Festival “Prova a sollevarti dal suolo” (6° edizione)

Dal 24 giugno al 9 novembre a Milano

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Parte il 24 giugno la 6^ edizione del Festival “Prova a sollevarti dal suolo”, articolato tra il Teatro della Casa di Reclusione Milano Opera e lo spazio IN Opera Liquida al Parco Idroscalo ingresso Punta dell’est, dove per l’occasione verrà inaugurata la Biblioteca Liquida, per un servizio di prestito di libri e DVD ai fruitori del Parco.
Apre il Festival una raffinata fiaba per adulti e bambini, “Il lupo e i sette capretti”, de La Casa delle storie, per le famiglie dei detenuti dell’Associazione Bambinisenzasbarre e tutti coloro che vorranno giocare con noi. La stagione estiva in Idroscalo riprende la nostra indagine sull’universo femminile con “Nonostante voi. Storie di donne coraggio”, lo spettacolo reportage di Livia Grossi e prosegue con il nostro “Undicesimo comandamento: uccidi chi non ti ama” che vedrà in scena la compagnia di detenuti ed ex detenuti, residente. A settembre la compagnia e.s.t.i.a. del carcere di Bollate porta in scena una drammaturgia collettiva che indaga il bullismo, la fragilità umana e le sue trasformazioni. Anche “La mula”, di Rossella Raimondi, ci è parsa un’indagine profonda, ironica, tutta al femminile, di un universo che è molto presente, seppur taciuto, quello delle donne madri sacrificanti e sacrificabili.
In quell’amplificatore emotivo che è il teatro del carcere, il festival prosegue all’insegna delle risate, per pensare, condividere un momento culturale, affrontare temi e miserie umane, insieme alla popolazione detenuta, nella leggerezza dell’ironico sentire. Allora ecco il Recital di Ale e Franz, David Anzalone con il suo “Targato H”, il Recital di Max Pisu e la chiusura dell’esilarante regia di Rita Pelusio con “L’ultima cena – 3 Chefs Trio Comedy Clown”.
Opera Liquida, che incontra ogni giorno gli uomini reclusi nel carcere di Opera, con i quali lavora anche presso lo spazio in Idroscalo e agisce, attraverso la prassi teatrale, in assenza di giudizio, vuole con questo Festival affermare un manifesto che ha a che fare con il profondo valore dell’essere umano, anche se ristretto o in fase di reinserimento.

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