La cena dei cretini

Al Teatro Ghione di Roma fino all’8 gennaio 2017

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Nicola Pistoia e Paolo Triestino tornano a farci ridere con la comicità stralunata e la sorniona svagatezza cui ci hanno abituati in anni di successi teatrali.

Asseconda la loro naturale vis comica placidamente e garbatamente scanzonata questa commedia di Francis Veber, testo esemplare di raffinata comicità francese, autentico capolavoro di umorismo sottile e velato, tessuto sugli equivoci e gli imprevisti di situazioni causate da un … cretino, ma forse non troppo!

Un gruppo di amici borghesi smaniosi di divertirsi oltre i consueti canoni, il mercoledì organizza una “cena dei cretini” in cui ciascuno porta un malcapitato ritenuto stupido, sul quale scaricare i propri lazzi e concorrere al premio della serata.

L’editore Pierre Brochant, bloccato da un’imprevista lombalgia, invita in casa il presunto “cretino”, un tale François Pignon contabile al Ministero delle finanze che coltiva l’hobby dei modellini costruiti con i fiammiferi, col pretesto di trattare la pubblicazione di un libro sull’argomento.

In attesa dell’arrivo della sua vittima, Pierre viene lasciato solo dalla moglie Christine che preferisce uscire con delle fantomatiche amiche, salvo telefonargli successivamente per annunciargli che intende lasciarlo definitivamente. L’arrivo di François Pignon innesca una girandola di maldestri tentativi di assecondare i bisogni e i desideri di Pierre che si tramutano, tuttavia, in malintesi ed equivoci scaturiti da improvvide telefonate che svelano segreti imbarazzanti con intrecci amorosi insospettati, rischiando di minare la stabilità familiare del padrone di casa e di altri personaggi che man mano irrompono in casa: la giovane amante Marlene, un vecchio amico al quale Pierre aveva soffiato Christine, un collega di Pignon venuto col miraggio di effettuare un’ispezione fiscale.

La regia è firmata PISTOIATRIESTINO, garanzia della collaudata sintonia tra i due attori, partners professionali da lungo tempo.

Nicola Pistoia impersona con naturalezza e nonchalance il disincanto del “cretino” esprimendo con voce pacata e monocorde la visione semplice e lineare della vita e dei rapporti umani di François. Paolo Triestino è quasi irriconoscibile nei panni del tombeur de femmes Pierre, fisico dinoccolato e folta capigliatura da giovanotto.

Ciro Scalera, Loredana Piedimonte, Silvia Degrandi e Giorgio Gobbi sono gli altri protagonisti di una serata all’insegna di imprevisti spassosi che mineranno la solidità delle posizioni conquistate nella propria vita affettiva, costringendo ciascuno a riflettere sul tessuto relazionale di verità negate e ipocrisie.

Fulcro immobile di tanto turbinio di sensazioni e disillusioni è il “cretino”, forte delle sue stabili certezze prive di sconvenienti sovrastrutture.

Le scene di un interno borghese sono di Giulia Romanelli, i costumi di Lucrezia Farinelli, le luci di Luca Palmieri.

Questa esilarante pièce, rimasta in scena a Parigi per tre anni e divenuta un classico della commedia francese, nel 1998 è stata trasposta sullo schermo dal suo stesso autore.

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