Project Mercury Performance Series – Performance n°3

Il 26 novembre, ore 21, al Teatro Cantiere Florida, Firenze

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Foto di Andrea Pizzalis
Foto di Andrea Pizzalis

Sabato 26 novembre alle 21:00 il Teatro Cantiere Florida propone lo studio“version #1” degli OHT | Office for a Human Theatre, una delle residenze del teatro di Via Pisana, dal titolo PROJECT MERCURY PERFORMANCE SERIES – PERFORMANCE N°3 idea, regia, scenografia di Filippo Andreatta, con Sara Rosa Losilla, Chiara Caimmi. Drammaturgia di Filippo Andreatta e Charles Adrian Gillott. Sara e Chiara ( le due attrici Sara Rosa Losilla e Chiara Caimmi)  si allenano per diventare astronaute e affrontare quella che, a tutti gli effetti, sarà un’odissea spaziale. L’incapacità di affermarsi è latente in ogni loro gesto e parola, eppure non demordono e lottano per conquistare la loro porzione di spazio. Lo spettacolo parte da Mercury 13, il fallimentare progetto americano per mandare tredici donne nello spazio, e  indaga le conseguenze emotive di non avere l’opportunità di fare ciò che più si desidera, ciò che più ci si sente capaci e preparati di fare. In bilico tra un’illusione e un vero viaggio intergalattico, PROJECT MERCURY indaga ironicamente limiti, imbarazzi e deficienze della nostra società. Sara e Chiara si allenano quindi per diventare astronaute e affrontare quella che, a tutti gli effetti, sarà un’odissea spaziale. L’incapacità di affermarsi è latente in ogni loro gesto e parola, eppure non demordono e lottano per conquistare la loro porzione di spazio. È la loro totale assenza di cinismo a trasformare un asettico studio fotografico nello spazio siderale e a mettere lo spettacolo in bilico fra essere un’illusione e un vero viaggio intergalattico. A partire da Mercury 13, il fallimentare progetto americano per mandare tredici donne nello spazio, lo spettacolo indaga le conseguenze emotive di non avere l’opportunità di fare ciò che più si desidera, ciò che più ci si sente capaci e preparati a fare. Quest’impossibilità, simile al non poter esprimere ciò che si sente di essere, ci fa chiedere se in ambito professionale, così come nella vita, conta di più il duro lavoro, l’onestà e la compassione oppure se sia solo una questione di know-how, capacità tecniche e privilegi. Oscillando in quest’interrogativo, lo spettacolo diventa un meccanismo analogico che mette in dialogo le due aspiranti astronaute con James Bond e con la prima trans a essere stata pubblicata su Playboy. Mercury 13 fa eco a Mercury 7, il coevo programma della NASA che per primo mandò sette uomini nello spazio. Ovviamente, Mercury 13 non ottenne il successo sperato perché le potenziali astronaute, essendo donne, non potevano far parte dell’esercito americano e, di conseguenza, neanche della NASA essendo questa all’epoca una succursale militare. Nel frattempo, nel 1963, l’Unione Sovietica mandava la prima donna nello spazio; Valentina Tereshkova. Questo rappresentò sia un incommensurabile successo dell’URSS ai danni degli USA sia un’incommensurabile delusione per Jerrie Cobb, la front-woman di Mercury 13 che, nonostante avesse un monte ore di volo nettamente superiore a qualunque altro pilota maschile dell’epoca, vide sfumare il suo sogno di andare nello spazio a causa dell’origine para-militare della NASA. Il film di James Bond del 1981 dal titolo “for your eyes only / solo per i tuoi occhi”, con Roger Moore nel ruolo principale, provocò uno dei maggiori scandali mediatici del famoso sequel britannico. “News of the World”, un quotidiano inglese, pubblicò il titolo: “James Bond girl was a boy” Una delle Bond-girl era, in realtà, una trans. Lo scandalo non scalfì la virilità di James Bond ma contribuì a ridefinire il concetto della parola “sexy” visto che Tula Cossey, la prima Bond-trans, fu successivamente pubblicata su Playboy e divenne la prima a ottenere il diritto a cambiare il proprio genere sessuale sulla carta d’identità. Con Project Mercury, OHT prosegue la sua Performance Series ispirata dalla ricerca sociologica di Richard Sennett sugli scarti emotivi dovuti alla propria condizione lavorativa. Professore di Sociologia alla London School of Economics e alla New York University, studia i legami sociali nei contesti urbani, gli effetti sull’individuo della convivenza nel mondo moderno urbanizzato, le conseguenze emotive dell’eccessiva precarietà e come le persone producono, materialmente, cultura. Il professor Sennett ha insegnato a Yale, Cambridge, e al M.I.T. è consigliere personale di Barack Obama e le sue ricerche hanno influenzato molti studiosi tra cui anche Zygmunt Baumann. La sua ricerca è stata riconosciuta con l’Hegel Prize alla carriera (2006) e il Gerda Henkel Prize (2008). Fondata nel 2008, OHT sviluppa progetti al limite fra teatro e arti visive. I lavori di OHT travalicano i paradigmi tradizionali diventando uno spazio aperto e cambiando ogni volta nella forma e nel contenuto. I suoi principali collaboratori provengono da Italia, Germania, Spagna e Inghilterra. Mentre ciascun associato si dedica al proprio campo di ricerca che spazia dal teatro alla fotografia, dall’architettura alla scrittura. La serie di performance diviene un archivio in divenire di spettacoli, un catalogo dei limiti della vita quotidiana, degli imbarazzi e delle deficienze della nostra società che diventa materia teatrale attraverso un contraddistinto uso dell’ironia.

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INFO: TEATRO CANTIERE FLORIDA VIA PISANA 111/ROSSO 50143 FIRENZE

INFO E BIGLIETTERIA da lunedì a venerdì dalle 10 alle 18 tel 0557135357/ 0557130644 prenotazioni@cantiereflorida.it

Biglietti interi 15 euro, Ridotto 12 euro, Studenti 9 euro

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