Le diverse vite d’artista

Il maestro Gatti si congeda da Milano dirigendo la Filarmonica della Scala

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Foto di Luca Piva

Lunedì 10 Aprile, Teatro alla Scala

J. Strauss | Kunstlerleben

P. Hindemith | Mathis der Maler

H. Berlioz | Symphonie fantastique

direttore | Daniele Gatti

Orchestra Filarmonica della Scala

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Daniele Gatti, dopo l’esecuzione dei Maestri Cantori di Norimberga, si congeda da Milano con un ultimo appuntamento con la Filarmonica della Scala.

Un concerto programmatico sulla vita d’artista in tre diverse sfaccettature storico-musicali.

Il musicista grazie alla sua arte si rappresenta e più di altri ci mostra i suoi dissidi (amorosi, politici o societari) con il mondo e il suo tentativo di far pace con esso.

Tentativo che dovremmo far nostro in questi periodi di incertezza.

Una esecuzione impeccabile. Sia nei ritmi straussiani, sia nel classicismo nascosto e camuffato di Hindemith e ancora negli slanci impetuosi della Sinfonia fantastica.

Il tutto contraddistinto da una precisione esecutiva che sta caratterizzando l’orchestra della Scala dal concerto di Chung dello scorso mese.

Catalizzatore della serata il brano di Berlioz.

Emozionante, appassionante ed incalzante.

Ogni sezione ed ogni strumento sono curati nelle dinamiche e nelle intenzioni e così il flusso del racconto cattura e porta il pubblico lì dove il compositore voleva.

L’interpretazione di Gatti è quanto di più vicino si possa ottenere dalla partitura e non è un caso che sia lo stesso brano che abbia segnato il suo esordio come direttore principale del Concertgebouw di Amsterdam.

Una vera fortuna per i presenti.

Un dispiacere che il concerto non fosse registrato.

Una tirata d’orecchi se la merita il pubblico meneghino accorso.

Non si tratta di cellulari che squillano durante la rappresentazione (può capitare a tutti di dimenticarsene, magari meno a chi è un habitué), men che meno ai colpi di tosse o ai bisbigli, nonostante siano le principali cause di occhiatacce da parte del pubblico stesso, ma sentire ancora persone lamentarsi dell’esecuzione di brani moderni o sopportare buone porzioni di pubblico applaudire nel mezzo dei brani (in ben due occasioni), sono da reputarsi azioni inadeguate a un teatro di tale importanza e carisma nella scena italiana e internazionale.

Prossimi appuntamenti della stagione della Filarmonica, a maggio, con Peter Eotvos (8 maggio) e Daniel Harding con la Swedish Radio Symphony Orchestra (15 maggio).

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