Maria Amelia Monti in “La lavatrice del cuore”

Andato in scena al Teatro Carena di Cumiana (TO)

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fotoSpettacolo di apertura del LIVE SHOW CUMIANA 2016 / 2017, cittadina a metà strada fra Pinerolo e Torino. Realtà ricca di storia partigiana, di scorci panoramici e di abitanti aperti e curiosi che amano le iniziative e le novità. E la stagione teatrale si è aperta nel teatro che si sono costruiti e che prima non c’era, sfruttando una grande sala adiacente la scuola e diventata ora spazio teatrale, con una buona acustica, posti a sedere per circa duecento persone e, avendo messo una buona pedana, si riesce a godere dello spettacolo da quasi tutte le posizioni. E il pubblico era presente in massa, sia perché il teatro è molto apprezzato dai Cumianesi e sia perché il tema dell’adozione, al quale si ispira il lavoro della Monti, è un tema molto sentito. Si vedevano numerose coppie con bambini, ed alcuni si indovinavano provenienti da altre zone della terra. La biglietteria, pur essendo gestita da quattro persone, creava tappo alla fila di gente che aspettava di entrare, anche perché sprovvista di una sala di attesa ampia, e quindi la coda ci ha messo un po’ di tempo a dissolversi. Ma sicuramente escogiteranno qualche soluzione per ovviare a questo piccolo contrattempo.

Dopo una breve presentazione della stagione teatrale è arrivata lei: Maria Amelia Monti, ed un applauso ha salutato questo simpatico e noto viso televisivo molto apprezzato sopratutto per la pacatezza e la semplicità, per quella sua cadenza lombarda più che milanese, che sta fra il sognante ed il deluso ma sempre ottimista, di chi riesce comunque a trovare una soluzione. Sul palco sono in due, la accompagna infatti Federico Odling, musicista che dimostra una certa bravura suonando due strumenti molto diversi fra loro: il violoncello ed il Kazoo, contemporaneamente. Ha la funzione di commentare e di accompagnare ciò che viene letto dalla Monti, ma si intuisce che la sua capacità di musicista è qui poco sfruttata.

Dalla breve presentazione dello spettacolo veniamo a scoprire che “La lavatrice del cuore” ha una storia particolare: circa due anni fa il Festival delle Lettere di Milano aveva come tema quello dell’adozione, e ne sono arrivate 500 da tutta Italia. Alla nostra attrice è stato chiesto di fare un reading, usando una decina di queste lettere. Con il marito Edoardo Erba, scrittore di testi teatrale e televisivi, ha deciso di inserire anche il diario personale relativo alla loro esperienza diretta di adozione, infatti oltre ad avere due figli sono diventati genitori di un bimbo africano arrivato a casa loro dopo una serie di disavventure tragicomiche. Questa avventura è durata circa 4 anni, e ha permesso loro, oltre a farsi un’esperienza niente male dei vari uffici della capitale alla ricerca dei numerosi documenti richiesti, di incontrare personaggi e situazioni che fanno di questo mondo una realtà a sé stante con logiche e regole che appartengono solo alla galassia delle adozioni. In scena c’erano ai lati due sedie, quella a sinistra per il pubblico era occupata dalla Maria Amelia quando leggeva il suo diario, quella a destra adibita al violoncellista. In centro c’era un grande leggìo e l’attrice lo usava per leggere le lettere, sempre molto toccanti emotivamente e anche, a volte, ironiche e spiritose ma il sorriso che procurava ti lasciava l’amaro in bocca. Il pubblico ha apprezzato questo evento, che più che spettacolo era appunto un reading, e ciò che ho trovato stonato è stato proprio questo leggere di qualcosa che le apparteneva. La mancanza di recitazione faceva perdere di credibilità al testo stesso e le impediva un contatto diretto con questo bel pubblico che si identificava con le sue parole, avendo a sua volta provato esperienze e disavventure analoghe. Anche l’incontro diretto con il pubblico, che avviene alla fine dello spettacolo e permette un dialogo fra attori e spettatori ne è rimasto condizionato; solo una persona ha posto una domanda nonostante le cose da chiedere fossero molte. Però gli applausi sono stati calorosi e le farfalle di pasta, che vengono usate all’uscita per decretare se uno spettacolo era piaciuto o meno (infatti ci sono due scatole con la scritta “SI” e “NO” e ognuno posa il suo voto nella scatola giusta) erano quasi tutte nel SI.

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LA LAVATRICE DEL CUORE

con MARIA AMELIA MONTI

copione e regia EDOARDO ERBA

musicista FEDERICO ODLING

produzione FESTIVAL DELLE LETTERE, ITALIA ADOZIONI

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