Peter Pan. Il Musical

Al Teatro Brancaccio di Roma fino all’11 dicembre 2016

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fotoFesteggia i dieci anni dal debutto questo musical tutto italiano, vincitore di premi prestigiosi quali il Premio Gassman e il Biglietto d’Oro negli anni 2006/2007 e 2007/2008.

Tratto dal romanzo di James Matthew Barrie scritto nel 1904, che ha incantato intere generazioni, ancora oggi eccita l’entusiasmo di bambini e adulti.

L’ambientazione di inizio Novecento è modernizzata con rimandi a personaggi della società contemporanea (come Lady Gaga o I Simpson) che suscitano l’ilarità del pubblico e che rendono più attuale la storia fiabesca.

Peter Pan, il bambino che non vuole crescere e assumersi le responsabilità della vita, è in grado di volare e trascorre il suo tempo soddisfacendo tutti i desideri sull’Isola che non c’è, abitata da fate, sirene e pirati al seguito di Capitan Uncino, nemico acerrimo di Peter, con un uncino di ferro al posto della mano destra che, nel corso di un duello, il giovane gli fece sbranare da un coccodrillo che la gustò a tal punto da voler assaggiare ancora la sua carne. Ma, avendo ingoiato insieme all’arto anche l’orologio, Uncino riesce a sfuggirgli quando ne sente il ticchettio.

Il mito di questa infanzia perenne è stato rappresentato in ogni genere di produzione artistica, dal cinema ai fumetti, dai cartoons ai testi letterari, dalle serie televisive alla musica.

A Londra, i tre fratellini Darling evadono dal monotono e severo ambiente familiare sulle ali della fantasia, affascinati dalle storie fantastiche raccontare da Wendy a Michael e John abbracciati al cagnolone Nana, dopo il bacio della buonanotte dei conformisti genitori. La fantasia prende corpo con l’irruzione di Peter Pan dalla finestra aperta in una notte stellata, che li trasporta in volo nella sua isola incantata, dove “il sole può sorgere in qualunque momento e non tramontare mai, dove non ci sono santi e non c’è la guerra ed è proprio l’Isola che non c’è”.

Anche le favole si concludono realisticamente e i fratelli, dopo tante avventure straordinarie e inverosimili, hanno nostalgia della loro casa e dell’amata Nana, ormai disposti a diventare grandi dopo aver sconfitto Uncino, metafora del conflitto con la figura paterna.

Una fantasmagorica storia popolata da personaggi variopinti e simpatici, tra cui perfino l’arcigno Capitan Uncino, maestoso nel suo costume fiammante dal cappello piumato e dall’artiglio minaccioso, personificazione delle umane paure, rivela di essere emotivamente vulnerabile. Le interpretazioni psicanalitiche dei conflitti generazionali lasciano ampio margine al divertimento nella visionarietà della favola dove i bambini che coltivano i sogni sono capaci di volare.

La regia di Maurizio Colombi ci immerge in un mondo fatato di sirene, pirati, Bambini Sperduti, Giglio Tigrato, il coccodrillo sui quali svolazza Campanellino, la fatina Trilli di Disney, in questa edizione rappresentata da un luminoso e multiforme drone verde. Altra novità è il protagonista, il genovese Giorgio Camandona, agile e scattante e dal nutrito curriculum nel mondo del musical (Frankenstein Junior, Pinocchio, Grease) che dichiara di aver sempre desiderato interpretare questo ruolo. Wendy ha la voce potente di Marta Russo.

Punto di forza di questo travolgente spettacolo è la colonna sonora tratta dal concept album del 1978 “Sono solo canzonette” di Edoardo Bennato, con le canzoni leggermente modificate e riarrangiate e l’aggiunta del brano inedito “Che paura che fa Capitan Uncino”.

Il finale è tutto sulle trascinanti note di “Ogni favola è un gioco”, mentre Peter Pan vola sul pubblico.

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