Orphans

In scena al Teatro Sperimentale di Ancona dal 2 al 6 novembre 2016

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foto di Dennis Kelly
traduzione di Gianmaria Cervo e Francesco Salerno
regia di Tommaso Pitta
un progetto di Monica Nappo
scene e costumi Barbara Bessi
con Monica Nappo, Paolo Mazzarelli e Lino Musella
luci Mauro Marasà
coproduzione Marche Teatro – Teatro dell’Elfo

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Ammettiamolo: a volte assistere ad uno spettacolo teatrale può annoiarci, altre volte lasciarci indifferenti, o anche farci arrabbiare. Ci sono casi invece in cui uno spettacolo ci stupisce, ci assorbe e ci coinvolge totalmente: corpo inchiodato alla poltrona e sguardo fisso sulla scena alla ricerca di ogni dettaglio da non lasciarci sfuggire, inebriati dallo scorrere delle parole e dalla tensione degli interpreti. Orphans, la co-produzione di MARCHE TEATRO con il Teatro dell’Elfo, corrisponde a quest’ultima categoria di spettacolo, di esperienza.

L’opera di Dennis Kelly, pluripremiato autore, già scelta in passato da alcune compagnie italiane – Nim nel 2001 e Alraune Teatro nel 2014 -, viene oggi portata in scena da un ensamble di straordinari attori, spesso anche registi, che hanno scelto di farsi dirigere da un sapiente Tommaso Pitta, che ha saputo tessere un efficace dialogo con gli interpreti e con il testo, da cui, come afferma lui stesso, è profondamente affascinato: “Orphans è un testo profondamente teatrale, dove ogni scena è costruita su giochi e meccaniche drammaturgiche di un’inventiva sorprendente e di una precisione millimetrica, che consentono agli attori di dare grande spettacolo. Un testo beffardo, cinico, disincantato, capace di far ridere nei momenti più angoscianti e di commuovere in quelli più violenti.”

L’ambientazione è quella cupa di un interno londinese di periferia. È sera quando Helen e Danny si siedono a tavola per cenare, improvvisamente qualcuno entra in casa e vedono Liam, il fratello di Helen, stagliarsi difronte a loro completamente ricoperto di sangue. Le parole sconnesse di Liam fanno capire che ha trovato in strada un ragazzo ferito ed ha cercato di soccorrerlo. I due coniugi, spaventati, confusi e increduli cercano di far luce sulla vicenda e vedono sgretolarsi sotto le loro domande l’originale versione di Liam.

I legami tra i tre protagonista sono il cuore della tragedia. I tre non possono separarsi, ognuno ha bisogno dell’altro per affermarsi e allo stesso tempo non riesce a farlo proprio a causa di questa necessità. Danny, interpretato da Paolo Mazzarelli che gli conferisce un tono distinto ma anche incerto, è un uomo razionale e dai saldi valori, si è sempre sentito un estraneo nei confronti del legame tra sua moglie e il fratello ma ha sempre voluto dimostrare di essere all’altezza delle scelte che la vita, e soprattutto la famiglia, gli impongono. Helen, è una donna fragile e concreta, arricchita di sfumature dall’interpretazione di Monica Nappo. Vittima cosciente di un fratello in difficoltà, la donna cambia registro nei confronti del marito, col quale si comporta da carnefice, logorando il loro rapporto. Il legame tra i due coniugi si sfalda, in un crescendo di brucianti bugie e cruciali ammissioni, a causa del fratello di Helen: Liam. Lino Musella interpreta quest’uomo confuso ed imprevedibile con uno spessore ed una tensione che ci fanno affondare nella sua mente bambina e violenta.

La scenografia essenziale è caratterizzata una pedana, ruotata dagli stessi protagonista al cambiare della scena. Come un meccanismo d’orologio la scena gira e su se stessa, si annoda sulla vicenda e dentro i personaggi. Col passare del tempo vediamo che un’enorme finestra, elemento che divide e unisce al contempo l’interno con l’esterno, prende sempre più spazio ed importanza. Quella stessa finestra che inizialmente era orientata dalla parte del pubblico, eravamo noi spettatori a guardare dall’esterno la rappresentazione, ora è posta dal lato opposto, perché la verità sulla vicenda è stata fatta ed è stata portata luce su qualcosa di buio e nascosto. Quella finestra è lì anche ad interrogare noi spettatore sul fatto che forse ciò che abbiamo visto ci riguarda da vicino.

Orphans è un testo contemporaneo che parla dell’uomo d’oggi, attanagliato dalla paura del diverso, bombardato dalla violenza e dal terrore per ciò che non conosce. Siamo soli e anche le persone più care possono diventare il nemico, la vittima, il carnefice. Il testo ci suggerisce di riflettere sulla realtà presente e quotidiana in cui i rapporti di potere ed i legami di sangue spesso si fondono, in cui i tradimenti e le menzogne si accumulano fino a disintegrare ogni cosa dentro e fuori di noi. Orphans è un testo che ci impone di chiederci quanto siamo coscienti di noi, degli altri, e della realtà, perché a quanto pare “al giorno d’oggi il mondo è ridotto esattamente così. Chi conosciamo e chi non conosciamo. Mi dispiace”.

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