Bill Viola, Rinascimento e ritorno elettronico

La mostra è in programma fino al 23 luglio 2017 a Palazzo Strozzi, Firenze

0
134
Condividi TeatriOnline sui Social Network

Per fortuna c’è Palazzo Strozzi che pensa a portare in questa nostra città, ancora impolverata dalla finissima coltre di marmo del Brunelleschi, qualche mostra d’arte contemporanea, non tanto perché essa debba piacere ai gusti raffinati, o intorpiditi, dei fiorentini, quanto, appunto, essa li desti da una assuefazione passiva a ciò che è rinascimentale.

Ed ecco che dal 10 Marzo fino al 23 Luglio, (ri)torna a Firenze Bill Viola, dopo 47 anni di assenza perché fu direttore tecnico di art/tapes/22, ma questa volta attraverso ramificazione di sé, le sue opere. Entra nel cuore della città, e prova ad entrare nel cuore dei fiorentini con la sua mostra “Rinascimento elettronico”, in cui l’antico si mescola al contemporaneo.

La prima installazione è The Crossing – La Traversata, un video di 10’57’’ in cui un uomo, in una lunghissima camminata dal buio alla luce, giunge e s’incendia davanti allo spettatore per mezzo di una fiammella, che l’artista descrive votiva. Ma se inizialmente, il primo sentimento può essere di disappunto, un disappunto soprattutto scaturito da interrogativi senza risposta, quando lo spettatore si deciderà a camminare, ad (a)traversare la stanza per scoprire la prossima opera, sarà un sentimento di stupore quello che si tingerà sulla faccia, perché infatti, proprio dietro al primo pannello, in contemporanea viene proiettato un altro video in cui al posto del fuoco si trova una cascata irruenta d’acqua.

I rumori, in tutta l’esposizione sovrastano l’immagine, dando a chi guarda ma soprattutto ascolta anche un senso d’angoscia. Questo è quello che si prova nell’esperienza del confronto fra La Visitazione di Pontormo, il cui quadro originale è stato gentilmente prestato, e The Greeting. Le tre donne, una in meno rispetto all’originale, che si salutano sembrano inscenare una situazione di serenità e felicità, data anche dal fatto che due di esse sono incinta, ma il suono pesante, lo sfondo scuro, l’ambientazione industriale e lo sguardo invidioso e sinistro della terza donna, rendono il video, anch’esso di 10’22’’, angoscioso.

Così all’esplorazione curiosa dello spettatore delle sale che ospitano le opere, si aggiunge l’esplorazione ossessiva dell’artista per le esperienze umane universali, come lo sviluppo della coscienza dell’uomo, l’oscillazione fra la vita e la morte, il tempo, o la rinascita.

Più che una rinascita, Viola, lo ha chiamato Nascita Capovolta – Inverted Birth quel pannello in cui un uomo in piedi viene investito dall’alto da un liquido prima scuro, poi rosso e infine bianco, ma la fine è l’inizio. Esso rappresenterebbe la vita umana e il suo ciclo, che sappiamo, inarrestabile.

Di spicco anche The Deluge – Il Diluvio, confrontato con quello di Paolo Uccello, il dinamico contro lo statico. Dinamico nonostante i suoi 34’30’’ in cui persone, che potremmo essere tutti noi, camminano su un marciapiede ma pur sempre per la propria strada. Si incontrano, poche volte interagiscono, tutti indaffarati, come se fosse una specchio della nostra società, ma da un ritmo apparentemente lento, tutto si affretta fino a giungere all’apice della velocità con un’eruzione d’acqua da porte e finestre della casa che fa da sfondo.

Una mostra molto difficile da capire, da osservare, da farsi piacere, ma che però fa riflettere. Sentimenti contrastanti ci sorprendono davanti a quei minuti che passano, che passerebbero comunque, come la vita che ci scorre addosso. L’arte qua non è più banalmente etichettabile come bella o brutta, non è più universale. Universali sono le situazioni che vengono riportate, ma i sentimenti che nascono sono personali, le interpretazioni sono infinite e non ce n’è una che sia più giusta d’un’altra.

Così, ai fiorentini non piacerà ma speriamo già il solo disappunto metterà in moto il loro pensiero.

LEAVE A REPLY