La magia degli anni ’70 rivive ne “La febbre del sabato sera”

Andato in scena al Teatro Europauditorium di Bologna

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Quale migliore occasione del quarantesimo anniversario dell’uscita del film cult La febbre del sabato sera, datato 1977, per riportare in scena il mondo della disco music di Tony Manero?

Il Teatro Nuovo di Milano produce una nuova versione italiana del celebre musical, diretto da Claudio Insegno.

Punto forte di questa produzione è sicuramente la musica suonata interamente dal vivo dalla band di otto elementi diretta da Massimo Carrieri. Protagonista anche sulla scena attraverso un grande juke-box, la musica la fa da padrona attraverso i successi in voga all’epoca, interpretati e cantati da Giovanna D’Angi e Gianluca Sticotti, relegati a ruoli secondari ma di fatto le voci migliori del cast. Le vicende del giovane e sensuale Tony Manero che cerca la fortuna ballando sono narrate con la lentezza di una regia fin troppo superficiale che fa leva sulle origini italiane del protagonista per strappare la risata dettata dall’uso del dialetto da parte degli attori che interpretano i genitori. Altro punto debole di questa produzione è il taglio cinematografico che il regista ha voluto dare alle scene, dominate per lo più da un led wall che proietta di volta in volta le ambientazioni, per lo più poco credibili.

Decisamente più interessanti i quadri scenici ambientati nella stratosferica Odissey 2001, la discoteca dove Tony si esibisce insieme all’ensemble in coreografie di Valeriano Longoni sulle note di canzoni che sono passate alla storia, coinvolgenti per il pubblico di ogni età come: Stayin’ alive, You should be dancing, Disco inferno, Night fever e ancora If I can’t have you o Tragedy.

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