Intervista a Dorothée Gilbert

Intervista a cura di Caterina Baronti

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Un cortometraggio dai colori palladi, in cui il rosa tenue del suo tutù si confonde con il grigio dei tetti di Parigi, vista dalla sua Opera, la presenta. Una visione dall’alto a cui è abituata Dorothée Gilbert che si esibisce ormai da molti anni nei più prestigiosi teatri del mondo. A soli 7 anni, dopo aver visto “Giselle” con la madre decise di avvicinarsi, per farne carriera, al mondo della danza e così si iscrisse al conservatorio di Tolosa in cui mosse, letteralmente, i primi passi. Ma abituata <<a fare tutto e male>> – come lei stessa dice – provò a spostarsi nella fredda Parigi per entrare nel corpo di ballo del Teatro dell’Opera, che però le chiuse il sipario. Senza scoraggiarsi – <<non mi vogliono? Dimostrerò loro il contrario>> – riuscì ad entrarvi a 17anni e da ballerina di fila, come in un climax ascendente, è diventata étoile a soli 24 anni.

E questo 25 Febbraio 2017 non la vediamo né su tetti parigini, né su palchi internazionali ma proprio davanti a noi come ospite speciale di “Danza in Fiera”, l’evento più atteso per il mondo del ballo, tenutosi dal 23 al 26 Febbraio alla Fortezza da Basso di Firenze.

Arriva facendosi spazio fra tante crocchie colorate, con la mano in tasca e senza trucco. È vestita da ballerina, con i pantaloni larghi e una maglietta XXL buttata sopra che le scopre una spalla. Naturalmente ha anche lei i capelli raccolti in due trecce che le lasciano scoperto il viso, un viso scarno, magro ma che con un bellissimo sorriso, non uno di quelli finti, emana luce, serenità, ma soprattutto regala gioia alle piccole ammiratrici che si sussurrano all’orecchio <<mi ha guardata>>, come se lei non fosse umana, come se fosse un’entità superiore. Ma anche io ho avuto la stessa sensazione, infatti ho iniziato così:

Lei ha studiato ed è entrata giovanissima nel corpo di ballo de l’Opéra de Paris, che nel mondo della danza è un po’ come entrare nell’Olimpo, che rapporto c’è fra voi dèi?

Penso che la danza sia un’arte “spirituale”. Ci sono dei momenti durante gli spettacoli dove il tempo è sospeso, come se fossimo tra cielo e terra. In questo la danza si avvicina all’Universo di Dio. Ma quando ero piccola vedevo le étoiles come delle donne perfette, la mattina dopo che lo sono stata nominata anche io, mi sono guardata allo specchio e mi sono vista uguale a prima, con gli stessi difetti. È lo sguardo degli altri che cambia.

Come tutti, ma tornando a quando era una ragazzina, avrà avuto degli idoli. È riuscita a conoscerne qualcuno, e perché no, a ballarci insieme?

Sì, lo sono stati Manuel Legris e Nicolas Leriche e ho avuto anche l’occasione di poter danzare con loro.  

È contenta di chi è, oppure anche lei rincorre qualcosa che non ha? Non parlo soltanto della carriera.

Certo che son felice di essere stata nominata étoile, era il mio sogno da piccola, ma sono un’eterna insoddisfatta. Pretendo da me stessa sempre di più. Vorrei approfondire ulteriormente ancora molti ruoli, ma anche viaggiare o recitare in qualche film, ho ancora un sacco di sogni da realizzare!

A proposito di film, in questo periodo si sta parlando molto di “La La Land”, il nuovo musical di Damien Chazelle. Fra le sue arti quindi non c’è sola la danza, ma cosa ne pensa dei musical in particolare?

Amo molto la commedia musical e adoro i film di Fred Astaire, sono una fonte inesauribile di ispirazione. In seguito a una frattura da stress al piede dovetti rimanere ferma per 6 mesi e pensai di dover smettere con la danza, così pensai alla recitazione. Mi piace interpretare i personaggi e spero di realizzare in un futuro anche un cortometraggio con mio marito.

E oltre al dolore fisico esiste anche quello derivato dalle critiche e dalle invidie, come le ha gestite da adolescente?

Sono stata fortunata perché a Parigi come me si sono traferiti anche i miei genitori e quindi la sera tornavo a casa, c’era una separazione fra me e le mie compagne che invece condividevano appartamenti e palco insieme.

E a proposito di palco, è scaramantica o superstiziosa? Non che l’una escluda l’altra…

Non sono superstiziosa, ho un semplice rituale di preparazione prima dello spettacolo: mangio, dormo, mi trucco, mi pettino i capelli, mi riscaldo e mi vesto…solo che è sempre nello stesso ordine!

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