Master in Sonic Arts dell’Università di Roma “Tor Vergata”.

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Info per il pubblico:

Associazione Roma Sinfonietta: 06 3236104 romasinfonietta@libero.it

Teatro Italia: 06 44239286

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Biglietti:

Teatro Italia E. 24,00, ridotti under 25 e over 65, soci D.L.F. E. 15,00

Orario botteghino via Bari 18: dal lunedì al sabato 10-15

Acquisto on line su www.teatroitalia.info

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Università Tor Vergata:

Abbonamento a 20 concerti: studenti E. 40,00, docenti e personale amministrativo e tecnico Università E. 100,00, Esterni E. 120,00

Biglietti per i singoli concerti E. 12,00

Ridotti over 65 E. 8,00

Studenti E. 5,00

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