Anagoor presenta 2 nuovi spettacoli

Il 10 gennaio al Teatro Cantiere Florida di Firenze e dal 12 al 15 gennaio al Teatro Fabbricone di Prato

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Foto di Claudia Pajewski

Lo sguardo visionario di Anagoor, uno dei gruppi dalla vocazione sperimentale e performativa emersi negli scorsi decenni, osannato da critica e pubblico, darà vita a due diversi spettacoli in due teatri dell’area metropolitana: al Cantiere Teatrale Florida presenterà Rivelazione. Sette meditazioni intorno a Giorgione e al Teatro Fabbricone di Prato Virgilio brucia.

Al Teatro Cantiere Florida, gli Anagoor saranno in scena martedì 10 gennaio, ore 21, con Rivelazione. Sette meditazioni intorno a Giorgione, una conferenza-spettacolo nella quale la narrazione dell’enigmatica esistenza del pittore di Castelfranco e l’indagine sulla sua produzione artistica sono lo strumento con cui raccontare la Venezia a cavallo tra XV e XVI secolo. Giorgione è una delle figure più enigmatiche della storia dell’arte. Cercare di metterlo a fuoco è come osservare la costellazione delle sette sorelle, le Pleiadi: riesce meglio se uno non la fissa direttamente. Così hanno fatto gli Anagoor con la complicità di Laura Curino: si è trattato di narrare Giorgione attraverso gli occhi di chi lo frequenta fin dall’infanzia e lo ha ormai sovrapposto alle immagini del quotidiano (Anagoor) e lo rivela per storie concentriche all’ospite stupefatto e preso per malia (Laura Curino). “In quei giorni di residenza e di scambio sono stata lì per insegnare loro un’arte, quella del narrare – racconta Laura Curino – Loro erano lì per insegnarmi un’artista, Giorgione, su cui stavano da tempo progettando un’opera teatrale, TEMPESTA. Anche al tempo di Giorgione l’antica bottega, il laboratorio degli artisti generava così il sapere: nel lavoro, nello studio e nello scambio”. In questa sorta di lezione d’arte, poetica, sono raccontati l’artista, il suo tempo, il respiro delle opere, il clima che le pervade. Rivelazione è dunque la condivisione sincera di una ricerca e un ponte verso altre opere, e si accompagna alla grande mostra dedicata a Giorgione nel V Centenario della scomparsa, dalla sua città natale. “Volgiamo insieme lo sguardo verso le sette stelle di una ideale costellazione Giorgione. Per ciascun astro vi proponiamo una meditazione. Silenzio, natura umana, desiderio, giustizia, fede, diluvio e tempo sono i temi che nutrono le sette contemplazioni di altrettante opere di Giorgione: la Pala, i ritratti, la Venere Dormiente, la Giuditta, i Tre Filosofi, la Tempesta, il Fregio. Alla Pala e al Fregio, le due opere conservate a Castelfranco, il compito di aprire e chiudere il cerchio di questo piccolo e prezioso firmamento”. In scena due narratori, Paola Dallan e Marco Menegoni, confezionano uno spettacolo fluido e accattivante, che riesce nel difficile compito di conciliare la lezione di storia dell’arte con le esigenze dello spettacolo. Così, le sette Meditazioni – silenzio, natura, desiderio, nemico, battaglia, diluvio e tempo – ispirate ad altrettante opere di Giorgione, proiettate sui video evocano con la forza incalzante della poesia un mondo misterico, fatto di desideri inespressi e avvisaglie del nuovo, in cui è facile, riconoscere le radici della propria storia.

Da giovedì 12 a domenica 15 gennaio (feriali ore 20.45, sabato ore 19.30, domenica ore 16.30) al Teatro Fabbricone Anagoor presenta la sua creazione sul II e VI Canto dell’Eneide di Publio Virgilio Marone, Virgilio brucia.

È uno spettacolo sull’Eneide, ma è anche uno spettacolo sulla figura di Virgilio, sulle sue ansie, sulle sue contraddizioni di uomo e di artista. È uno spettacolo su Virgilio, ma è anche uno spettacolo sulla creazione poetica in sé, e in special modo sull’inquieto rapporto tra poesia e potere. Ed è uno spettacolo sulla classicità, sul ruolo della classicità, sulle opere degli antichi che restano sempre le stesse, ma cambia la coscienza con la quale guardiamo ad esse, a seconda dei tempi e degli eventi storici”.

Poesia e potere, bellezza e violenza, memoria e consenso: Virgilio brucia affronta questi temi in una prospettiva spiazzante, entrando nel laboratorio dell’intellettuale che ha cantato l’avvento della Roma imperiale. Sulla figura di Publio Virgilio Marone infatti grava il pregiudizio di essere stato il cantore di Ottaviano Augusto che spense ogni residua speranza di ristabilire una repubblica nell’Antica Roma. Un poeta al servizio dell’ideologia imperiale, in cui Anagoor però individua delle incrinature: punto d’attacco tre libri proprio dell’ “Eneide”, quelli che Virgilio lesse ad Augusto, e dove sono narrati la violenza della distruzione di Ilio e del regno troiano, la rinuncia da parte di Enea alle sue passioni con l’abbandono di Didone sulle spiagge cartaginesi, il viaggio nell’oltretomba, cesura definitiva con il passato relegato a memoria. Così lo spettacolo diventa occasione per squadernare quel rapporto tra arte e potere, la funzione della cultura e della memoria, la guerra imperiale, la violenza e il rapporto di Virgilio, figlio di contadini mantovani, con la natura, elemento che spesso appare, in primo piano o di sfondo, sia nelle opere del poeta latino che nelle creazioni della compagnia di Castelfranco Veneto. Una identificazione di Virgilio con Enea, cadenzata sia da musiche corali eseguite dal vivo che da antichissime tradizioni europee ed extraeuropee, che racchiudono la magia di quegli aedi che per primi cantarono l’epopea di Troia e dei troiani, fino al minimalismo contemporaneo di John Tavener.

Alla base del lavoro c’è un programmatico scavo nella biografia di Virgilio che tratteggia la sua ribellione silente al potere dell’imperatore Ottaviano Augusto, di cui è ufficialmente cantore, e che delinea la sua consapevolezza e indipendenza politica: Virgilio brucia mette in luce i sottili legami tra l’affannoso esodo dei troiani dalla loro città in preda alle fiamme, i forzosi spostamenti di milioni di individui per i programmi di ripopolazione dell’impero romano, e le drammatiche ondate migratorie dei nostri anni. Mette in luce la vocazione al dominio assoluto sui popoli e sui territori da parte di Ottaviano Augusto, e l’impegno di Virgilio a cantarne le imprese militari e l’alta missione politica. Mostra come il poeta, nell’opera destinata a esaltarne la casata, ovvero l’Eneide, si fece invece cantore dei vinti, dei troiani derelitti e privati della propria casa e della propria patria, dei fuoriusciti, degli esiliati”.

Diretti da Simone Derai, gli interprei di Virgilio brucia sono Marco Menegoni, Gayanée Movsisyan, Massimiliano Briarava, Moreno Callegari, Brigita Marko, Mateja Gorjup, Paola Dallan, Aglaia Zannetti, Monica Tonietto, Artemio Tosello, Emanuela Guizzon, con la partecipazione straordinaria di Marco Cavalcoli.

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INFO: TEATRO CANTIERE FLORIDA VIA PISANA 111/ROSSO 50143 FIRENZE

INFO E BIGLIETTERIA da lunedì a venerdì dalle 10 alle 18 tel 0557135357/ 0557130644 prenotazioni@cantiereflorida.it

Biglietti interi 15 euro, Ridotto 12 euro, Studenti 9 euro

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INFO E BIGLIETTERIA TEATRO METASTASIO – TEL 0574 608501

(Orari apertura al pubblico: da martedì a sabato 9.30 – 12.30 e 16.00 – 19.00)

Biglietti da 7 a 17 euro

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