Teatro dell’Opera di Roma, “Il Pipistrello” di Petit apre il nuovo anno

L’ironia spumeggiante di Petit nel balletto tratto dall’operetta di Strauss. In scena fino all’8 gennaio 2017

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Foto di Yasuko Kageyama

Evanescente e frizzante proprio come lo champagne e perfetto per il clima delle festività: è Il Pipistrello di Roland Petit al suo debutto al Teatro dell’Opera di Roma e in scena fino all’8 gennaio proposto nell’allestimento del Teatro alla Scala di Milano fra le scene severe di Jean-Michel Wilmotte e i costumi in perfetto stile fin de siècle di Luisa Spinatelli fra pizzi, piume, velluti e smoking e l’allegra direzione del maestro David Garforth sul podio dell’Orchestra.

Non troppo celebrato o conosciuto, Il Pipistrello è un balletto vivace e brioso che coniuga tutta l’ironia di Petit con il mondo dell’operetta e del music hall immerso in ambienti borghesi, danze sfrenate da Maxim’s, voli fiabeschi senza trascurare un sottofondo di amarezza nell’accettazione della routine matrimoniale, ma che si dimostra particolarmente congeniale per le feste ed è stato molto apprezzato dal pubblico romano.

A rimontare il balletto, molto gustoso e divertente, Luigi Bonino, Direttore Artistico dei Balletti Roland Petit e supervisore alla coreografia, che interpretò il personaggio dell’amico Ulrich nella creazione originale creata da Petit per lui, Zizi Jeanmaire e Denis Ganio e su espressa richiesta, nel 1979 della Principessa Grace di Monaco di trasformare in balletto l’operetta Die Fledermaus di Johann Strauss Jr.

E così, fra triangoli amorosi sfiorati, gelosie e riconciliazioni tutto finisce per il meglio, anche se a contare non è tanto la vicenda, esilissima, del balletto, quanto il gusto della danza, l’ironia e lo humour che pervadono il tutto con festosità e una certa baldanza che finisce per travolgere e coprire (ma solo apparentemente) un carico di insoddisfazione nei confronti della routine e della quotidianità.

Il Pipistrello infatti è la storia di una coppia molto diversa: se Bella è un’avvenente e morigerata signora borghese, il marito Johann è ben poco incline al focolare domestico che ogni sera preferisce indossare ali da pipistrello (più o meno metaforicamente) e volare via. Lei chiede aiuto al fedele amico Ulrich (non insensibile al suo fascino) che la trasforma rendendola irriconoscibile, ma anche irresistibile per Johann. Lei finisce per tagliargli (e non solo metaforicamente) le ali e ricondurlo a casa mettendogli realmente le pantofole. Saranno felici davvero? Non si sa, ma di certo avranno salvato le apparenze mostrandosi come una coppia perfetta soprattutto davanti agli altri.

Ricco di humour e allegria, Il Pipistrello, con la musica di Strauss figlio e alcuni celeberrimi valzer, è uno spumeggiante divertissement all’insegna della festa in cui Petit va a coniugare al suo frizzante estro coreografico una lettura leggerissima, ma solo in apparenza e piuttosto amara dell’operetta lasciando intuire la dinamica delle relazioni di coppia (spesso legate solo all’apparenza, vedi il ballo finale).

Fra impeccabile equilibrio fra tecnica classica, passi da musical-hall (applauditissima la scena da Chez Maxim’s) e interpretazione dell’insegna dello humour, il balletto si consuma velocemente seguendo le vicissitudini del trio di personaggi ricchi di sfumature, la delicata ed eterea Rebecca Bianchi-Bella che da madre borghese si trasforma in misteriosa e seducente sconosciuta in striminziti corsetti, l’elegante e volatile Johann dell’ospite Friedemann Vogel (al debutto nel ruolo), l’effervescente e ironico Ulrich di Marco Marangio (che si alterna con Antonello Mastrangelo) coadiuvati dall’entusiasmo degli interpreti del Corpo di Ballo del Teatro dell’Opera.

Ancora 5 repliche previste (giovedì 5 gennaio ore 20.00; venerdì 6 gennaio ore 16.30; sabato 7 gennaio ore 15.00; sabato 7 gennaio ore 20.00; domenica 8 gennaio ore 16.30) e poi in tournée (la prima della direzione di Eleonora Abbagnato come direttrice del Corpo di Ballo del Teatro dell’Opera di Roma) al Théâtre des Champs-Élysées di Parigi dal 13 al 15 gennaio.

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