“Rigoletto” e il dramma della maledizione compiuta

In scena al Teatro Comunale di Bologna dall’8 al 18 novembre 2016

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fotoAd inaugurare la stagione operistica del Comunale di Bologna è forse l’opera più famosa nel mondo di Giuseppe Verdi, il Rigoletto. Diretto da Alessio Pizzech, questo adattamento pone al centro della pièce il tema della maledizione del protagonista: esternamente attorniato dalle pareti affrescate del mantovano Palazzo Te che simboleggiano la sua perdizione e la sua mostruosità, internamente Rigoletto vive il suo personale dramma per una maledizione fattagli per ripicca dal Conte di Monterone e che avrà il potere di cambiare definitivamente tutta la sua vita. “Come gli eroi della tragedia greca”, dice Alessio Pizzech, “anche Rigoletto è vittima del suo stesso disegno e non può fare nulla per modificare la situazione. La vendetta, tanto evocata e desiderata, cade su di lui, trasformandolo nell’eroe tragico di una modernità sorprendente, assoluta. Chiuso nella sua trama Rigoletto determina le vicende che portano alla morte della sua stessa figlia”. Tutta colpa (forse) del Duca di Mantova, giovane libertino che conduce una vita dissoluta tra alcool e donne che decide di sedurre la dolce Gilda, figlia di Rigoletto, fingendosi un giovane e squattrinato studente. Il Duca di Mantova riuscirà facilmente nel suo intento poiché l’ingenua Gilda, segregata in casa dal padre come una delicata bambola, sognerà ad occhi aperti un amore liberatorio.

La Mantova del XVI secolo, magistralmente realizzata nelle scene di Davide Amadei e nei costumi di Carla Ricotti, ci racconta della nobiltà corrotta che vive di fasti e depravazioni passando le intere giornate a ubriacarsi, divertendosi nello sbeffeggiare il “buffone” di Corte Rigoletto che forte della propria deformità, la usa a suo vantaggio per guadagnarsi da vivere. Ma la ruota gira e il povero Rigoletto vedrà dapprima il rapimento di sua figlia compiersi sotto i suoi increduli occhi, e poi la morte della stessa a causa dell’amore.

Il dramma verdiano descrive con grande sapienza musicale nella direzione dell’esperto Renato Palumbo i moti d’animo che scuotono il protagonista durante tutta la vicenda, e un plauso particolare spetta al baritono Vladimir Stoyanov (in scena giorno 09, 12, 16 e 18 novembre) per la resa non solo tecnica ma anche emotiva del personaggio interpretato.

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