La stanza del tramonto

Dal 9 all’11 dicembre al Teatro dell'Arte, Milano

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fotodi Lina Prosa

con Sara Donzelli e Giampaolo Gotti

collaborazione drammaturgia e spazio scenico Claudia Sorace e Riccardo Fazi | Muta Imago

collaborazione al progetto Anna Barbera

costumi Marco Caboni

diretto da Giorgio Zorcù

produzione Accademia Mutamenti

con il contributo di Regione Toscana

con la collaborazione di Armunia Castiglioncello

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La Stanza del tramonto è un progetto teatrale firmato Accademia Mutamenti, Lina Prosa e Muta Imago. In scena al Teatro dell’Arte dal 9 all’11 dicembre, lo spettacolo nasce come riflessione attorno alla Fine.

Come nasce uno spettacolo su questo tema? “Il tema è stato portato da Lina”: spiega Giorgio Zorcù, che firma la regia dello spettacolo. “Le avevamo chiesto un testo sulla Cura. Durante il lavoro, progressivamente affiorarono i vissuti di ognuno di noi (…) e da lì prese sempre più spazio il tema della Cura della Fine. Che però non è lo stesso che dire Morte”.

Lina Prosa infatti non parla di morte, ma di fine: “La sento più mia in senso drammaturgico, ma anche in senso esistenziale. La morte è un’esperienza individuale, eccezionale e non è raccontabile, così come non lo è la nascita. La fine è qualcosa che tutti abbiamo dentro, è una percezione costante della nostra condizione di finitezza. La fine la possiamo pensare. La morte no. Ognuno di noi ha un rapporto con la fine che è uguale alla propria identità, alla visione del mondo, alla capacità di costruire la relazione con il reale. Potrei dire che da come percepiamo la fine creiamo il durante. Spesso esperienze fisiche estreme, come la malattia, un incidente, ne sono la manifestazione più eclatante in quanto mettono in evidenza il luogo della fine: il corpo”.

La stanza del tramonto” del titolo è quella davanti alla quale si ritrovano un fratello e una sorella, una stanza di un ospedale dietro la quale giungono il respiro e il canto della madre morente.

I due, quasi l’uno sconosciuto all’altra, hanno fatto vite separate sin da piccoli a causa della separazione dei genitori. Davanti a quella porta chiusa intraprendono una lotta a furia di parole, in un gioco di dialoghi e conflitti, ricordi e visioni; si rincorrono, si osservano, si contendono il corpo della madre, per portarla ognuno a casa propria. Con un linguaggio surreale, a tratti divertito, che restituisce la verità di questa situazione così comune e paradossale.

Ma la contesa li porta a poco a poco a conoscersi, a raccontarsi, a entrare in una simbiosi che cambierà profondamente il loro rapporto e il loro destino.

La madre si dissolve nel mistero della sua presenza/assenza, la porta non si apre. Il fratello si ammala, la sorella lo porta a casa sua, lo cura e fa per lui quello che prima, la sorella aveva immaginato per la grande fine della madre. In realtà il fratello dietro quella porta intraprende una discesa nel femminile, verso la madre, per superare la paura della morte. Per lui morire da donna significa morire di meno.

Fratello e sorella riprendono necessariamente il rito elementare della cura “di quando i mammiferi si leccavano da soli le ferite”. Alla fine si ritrovano di nuovo davanti a una porta chiusa, la porta di che stanza? Tocca al fratello aprirla: appare uno straordinario tramonto.

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Lina Prosa è autrice, drammaturga e regista. Vive a Palermo, dove dirige il Teatro Studio Attrice/Non, spazio di ricerca teatrale nell’ambito del Progetto Amazzone (Mito-Scienza-Teatro). E’ la prima autrice e regista italiana prodotta dalla Comédie-Française; i suoi testi sono tradotti in francese, catalano, inglese e portoghese. In Francia viene tradotta da Jean-Paul Manganaro e pubblicata da Les Solitaires Intempestifs, la casa editrice fondata da Lagarce. La sua opera è spesso oggetto di studio e discussione in molte università: Avignone, Sorbonne Paris III Pavia, Conservatorio di Poitiers, Barcellona, Siena, Lille 3, Nanterre, ESAD/Scuola Superiore d’Arte Drammatica di Parigi.
Nel 2015 riceve il Premio della Critica per la Trilogia del naufragio. Recentemente nominata Chevalier des Arts et des Lettres dal Ministero della Cultura francese.

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Accademia Mutamenti è una compagnia teatrale nata nel 2003. Fondata da Giorgio Zorcù e Sara Donzelli, raccoglie le precedenti esperienze dei suoi fondatori: quella di direttore artistico, regista e produttore, da un lato, e quella di attrice, dall’altro. Caratteristica centrale del suo linguaggio è l’attenzione alla qualità del lavoro dell’attore, alla drammaturgia contemporanea e alla visionarietà della scena. I temi affrontati sono legati soprattutto alla dialettica maschile-femminile, affrontata col doppio sguardo della contemporaneità e del mito, della fiaba e della tragedia.

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Muta Imago è una compagnia teatrale nata nel 2006. Claudia Sorace, regista, e Riccardo Fazi, drammaturgo e sound designer, ne sono anima e guida. Vivono e operano tra Roma e Bruxelles e sono alla continua ricerca di forme e storie che mettano in relazione la sfera dell’immaginazione con quella della realtà presente: umana, sociale e politica. Per questo realizza spettacoli, performance, installazioni dove lo spazio è quello della relazione e del conflitto tra l’essere umano e il suo tempo.

Nel 2009 la compagnia ha vinto il Premio Speciale Ubu, il Premio della critica dell’ Associazione Nazionale dei Critici di Teatro e il premio DE.MO./Movin’UP. 

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Teatro dell’Arte, Triennale di Milano

viale Alemagna, 6 – 20121 Milano

tram 1, 19, 27 – autobus 57, 61, 94

M 1 e 2 Cadorna Triennale | BikeMi 33

la sede è accessibile alle persone con disabilità

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biglietteria Teatro

orari di apertura: dal lunedì alla domenica 10.30 > 19.30

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info e prenotazioni: T. 02-72434258 | biglietteria@crtmilano.it (dal lunedì al venerdì 14,30 > 18,30)

biglietti on line: www.vivaticket.it (con l’opzione print-at-home si ha diritto a presentarsi in teatro all’orario d’inizio dello spettacolo)

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biglietti

Platea 15 / 10 Euro
Galleria 12 / 8 Euro

Info: triennale.org

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