Souper

Dal 21 al 23 febbraio al Teatro Menotti, Milano

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Foto di Simone di Luca

produzione Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia

prima milanese

di Ferenc Molnar
traduzione Ada Salvatore
adattamento e regia Fausto Paravidino
scene Laura Benzi
costumi Sandra Cardini

con Filippo Borghi, Adriano Braidotti, Ester Galazzi, Andrea Germani, Lara Komar, Riccardo Maranzana, Francesco Migliaccio, Maria Grazia Plos e Federica De Benedittis

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Si alza il sipario del Teatro Menotti dal 21 al 23 febbraio per il festival Talkin’ Menotti con Souper, gustosa e attuale commedia scritta da Federec Molnàr nel 1930, di cui Fausto Paravidino, che ha curato l’adattamento e la regia, sottolinea l’incisività e l’ironia, dirigendo la Compagnia del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia.

Un direttore di banca, il giorno del suo Compleanno, invita gli amici a cena. È un anniversario speciale per lui: giunto all’apice della carriera, vuole condividere questo momento con le persone che più gli sono vicine, con le quali ha condiviso tanti momenti importanti. Prepara anche un discorso per ringraziare tutti, ma, proprio mentre lo legge, il maggiordomo comunica che alla porta c’è un uomo: un ispettore di polizia venuto proprio per lui, per il direttore… scompiglio tra i convitati; qualche domanda, qualche sguardo, e tutto all’ improvviso cambia di prospettiva: le persone radunate attorno a quella tavola sono ancora gli amici che qualche istante prima brindavano e ridevano? Tutto il sostegno avuto nel costruire questa luminosa carriera è sempre avvenuto alla luce del sole e nella piena legalità?

Con una capacità straordinaria nel costruire dialoghi che, attraverso la massima levità, in un momento spalancano davanti agli occhi dello spettatore mondi ben più grevi, l’incantevole autore de I ragazzi della Via Pàl dipinge una società della quale la corruzione sembra il tratto essenziale: che non lascia scoperta alcune ruota dell’ingranaggio, perfettamente oliato, entro cui la Classe Dominante si muove. Un mondo lontano dal nostro? A vedere le reazioni dei singoli personaggi ai vari coups de scène che si susseguono nella serata, non sembrerebbe proprio; la casta, gli interessi, i tradimenti, i regali, i ricatti, il gioco degli amanti e degli affari non sono affatto così lontani nel tempo e anzi, ti chiedi: ma davvero l’ha scritto Molnàr nel 1930?! Fausto Paravidino dirige la Compagnia del Teatro Stabile in questa gustosa e attuale commedia, sottolineando l’incisività e l’ironia di Molnàr.

L’attualità è nel testo e non credo che vada particolarmente forzata – commenta infatti il regista – perché l’attualità vera a teatro annoia… Invece è più divertente trovare l’attualità nei testi scritti tanto tempo fa: si fa il percorso inverso. Si guarda la nostra attualità del momento e si scopre che non è attualità per niente, che più o meno siamo fatti sempre così! L’effetto che si ottiene è di perdere quella specie di presunzione per cui crediamo di essere speciali… Ad esempio siamo – giustamente – così sconvolti dalla nostra corruzione, che sembra sia stata inventata adesso. E invece c’è una notizia più cattiva: che i meccanismi della nostra corruzione sono così antichi che ci si scrivevano sopra commedie nel primo Novecento facendoci grandi sghignazzate. Ecco la vera componente d’attualità. Mi sembra fra l’altro che, disgraziatamente, questi personaggi di Molnàr siano dentro meccanismi di corruzione “legale”, sembrano autopercepirsi come brave persone, non hanno il gusto di sentirsi dei gangster! Chi ci ricordano? L’operazione che ho fatto è di cercare di permettere a questo testo di parlarci, senza attualizzarlo… I personaggi non si danno più del “voi” ma del “lei”: il resto è rimasto Molnàr.

Fausto Paravidino

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Ferenc Molnàr

Nato nel 1878 a Budapest;1895: studente di diritto a Ginevra; 1904: giornalista e scrittore noto; 1914: commediografo ancora più noto; 1930: vorrei ancora essere studente a Ginevra… poco prima di morire nel, 1952, Ferenc Molnàr sintetizzava così la propria vita: poche righe che danno già prova della sua abilità di scrittore, del suo houmour venato di scetticismo, ma anche del suo giocoso attaccamento alla vita. Accenti che connotano la sua ampia ed eclettica opera letteraria, che comprende romanzi, novelle, commedie, articoli giornalistici. Ungherese, Molnàr appartiene giovanissimo all’ambiente bohemiènne del Caffè New York, nel cuore della capitale, ed esordisce sostituendo una propria novella ad una scritta da Anatole France, di cui avrebbe dovuto curare la traduzione per un giornale. Fu un successo e da lì iniziò la sua parabola di autore. Fra i suoi lavori più noti, I ragazzi della via Pàl del 1906, in cui racconta lo scontro tra due bande di adolescenti, preceduto da La città affamata e dal racconto Danubio blu.

Ma probabilmente nel teatro esprime appieno la propria capacità inventiva, l’abilità di creare scene e dialoghi raffinati, brillanti, ironici, talvolta lievemente malinconici. Tra i suoi titoli, ricordiamo almeno Liliom del 1909. Nei suoi lavori raffigura il mondo con spirito critico riservando una certa simpatia per i farabutti, pur partecipando sinceramente per chi subisce ingiustizie sociali.

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TALKIN’ MENOTTI

BIGLIETTERIA

TEATRO MENOTTI

Via Ciro Menotti 11, Milano – Tel. 02 36592544 – biglietteria@tieffeteatro.it

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ORARI BIGLIETTERIA

lunedì e mercoledì 15.00 | 18.00

martedì, giovedì, venerdì 15.00 | 19.00

sabato 15.30 | 19.00

domenica 15.00 | 17.00 solo per la vendita della replica pomeridiana

Acquisti online

con carta di credito su www.teatromenotti.org

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ORARI SPETTACOLI

feriali ore 20.30

mercoledì ore 19.30 (escluso le prime)

domenica ore 16.30

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