Baal

Dal 22 novembre al 4 dicembre al Teatro Franco Parenti, Milano

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SONY DSCdi Bertolt Brecht
con Enrico Ballardini, Francesca Frigoli,
Elia Moretti, Dario Muratore, Margherita Ortolani
ideazione, regia e scene Giuseppe Isgrò
drammaturgia Margherita Ortolani
musica dal vivo e suono Elia Moretti
produzione Teatro Franco Parenti / compagnia Phoebe Zeitgeist

Progetto Cantieri Bavaresi e Goethe-Institut Mailand
in collaborazione con compagnia Odemà e ALTOfest Napoli

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Già presentato in forma di studio l’anno scorso nel Festival dedicato a Brecht, il Baal di Isgrò diventa spettacolo grazie ad una Residenza artistica. Baal, primo testo di Brecht (1918), e primo vero segnale della sua identità artistica e politica è un artista sfrenato e capace, seduttivo e mortifero, sconveniente e violentemente attraente. Baal è una furia antiborghese, pura potenza in conflitto con il potere. La sua natura travolge tutti i sistemi, i comportamenti o i ruoli studiati per il mantenimento di ordine, gerarchie e distanze. La sua arte, avvolta nella fascinazione, si conduce tra la gente senza comprensione reale, corrosa dalla seduzione, in contrasto con la realtà. Mentre una forza divora e assale il sentimento e il senso comune, un’altra forza sgorga nella più totale resa, senza finalità e opportunità. Baal è costruito attorno a questa lucidità dissennata, incapace di mediazioni, ostile ad ogni sollievo o pacificazione, e alla tendenza a implicarsi ciecamente, fino alla distruzione di sé, pur rimanendo divinamente indifferente al sentimento di perdita e di conquista. Questa capacità incessante, antieconomica e urgente, racconta il modo e la condizione di fare ricerca artistica oggi.

Il lavoro è una tappa di Cantieri Bavaresi, un percorso condotto sui concetti, sui testi, sulle opere e sui documenti legati al lavoro di autori bavaresi che hanno scritto e operato intensamente per il teatro e per la cultura, quali Bertolt Brecht, Rainer Werner Fassbinder, Marieluise Fleisser, Herbert Achternbusch, Werner Herzog. La linea di indagine è quella del potere e delle molteplici sue forme di esercizio, nel privato come nella vita pubblica. Baal è il primo approdo di questa ricerca: gli attori in scena sono artisti che “non interpretano il mondo ma lo trasformano”, agenti di un cambiamento, di un evento, che pone chi guarda in un ragionamento attivo e non in un semplice godimento estetico. In questo senso vengono lette le vicende di Baal, la sua erosione e il suo incessante percorso di perdita. Il linguaggio dello spettacolo è un gioco reciproco, portato all’estremo, tra il linguaggio di strumenti musicali ed oggetti sonori e quello dei corpi in azione, in un rapporto nel quale il ruolo dell’attore e quello del musicista si scambiano, fino a confondersi o sovrapporsi. L’intera messinscena è un concerto fatto di suono, carne, intenzione, in cui gli strumenti musicali sono in totale continuità con gli attori. La volontà più diretta di questo progetto è quella di portare il linguaggio fuori dal discorso univoco e rassicurante di narrazione e naturalità, per esplorare un luogo più capace di verità e senso, in cui ciascuno deve condursi in autonomia, in una verifica continua della propria posizione e dei propri valori.

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PREZZi
intero 15€ over65/under26/convenzioni 12€

ORARI
lun riposo mar h 20.00 mer, ven h 19.15 gio h 20.30 sab h 21.00 dom h 16.15

DURATA: 70 min.

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In occasione dello spettacolo

Bowie su Baal

Lectio di Maurizio Principato

Per David Bowie l’ingresso negli anni Ottanta fu caratterizzato da sfide inedite. Nell’estate del 1981 Bowie incontrò a Londra il produttore Louis Marks e il regista Alan Clarke, che avevano deciso di realizzare un adattamento televisivo di Baal, la prima opera teatrale di Bertolt Brecht con musiche di Kurt Weil. Da tempo l’eclettico artista viveva in isolamento, ma fu affascinato dalla proposta e accettò, nonostante il compenso fosse pari alla paga giornaliera standard decisa dalla BBC. Per lui Baal era il primo, vero iconoclasta super-punk della storia: sensuale, egocentrico, cinico e dissoluto. Cosa successe durante i cinque giorni di riprese del caldissimo agosto 1981? In che modo Bowie fece suoi i pezzi di Brecht e Weil? Come fu recepito il Baal di Bowie e cosa è restato di questa esperienza? Ce lo racconta Maurizio Principato, giornalista musicale e conduttore radiofonico per Radio Popolare.

Orari: h 18

Prezzi: Biglietto TFP cortesia € 3,50

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INFO

Tel: 02 59 99 52 06; biglietteria@teatrofrancoparenti.it

Fb: http://www.facebook.com/teatrofrancoparenti

Tw: http://www.twitter.com/teatrofparenti

Sito: http://www.teatrofrancoparenti.it

App: Teatro Franco Parenti

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