Porgy and Bess

Il 9, 13, 15, 17, 18, 20, 22, 23 novembre al Teatro alla Scala, Milano

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fotodi George Gershwin, DuBose e Dorothy Heyward, Ira Gershwin

Opera in tre atti

(Edizione Schott Music, Mainz;  rappr. per l’Italia Casa Musicale Sonzogno di Piero Ostali, Milano)

Nuova produzione Teatro alla Scala

Esecuzione in forma semiscenica

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Direttore  ALAN GILBERT

Regia  PHILIPP HARNONCOURT

Costumi  ELISABETH AHSEF

Video MAX KAUFMANN e EVA GRÜN

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Personaggi e interpreti

Porgy Morris Robinson

Bess Kristin Lewis

Crown Lester Lynch

Serena Mary Elizabeth Williams

Clara Angel Blue

Maria, Strawberry woman Tichina Vaughn

Jake, Frazier, Undertaker, Coroner Donovan Singletary

Sportin’ life Chauncey Packer

Mingo, Robbins, Peter, Crabman Cameo Humes

Detective, Archdale, Policeman Stefano Guizzi

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Coro e Orchestra del Teatro alla Scala

Maestro del Coro BRUNO CASONI

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Date:

domenica 13 novembre 2016 ore 20 ~ turno E

martedì 15 novembre 2016 ore 20 ~ ScalAperta

giovedì 17 novembre 2016 ore 20 ~ turno B

venerdì 18 novembre 2016 ore 20 ~ turno D

domenica 20 novembre 2016 ore 20 ~ turno N

martedì 22 novembre 2016 ore 20 ~ turno A

mercoledì 23 novembre 2016 ore 20 ~ turno C

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Prezzi: da 11 a 180 euro

Prezzi ScalAperta (15 nov.): da 5,50 a 90 euro

Un’ora prima di ogni recita, presso il Ridotto dei Palchi del Teatro, è prevista per i possessori di biglietto un’introduzione all’opera curata da Franco Pulcini.

Infotel 02 72 00 37 44

www.teatroallascala.org

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Nella genesi di Porgy and Bess di George Gershwin all’inizio c’è un racconto (Porgy) di Edwin DuBose Heyward che descrive la vita degli afroamericani nell’immaginaria strada di Catfish Row a Charleston, in Carolina del sud, nei primi anni Trenta. Gershwin lo lesse nel 1926 e come autore di canzoni e commedie musicali – era chiamato “il re del jazz sinfonico” – ne fu attratto tanto da chiedere la collaborazione di Heyward per la stesura del libretto di un’opera che sarebbe stata descritta dal compositore come “un’opera folk”. Il lavoro con Heyward iniziò nel febbraio del 1934, poi Gerwshin dedicò venti mesi per l’orchestrazione. Singolare e profetico è il fatto che la canzone “Summertime” – inserita nell’opera e ripresa nei tre atti – diventandone, per la sua importanza drammaturgica, un tema ricorrente, sia stata scritta prima dell’inizio dei lavori, nel dicembre 1933. In seguito “Summertime” divenne una delle canzoni più popolari ed eseguite da famosi musicisti jazz tanto da essere considerata secondo una definizione americana “standing jazz”.

Il lavoro fu rappresentato per la prima volta – da un cast interamente composto da afroamericani – il 30 settembre 1935 nel Colonial Theatre di Boston poi a Broadway il 10 ottobre, ma non fu accettato negli Stati Uniti come opera di repertorio fino ai tardi anni ’70 e ’80.

In un articolo del settembre 1935 sul New York Times, Gershwin volle spiegare il suo lavoro: “Sono stati introdotti nella forma operistica elementi che nell’opera non erano mai apparsi e ho modellato i miei criteri compositivi per utilizzare la drammaticità, l’umorismo, la superstizione, il fervore religioso, la danza e l’irrefrenabile allegria di questa razza (sic, NOTA il termine era di uso disinvolto negli anni Trenta e la musica afroamericana era chiamata race music). Se così facendo ho creato un nuovo genere che combina l’opera con il teatro, questo nuovo genere è derivato in tutta naturalezza da tale materiale”. Certamente Gerswhin non fu il primo a mettere in scena un’opera imperniata sulla vita degli uomini di colore, interpretata da loro stessi, ma fu il primo a creare un’opera che facesse proprio lo stile dei folksongs e degli spirituals.

Dopo un incontro con Alban Berg, il compositore considerava Porgy and Bess il “suo” Wozzeck.

L’opera sarà rappresentata alla Scala nella versione più autentica, con la direzione di Alan Gilbert e la regia di Philipp Harnoncourt.

Nell’incontro “Summertime!” con ascolti, parla di Porgy and Bess Carlo Maria Cella, critico musicale.

Ingresso libero fino a esaurimento dei posti

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