Il sogno dell’arrostito

Astorritintinelli, un requiem per utopia infranta. Andato in scena il 18 novembre al Caffè della Caduta, Torino

0
285
Condividi TeatriOnline sui Social Network

fotoAstorritintinelli sono una delle coppie teatrali più in vista del panorama contemporaneo, molto attivi e prolifici nell’ambito della drammaturgia nuova, all’insegna di un recupero vorace della presenza scenica dell’attore e della sua necessità di raccontare a contatto con il pubblico, senza fronzoli visivi, ma con un’intensa ricerca di tematiche profonde e fondamentali per la società contemporanea. Al Caffè della Caduta di Torino portano “Il sogno dell’arrostito”, finalista Premio Inbox 2016, uno spettacolo ruvido e intenso, denuncia e nostalgia, beffarda visione di un Paese allo sbando, cullato in un sogno sfasato, inascoltato, in mano ad un dirigismo indotto. Lo spettacolo è dedicato al poeta friulano Federico Tavan, e mette in scena in situazioni assurde e surreali, un uomo e una donna, due compagni, due militanti politici, che si trovano a dar vita ad un comizio e a tentare disperatamente di animare una festa dell’umanità nel vuoto d’amore di questo tempo. L’uno rappresenta la forza delle parole, l’altra la forza del lavoro. Entrambi credono nell’utopia e nel riscatto per un mondo diverso da quello in cui vivono. Ma il sogno è fraustrato, carbonizzato, consumato da un stritolamento impassibile cui non non si riesce a por rimedio. E lo spazio scenico è spoglio, solo tre assi di legno, un banchetto con dispositivi audio ed una pressa, segni post moderni, simboli di una società di cessata prosperità industriale. Sogno e follia, dialoghi e comizi, il disegno di una prospettiva rosea, di un orizzonte sereno, si trasforma pian piano in una deriva autoritaria, in una gretta sottomissione alla violenza verbale, alla paura al potere, che in scena significano urla al microfono, occhiali da sole, una giacca borghese sulla camicia operaia, luce verde schiacciante, per finire nella sgraziata traccia di una morte dei cigni eseguita da un Astorri in mutande. Spettacolo dal forte impatto verbale e sonoro, ma poco agito, poco vario, a tratti troppo egoico ed autoriferito, tutto diretto sulle qualità di un’ostentazione tecnica ottimamente gestita e presentata, ma eccessivamente ingombrante. Un tessuto drammaturgico convincente e profondo, dotato del raro potere di far riflettere intensamente sulle disgrazie di un Paese alla deriva, ma a tratti soverchio di una strabordante forza espressiva non necessaria ed una scarsa capacità di variare la modalità di presentare l’organismo verbale dell’opera.

———-

Il sogno dell’arrostito

COMPAGNIA ASTORRITINTINELLI
di e con Alberto Astorri e Paola Tintinelli


testi di Alberto Astorri, Paola Tintinelli, Rita Frongia

in coproduzione con Officinateatro (CE) –  Armunia Festival Inequilibrio
spettacolo finalista Inbox 2016
Lo spettacolo è dedicato al poeta Federico Tavan, una purità sognante

LEAVE A REPLY