Musica Maestro! Federico Colli e Alejo Pérez in concerto

Andato in scena al Teatro Verdi di Firenze

0
170
Condividi TeatriOnline sui Social Network

Nel 2014, dalla rivista International Piano, venne definito come <<uno dei 30 pianisti sotto i 30 anni che domineranno le scene internazionali negli anni a venire>>, sotto i 30 anni perché è nato nel 1988 e dunque, a soli 29 anni, ha già fatto parlare di sé.

Bresciano d’origine, Federico Colli, ha iniziato a muovere le dita sul pianoforte del Conservatorio di Milano da cui però si è allontanato molto, non per tecnica e conoscenze, ma proprio perché le ha portate in tutto il mondo, in sale concertistiche come il Musikverein e la Konzerthaus di Vienna e di Berlino, la Beethovenhalle di Bonn o ancora, la Queen Elizabeth Hall di Londra. Fra i direttori d’orchestra con cui ha collaborato ricordiamo Gergiev, Temirkanov, Kofman e molti alti, ma l’ultimo con il quale lo abbiamo visto salire sul palco, del Teatro Verdi di Firenze questo 04/04/2017, è Alejo Pérez.

A tempo di bacchetta del direttore Perez, l’orchestra ha iniziato con il Concert Romanesc di Ligeti, continuando poi con il Concerto n.3 di Beethoven per (il) pianoforte del Maestro Colli, terminando con la Sinfonia n.3 dell’Eroica, celebre per essere stata dedicata dal musicista a Napoleone.

In sala molti ragazzi, pronti ad applaudire soprattutto dopo il bis del loro coetaneo, ma c’è stata anche qualche malelingua, un po’ più attempata, che non ha gradito, ecco qua la prima domanda:

Lei ci ha regalato un bis, il quale però non è stato apprezzato unanimemente. Le chiedo, dunque, il motivo per cui un pianista invece dovrebbe concederlo al suo pubblico ma senza essere considerato arrogante.

Sinceramente non mi è parso di percepire un non apprezzamento da parte del pubblico: le ovazioni dopo l’ultimo accordo sembravano da stadio più che da teatro!  Ho introdotto il bis con alcune poche parole: “stasera mi sento molto felice, e vorrei divertirmi insieme a voi!”. Qualsiasi manifestazione genuina di una genuina emozione non può essere letta, se letta in buona fede, come atto di arroganza. Musica non solo è devozione all’Assoluto, rispetto, ricerca della verità, illuminazione della bellezza, crescita e rinascita, abisso e preghiera. Musica, alle volte, può essere anche divertimento. Se fatto con qualità ed eleganza, anche il divertimento può essere artistico. Haydn ci ha insegnato qualcosa al riguardo! L’arroganza è una categoria che né all’Arte, nè agli artisti genuini (quindi devoti all’Assoluto) appartiene. E per fortuna!

E a proposito di pubblico, lei ha il nome in cartellone e riempie le platee, dove in buona parte di esse vi sono molti giovani come lei, se lo sarebbe mai aspettato? O pensava di suonare soltanto per spettatori più adulti?

E’ sempre bello e stimolante vedere giovani nel pubblico, sintomo di curiosità e desiderio di bellezza. Con giusti percorsi di introduzione alla bellezza, sono convinto che l’affluenza dei giovani a teatro possa diventare una un’insperata rarità, bensì una meravigliosa normalità.

E oltre alla musica classica, cosa c’è nella sua playlist?

Sembra paradossale, ma la verità è che non ascolto musica! I momenti di raccoglimento dalla musica, la mia attività, vengono riempiti dalla musica del silenzio: per chi la sa apprezzare, si dimostra essere un’alcova di riconciliazione e purificazione.

Un’altra nota dolce, se sempre di musica vogliamo parlare, è stato l’incontro del Maestro con i ragazzi dell’abbonamento a #TeatroBellaStoria, ai quale ha anche firmato il programma di sala.

I presupposti per una grande carriera ci sono tutti, speriamo solo che continui così e non si monti la testa!

LEAVE A REPLY