Auditorium Conciliazione, il successo di “Les Étoiles” a Roma

Nove stelle internazionali della danza nell’atteso galà di Daniele Cipriani. Vladimir Shklyarov la stella a sorpresa della serata

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Foto di Carlos Quezada

Nove stelle internazionali, virtuosismi, classe e talento: tutto questo è Les Étoiles, il gala di danza internazionale andato in scena il 18 e il 19 marzo presso l’Auditorium della Conciliazione di Roma quasi interamente esaurito: facile capire perché.

Le stelle della danza internazionale reclutate da Daniele Cipriani, ideatore e direttore artistico di Les Étoiles e della Rassegna Tersicore, vanno da New York alla Russia e sono autentici fuoriclasse, danzatori magnifici non solo sotto il profilo artistico e tecnico, ma anche sotto il profilo interpretativo. Ed è ciò che contribuisce a fare la differenza con tutti gli altri galà di danza.

Merito anche della sapiente alternanza del repertorio che pesca, alternando, fra il classico (mai scontato) e il contemporaneo mettendo in luce ogni corda interpretativa dei ballerini, artisti a tutto tondo con personalità che prendono vita sul palco fra virtuosismi mai gratuiti o passi che sembrano quasi sfidare la forza di gravità. Sarà anche per questo che la formula del galà, frammentata e generalmente senza continuità narrativa, acquista forza e autonomia piena in mano alle coppie di danzatori che si susseguono l’uno dopo l’altro.

Fra le stelle annunciate è arrivata anche la sorpresa dell’ultimo momento, la stella a sorpresa Vladimir Shklyarov, dal Teatro Mariinsky di San Pietroburgo. Principesco nei gesti, flessuoso nell’eleganza si è esibito in Ballet 101, pezzo di virtuosismo tecnico di Eric Gauthier, esaltato dalle capacità interpretative ironiche del ballerino russo, una delizia per gli occhi che è tornato a indossare i panni del principe Siegried nel passo a due del Cigno nero del Lago dei cigni rinnovando insieme a Odile – Liudmila Kolonalova un passo celeberrimo esaltato dalla grande complicità della coppia. È stata proprio la raffinata Konovalova, prima ballerina con il Wiener Staatsballett ad aprire il gala con la classicità del Pas de deux classique di Victor Gsovsky su musica Aube accanto al “collega” Davide Dato, il ballerino italiano che ha debuttato in Les Étoiles, lanciatissimo anche al cinema e nella moda.

Oltre che nel pezzo classico Dato si è esibito in un lungo, intenso assolo moderno, Labyrinth of Solitude di Patrick de Bana su musica di Tomaso Antonio Vitali in una coreografia che ha offerto al pubblico la possibilità di ammirare e conoscere uno dei talenti italiani all’estero.

Nutrito e particolarmente atteso il contingente russo della serata con la coppia annunciata e formata da Ivan Vasiliev e Maria Vinogradova in forza al Bolshoi di Mosca, neosposi nella vita, che si sono esibiti nel trascinante passo a due di Spartacus, scelta per festeggiare i 90 anni del grande coreografo russo Yuri Grigorovich: salti incredibili, gesti ampi e virtuosi, quasi regali che contrastano con la muscolatura possente, Vasiliev si è esibito accanto alla luminosa Maria Vinogradova, linee flessuose ed eleganti. Da applauso non solo nello struggente passo a due di Spartacus, ma superbi anche nelle linee eleganti e superlativi nel Diana e Atteone della Vaganova su musica Riccardo Drigo.

Torna tutta la classe del New York City Ballet con Tiler Peck, Amar Ramasar e lo spagnolo Gonzalo Garcia. Impeccabile il Tschaikovsky Pas de Deux di George Balanchine cui segue un tocco di novità con l’essenziale passo a due di Christopher Wheeldon, This Bitter Earth (remix di Max Richter) con la classe dei principal del New York City Ballet, Tiler Peck e Amar Ramasar inguainati in sofisticati Valentino Garavani, costumi che lo stilista aveva creato nel 2012 per il New York City Ballet.

Tocco di novità e di classico inaspettato per un’altra bellissima coppia, la spagnola, Lucia Lacarra e l’albanese Marlon Dino del Teatro dell’Opera di Monaco di Baviera: lei eterea e fragilissima ne La Dama delle Camelie dello statunitense Val Caniparoli su musica di Chopin in prima italiana (a quando tutto il balletto?) e per Spiral Pass di Russell Maliphant, passo a due contemporaneo, lotta fra uomo e donna.

Applausi e standing ovation anche le défilé finale e se cercate la qualità e un galà di altissimo prestigio, allora aspettate il prossimo gala di Daniele Cipriani che nel dicembre 2015 aveva portato a Roma la Zacharova nello spettacolo dell’anno.

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