Boris Petrushansky e Aziz Shokakimov in concerto

Il 18 e 20 novembre all'Auditorium di Milano

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Foto di Paolo Dalprato
Foto di Paolo Dalprato

Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi

Pianoforte Boris Petrushansky

Direttore Aziz Shokakimov

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Doppio, gradito ritorno a laVerdi: venerdì 18 (ore 20.00) e domenica 20 novembre (ore 16.00) saliranno sul palco dell’Auditorium di Milano Boris Petrushansky e Aziz Shokakimov. Il pianista russo, dopo tre anni di assenza dalla sala di largo Mahler, sarà impegnato nell’esecuzione del Concerto n. 4 di Rachmaninov, con l’Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi affidata alla bacchetta dell’uzbeko Shokakimov, direttore principale ospite a laVerdi dal 2016, che ricordiamo protagonista nella Stagione 2014 di una straordinaria direzione della Settima Sinfonia di Šostakovič.

Seconda parte della locandina all’insegna di Mozart e la Sinfonia n. 40: uno dei brani del genio di Salisburgo più eseguiti in assoluto e indubbiamente più popolari e amati dal pubblico di ogni latitudine.

Venerdì 18 novembre, sempre in Auditorium (Foyer della Balconata, ingresso libero) si inaugura la mostra Radici di Roberto Vallini; esposti alcuni nuovi lavori dell’artista su un tema che gli è caro: la trasformazione della materia lignea a partire dalle sue “radici”. La mostra sarà visitabile dal pubblico dei concerti dell’Auditorium fino al 4 dicembre.

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Venerdì 18 e Domenica 20 Novembre

Auditorium di Milano, largo Mahler

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(Biglietti: euro 35,00/15,00; info e prenotazioni: Auditorium di Milano Fondazione Cariplo, largo Mahler, orari apertura: mar – dom ore 14.30 – 19.00, tel. 02.83389401/2/3; on line: www.laverdi.org o www.vivaticket.it ).

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Programma

Rachmaninov completò il Concerto n. 4 nel 1926, al termine di un decennio che lo aveva visto abbandonare la Russia della Rivoluzione, adattarsi all’esilio negli Stati Uniti, tenere continui concerti per potersi mantenere, da cui un parallelo affievolimento creativo. Il pianismo elegante e ancora romantico del nuovo concerto stentò a conquistare la popolarità con l’immediatezza che aveva premiato quelli precedenti. Così continuano a non essere molti i pianisti che lo hanno in repertorio, anche se fra le eccezioni si trovano Arturo Benedetti Michelangeli e Vladimir Ashkenazy.

La Sinfonia n. 40 appartiene come la 29 e la 41 Jupiter al 1788, l’anno dei capolavori sinfonici di Mozart. È la più drammatica e inquieta non solo del suo repertorio, ma di quello sinfonico classico. Un carattere che si rivela tanto più straordinario in rapporto alla leggerezza e solarità proprio della Jupiter.

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Biografie

Aziz Shokhakimov, direttore. All’età di 21 anni ha ricevuto il secondo Premio al Gustav Mahler International Conducting Competition di Bamberga (Baviera), sotto gli auspici del Bamberger Symmphoniker. Da allora è stato invitato dai più prestigiosi teatri nel mondo. Dopo il premio, ha debuttato con notevole successo alla Staatskapelle Dresden, Düsseldorfer Symphoniker, Kammerphilharmonie Bremen, Radio-Sinfonieorchester Stuttgart, HR-Sinfonieorchester, Dresdner Philharmoniker, Tonkünstlerorchester Niederösterreich, Orchestra Philharmonique de Strasbourg, Orchestre Philharmonique de Monte Carlo, London Philharmonic Orchestra; in Italia con la Filarmonica del Teatro Comunale di Bologna e l’Orchestra Filarmonica della Fenice; in Polonia con la prestigiosa Sinfonia Varsovia; negli Stati Uniti con Orgeon, Pacific e Houston Symphony Orchestras.

I riconoscimenti sono arrivati molto presto. Nato nel 1988 a Tashkent, Uzbekistan, Shokhakimov ha iniziato all’età di 6 anni a frequentare la Uspensky Music School per bambini dotati di particolare talento, dove ha studiato violino, viola e direzione d’orchestra (il suo professore è stato Vladimir Neymer). All’età di 13 anni ha fatto il suo debutto con la National Symphony Orchestra dell’Uzbekistan, dirigendo la Quinta Sinfonia di Beethoven e il Concerto per pianoforte n. 1 di Liszt.

L’anno successivo ha diretto la sua prima opera, Carmen, alla National Opera dell’Uzbekistan. Successivamente è stato invitato a dirigere le sinfonie di Haydn, Mozart, Beethoven, Brahms, Mahler, Prokofiev e Shostakovich, così come opere, fra gli altri, di Verdi e Bizet.

Dal 2006 fino al 2012 è stato Direttore Principale alla National Symphony Orchestra dell’Uzbekistan.

Ha ricevuto il sostegno della Valdimir Spivakov International Charitbale Foundation e ha ricevuto il Nihol Prize dallo Stato dell’Ubekistan.

Nella stagione 2013/2014 ha diretto la produzione Eugene Onegin di Tchaikovsky al Teatro Comunale di Bologna. Alla Deutsche Opera am Rhein ha diretto una nuova produzione di Carmen e, successivamente, a partire dalla stagione 2015/2016, è stato ingaggiato come Kapellmeister. Dirigerà Aida, i Racconti di Hoffmann, Il Gallo D’Oro e Rigoletto.

Sempre nella stagione 2015/2016, oltre a numerosi altri inviti, debutta con NDR Sinfonieorchester Hamburg e DSO Berlin.

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Boris Petrushansky, pianoforte. Nel 1964 il quindicenne pianista incontra Heinrich Neuhaus: diventa il suo ultimo allievo. Non molti mesi trascorsi nella classe di Neuhaus sono stati determinanti sotto molti aspetti per tutto il successivo sviluppo dell’artista, completatosi sotto la direzione del Prof. L. Naumov, allievo ed assistente di Neuhaus.

Ai premi dei concorsi vinti (Leeds, 1969; Monaco, 1970; Mosca; 1971) è seguita la vittoria al Concorso “Casagrande” (Terni 1975), cui fece seguito una importante tournée. Gli avvenimenti più rilevanti di questo periodo sono rappresentati dai concerti ai Festival di Spoleto, di Brescia e Bergamo, al Maggio Musicale Fiorentino (sostituendo S. Richter), Roma, Milano, Torino.

Si è esibito in veste di solista con l’Orchestra Sinfonica di Stato dell’URSS, Filarmonica di San Pietroburgo, la Filarmonica di Mosca, la Filarmonica Ceca, la Filarmonica di Helsinki, la Staatskapelle Berlin, l’Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, la Moscow Chamber Orchestra, la New European Strings, l’Orchestra da Camera della Comunità Europea e, naturalmente, l’Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi. Ha collaborato con direttori quali J. Ferencik, M. Atzmon, P. Berglund, Lu Jia, E-P. Salonen, V. Fedoseev, J. Latham- Koenig, A. Nanut, V. Gergiev, R. Abbado, V. Jurowsky. Tra i partner di musica da camera spiccano i nomi di L. Kogan, I. Oistrakh, V. Afanasiev, D. Sitkovetsky, M. Maisky, il Quartetto Borodin, e il Philharmonia Quartett Berlin.

Ha registrato per la Melodia (Russia), Art & Electronics (Russia-USA), Symposium (Inghilterra), Fone, Dynamic, Agora e Stradivarius (Italia). Ha registrato un cofanetto dedicato all’opera omnia per pianoforte solo di Dmitrij Shostakovic per la casa discografica “Piano Classics” (Londra), premiato dalla critica musicale. Il prossimo cd in uscita, pubblicato da Stradivarius, è dedicato interamente alla musica pianistica di P.I. Ciajkovskij.

Boris Petrushansky continua una intensa attività concertistica in Italia e in Russia, dove ritorna regolarmente, nonché in Germania, Austria, USA, Finlandia, Svizzera, Francia, Svezia, Irlanda, Inghilterra, Spagna, Belgio, Slovenia, Croazia, Polonia, Ungheria, Israele, Sud Africa, Egitto, Messico, Taiwan, Japan, Hong Kong.

Docente al Conservatorio di Mosca dal 1975 al 1979, ha tenuto masterclass negli USA, Gran Bretagna, Irlanda, Germania, Francia, Belgio, Giappone, Corea del Sud, Russia, Polonia, Israele. È stato membro di giuria nei concorsi di Bolzano, Varsavia, Terni, Vercelli, Tongyeong, Orlèans, Parigi, e nel 2015 fu membro della giuria del prestigioso Concorso di Leeds. Petrushansky vive in Italia e insegna all’Accademia Pianistica Internazionale “Incontri col Maestro” dal 1990.

Tra i recenti concerti spiccano l’integrale dei Concerti di Beethoven; dei Concerti di Shostakovich a Milano, il recital per “Bologna Festival”, l’esecuzione del Concerto N.2 di Brahms con la Filarmonica di Verona, il Concerto per due pianoforti e percussioni e orchestra di Bartòk a Mosca con V. Jurowsky, i concerti con la Nordwestdeutsche Philarmonie in Germania e Milano; recital al Festival pianistico di “Mariinsky” a S.Pietroburgo; è stato insignito Premio Internazionale dell’Accademia “Le Muse” a Firenze nonché il titolo del Accademico.

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