La fabbrica della bellezza – La manifattura Ginori e il suo popolo di statue

La mostra si trova presso il Museo Nazionale del Bargello di Firenze fino al 1° ottobre 2017

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Nata a Doccia di Sesto Fiorentino, ha imbandito i più ricchi banchetti di nobili signori del 1700, e nel 2017 è giunta per essere ammirata da tutti al Museo Nazionale del Bargello.

È la mostra de “La fabbrica della bellezza – la Manifattura Ginori e il suo popolo di statue”, a cura di Tommaso Montanari e Dimitrios Zikos, che espone pezzi unici e di unica raffinatezza. Le porcellane Ginori sono un classico, e come i classici, non passano mai; le sue radici, o per meglio dire, le forme negative in gesso risalgono al 1737, in cui il lungisaettante Carlo Ginori capì e mise in pratica il metodo perfetto per realizzare una bianca e limpida porcellana, arrivata fino a noi.

Fino al 1 Ottobre 2017 sarà possibile ammirare la “Venere e Mercurio”, statue, a opera di Massimiliano Soldani Benzi, che si tramanda fossero le più ammirate fra le collezioni medicee, forse perché nessun’altra manifattura del tempo aveva prodotto statue di questa dimensione, quasi grandezze naturali, forse per la grande maestria messa alla prova dalle difficoltà tecniche della fusione, i cui punti di congiunzione della testa e degli arti sono nascosti dalle molli vesti che le statue si cingono, attorno al morbido corpo.

Ma si può anche passeggiare attorno al “Tempietto Ginori”, per non perdere nemmeno uno dei molteplici e significativi particolari <<dedicato alle glorie della Toscana>>, come venne definito al tempo. Frammento di storia, metafora dell’ascesa e declino della famiglia Medici. Già incomparabile per le sue 73 effigi raffiguranti i principali esponenti della famiglia, alla sua base vi sono anche la quattro virtù cardinali. Ma il gruppo centrale – Il tempo che rapisce la bellezza – e le Parche alla sua sommità, sono un chiaro segno che come per ogni uomo, la bellezza, la grandezza, il vigore sono fuggiti e s’appresta l’ultima ora, così è giunta anche l’ultima ora, il crepuscolo, per la famiglia medici. Però, svetta, in alto Mercurio che stringe nelle mani le medaglie di Francesco Stefano Lorena e Maria Teresa d’Austria, perché come a ogni crepuscolo, qualche raggio ancora si oppone al tramonto e il cielo cambia colore. Dunque un lucente auspicio di rinascita della Toscana per mezzo dei due granduchi.

In esposizione, anche soggetti cristiani come “La Pietà” di Gaspero Bruschi, come modello “Il Compianto sul Cristo morto” del Benzi, donata da Ginori al cardinale Corsini, oppure “Giuditta con la testa di Oloferne” di Agostino Cornacchini. Di fascino singolare anche “Il Caminetto monumentale” in porcellana, di Domenico Stagi e Bruschi.

Una breve mostra, compresa nel biglietto (8 euro) del Museo del Bargello, da considerare nei caldi giorni in città, non tanto per i turisti che hanno bisogno di ritrovare un po’ di bellezza, quanto per tutti i cittadini che hanno bisogno di ritrovare un po’ di fiorentinità.

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