Attori all’arresto domiciliare

Tre interpreti eccezionali chiusi in una stanza bastano per fare dell'ottimo teatro

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Vendesi appartamento signorile con vista eccezionale, ottima metratura, parzialmente da ristrutturare; prezzo conveniente, commisurato a un unico inconveniente, l’ostinata presenza dell’anziana proprietaria, intenzionata a restare nella casa dopo la vendita.

Dal 5 al 7 maggio il Teatro Gioiello di Torino ospita 100m2, divertente commedia tradotta dall’originale di Juan Carlos Rubio da Pino Tierno e Valentina Martino Ghiglia. A calcare un palcoscenico con una metratura certamente più ridotta di quella dell’appartamento che rappresenta, l’istrionica bravura di un Emiliano Reggente, l’asciutta e precisa interpretazione di Giorgia Wurth, l’eccezionale (in ogni senso) partecipazione di Sandra Milo.

Sulla carta, i nomi del cast basterebbero ad assicurare la riuscita scenica; non stupisce, quindi, che portata sul vivo del palcoscenico la commedia riesca a intrattenere, divertire e commuovere. L’indubbio merito del regista Siddhartha Prestinari, dello scenografo Mauro Paradiso e del tecnico luci Pietro Petronelli, il cui lavoro congiunto contribuisce notevolmente alla riuscita della rappresentazione, non toglie agli attori il dovuto riconoscimento per il perfetto funzionamento del meccanismo comico: dapprima la tensione viene giocata sull’incontro/scontro tra il maldestro agente immobiliare interpretato da Reggente, esibendosi in artifici gestuali e linguistici che bastano da soli a divertire il pubblico, e la rigida e indifferente Wurth, interpretando la scettica Sara che nonostante le perplessità sulla casa in vendita ha fin da subito ogni intenzione di concludere l’affare.

Con l’ingresso in scena della proprietaria, la signora Dora Martini interpretata da Sandra Milo, la commedia entra nel vivo, sostituendo alle dinamiche di una coppia di personaggi che divertono per il diverso approccio alla scena una comicità basata sul più sottile rapporto tra l’arrivista Sara e quel vivo “inconveniente”, unico neo di un’occasione d’acquisto altrimenti irrinunciabile: nonostante in diversi momenti la dirompenza di Milo regga la scena in totale autonomia, è proprio il personaggio di Wurth a incarnare il perno della comicità.

Sara è come un’ignara Alice piombata nelle stranezze di un appartamento che molto presto, nonostante la metratura, comincia a starle stretto: lo scambio tra le due donne, rinchiuse nella relativa cattività dell’appartamento, si consuma attraverso le reciproche antipatie, le intese passeggere, le solidali confessioni che riusciranno a colmare una solitudine da entrambe condivisa e ingigantita dall’estensione dei 100 m2.

Come una comparsa o uno spettatore ulteriore, il mutevole ruolo di Reggente acquisisce un valore marginale, passando il suo personaggio dal fare le veci dell’agente immobiliare a guidare l’ambulanza che soccorre Dora quando viene colta da un malore, assistendo dall’esterno all’evolvere della relazione tra le protagoniste, destinata nel finale a un completo sconvolgimento. Nel ristretto spazio che sono costrette a condividere, Dora e Sara giungono a confondere e infine ribaltare i ruoli che l’età anagrafica e l’effettiva proprietà della casa avevano arbitrariamente stabilito fin dall’inizio – donna/bambina, madre/figlia? – fino all’inaspettato convergere dei loro destini.

La svolta drammatica del testo di Rubio nasconde una morale piuttosto netta: chiunque, in condizioni di convivenza con persone o personaggi, è socialmente costretto a confrontarsi e rispecchiarsi in essi. Una lezione che il teatro impartisce da molti secoli, e che non ci si sarebbe aspettati da una commedia assolutamente gradevole, a misura del grande valore di un testo simile.

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100m2

Traduzione dell’originale di Juan Carlos Rubio di Pino Tierno e Valentina Martino Ghiglia

Regia di Siddhartha Prestinari

Con Sandra Milo, Giorgia Wurth ed Emiliano Reggente

Scenografia Mauro Paradiso

Luci Pietro Petronelli

Produzione Menti Associate e Papik

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