Hyperion

Il 25 e 26 novembre a Parma nell'ambito del Festival Natura Dèi Teatri

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Foto di Nina Poppe
Foto di Nina Poppe

È in programma solo fino a sabato 26 novembre il nuovo, potente attraversamento di Maria Federica Maestri e Francesco Pititto del celebre romanzo di Friedrich Hölderlin. In arrivo, lo stesso giorno, anche il performer croato Boris Kadin, in prima nazionale.

Successo di pubblico e critica per Hyperion di Lenz Fondazione, spettacolo conclusivo del trittico realizzato tra il 2014 e il 2016, ispirato all’omonimo romanzo di Friedrich Hölderlin, che ha aperto a Parma la sezione autunnale del Festival Internazionale di Performing Arts Natura Dèi Teatri. Lo spettacolo diretto da Maria Federica Maestri e Francesco Pititto, interpretato da Adriano Engelbrecht e Valentina Barbarini, sarà ancora visibile a Lenz Teatro venerdì 25 novembre alle ore 21 e sabato 26 novembre alle ore 18.30. Dopo lunghi e proteiformi attraversamenti hölderliniani, nel 2014 i registi sono ritornati all’autore amato con Hyperion/Diotima e, l’anno seguente, con Hyperion #2 Solo quando le case e i templi sono morti le bestie selvagge osano nelle porte e per le strade. Il lavoro presentato a Natura Dèi Teatri 2016 è frutto del terzo anno di residenza artistica di Paul Wirkus, importante compositore polacco già collaboratore della Fondazione e ospite del Festival. «Hyperion è un’opera-trittico in cui si fondono costantemente presente e passato, Germania e Grecia in un continuo scambio reciproco di prospettive e paesaggi» suggerisce Maria Federica Maestri, responsabile di installazione, elementi plastici e regia «Il passaggio dal pensiero filosofico al fallimento dell’atto rivoluzionario è l’elemento centrale di questa terza parte del trittico; il compimento del tracciato politico di Iperione è segnato dalla fine dell’amore per Diotima e della sua irriducibile volontà autodistruttiva». Black end di culto per Amore e Rivoluzione.

Sabato 26 novembre alle ore 21, inoltre, l’attore e performer croato Boris Kadin proporrà in prima nazionale a Natura Dèi Teatri Que Serra. Serra «una performance sul Punto Cieco di umanità e natura che adotta lo stesso metodo di Richard Serra: spingere l’esperienza dello spettatore oltre l’atto puramente visivo o ottico, verso una partecipazione pienamente fisica “somatica”». Come componente della formazione slovena Via Negativa, Boris Kadin è già stato più volte ospite di Natura Dèi Teatri. Que Serra. Serra è in piena sintonia con il tema concettuale del Festival, che nel 2016 continua il progetto dedicato all’artista visivo Richard Serra: «In The Matter of Time a Bilbao» suggerisce Francesco Pititto «Richard Serra ha dato forma allo spazio, anche a quello che non si vede. Occorre percorrerlo, viverlo, abitarlo come camminando dentro un poema. Ad ogni curva un Punto Cieco, e in ciò che manca o non si vede, arriva subito chi provvede. Ad ogni curva, dentro le enormi ellissi e spirali d’acciaio, il Punto Cieco viene di continuo riempito/sostituito da spazio in movimento, da spazio che diviene corpo fisico e la vertigine del percorso impegna il cervello ad una frenetica ricostruzione della fisicità del vuoto, del corpo a corpo tra essere umano e opera d’arte, all’interno della scultura stessa. Questo Punto Cieco è la materia d’indagine per gli artisti della ventunesima edizione di Natura Dèi Teatri, un cul-de-sac della visione come condizione necessaria per il Tempo e la Materia della contemporaneità».

Sede principale del Festival: Lenz Teatro Via Pasubio 3/e a Parma. Per informazioni e prenotazioni: tel. 0521 270141, 335 6096220, comunicazione@lenzfondazione.itwww.lenzfondazione.it.

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