Teatro di Roma: Il teatro è uguale per tutti per la nuova stagione 2017/2018

Stein, Strehler, Wilson, Barberio Corsetti, Martone, Popolizio, Tiezzi: la nuova stagione del teatro di Roma sul doppio palco dell’Argentina e dell’India

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Foto di Marco Caselli

Avremmo potuto chiamarla “indice di ascolto” per confermare l’interesse e l’attenzione di quanti collaborano con il teatro” esordisce Emanuele Bevilacqua, nuovo presidente (in carica dall’8 marzo) del rinnovato Cda del Teatro di Roma introducendo il motto della nuova stagione 2017/2018 del Teatro Pubblico della Capitale, ma d’altra parte il claim scelto, Il teatro è uguale per tutti, è decisamente pertinente.

Il Teatro di Roma, diventato teatro nazionale sotto la direzione artistica di Antonio Calbi, in carica dal 2014, continua con il suo progetto produttivo che si articola in 550 alzate di sipario, 72 proposte, ben 24 produzioni, ci cui 14 nuove produzioni, 8 coproduzioni e 2 riprese, 60 autori viventi messi in scena, 64 registi e circa 300 interpreti e che si articola su due palcoscenici diversi, ma complementari.

Da una parte il Teatro Argentina, nel cuore della città dove si consuma ininterrottamente il dialogo tra classico e contemporaneo, dall’altra il Teatro India, febbrile “fabbrica” creativa, ma anche luogo di investimento per il teatro del futuro che diventano punto di raccolta “dell’agorà civile”.

Abbiamo cercato un nuovo equilibrio fra tradizione e innovazione: da una parte scegliendo il meglio della tradizione, con allestimenti di qualità e originali, dall’altra i capitoli di una “tradizione del nuovo” ovvero novità drammaturgiche, registiche, interpretative in coerenza con le linee editoriali che andiamo perseguendo – continua Calbi – Tutto questo anche in ossequio a quanto richiesto dal DM Franceschini del 1° luglio 2014, in relazione allo statuto di Teatro Nazionale che ci piace onorare su ogni fronte: produttività, qualità, ricambio generazionale, multidisciplinarietà, continuità di aperture delle nostre sale, rischio culturale, allargamento del pubblico, in particolare verso i più giovani”.

E sulla scia delle precedenti programmazioni anche quest’anno il cartellone viene costruito in diverse strutture tematiche creando una stagione articolata in 15 percorsi trasversali per costruire abbonamenti personalizzati grazie alle Libertine Card introdotte dal 2014/2015.

La stagione dell’Argentina si apre e si chiude circolarmente con due nuovi “ritratti teatrali”: dall’11 settembre va in scena Ritratto di una Nazionale – L’Italia al lavoro, un progetto speciale MiBACT curato e diretto da Fabrizio Arcuri un affresco corale e multidisciplinare dedicato all’Italia con 20 pièce teatrali e si chiuderà con la ripresa di Ritratto di una Capitale di Arcuri, ma dedicati al tema del lavoro saranno anche La classe operaia va in Paradiso tratto dal film di Petri del 1971 con Lino Guanciale e il Capitale di Marx, progetto speciale MiBACT diretto da Marco Lucchesi, per i 150 anni dalla sua pubblicazione (1867).

Fra le produzioni di punta del 2017, forse la più imponente, Re Lear di Shakespeare, diretto da Giorgio Barberio Corsetti, con Ennio Fantastichini nel ruolo del protagonista, in coproduzione con il Biondo di Palermo (dal 21 novembre), uno spettacolo che si inserire nella sezione di riscrittura di Shakespeare che include anche Riccardo II (dal 12 dicembre), diretto da Peter Stein, spettacolo che sarà rappresentato al Teatro Nazionale in collaborazione con il Teatro dell’Opera di Roma), il Macbettu di Alessandro Serra ambientato in una Barbagia spettrale e Hamletmachine di Heiner Müller di Bob Wilson (a dicembre al Teatro India) con gli allievi diplomandi dell’Accademia d’Arte Drammatica Silvio d’Amico.

Altro spettacolo di punta della stagione, l’Antigone di Sofocle con la regia di Federico Tiezzi, anche con Il ritorno di Casanova di Schnitzler all’India insieme a Mozart di Giuseppe Cederna per Il dittico dei lumi: per Antigone, la macabra ambientazione di macelleria-obitorio che si lega all’Emone di Antonio Piccolo in scena ad aprile all’India.

Omaggio sul palco dell’Argentina a Giorgio Strehler in occasione del ventennale della sua scomparsa, con il classico Arlecchino servitore di due padroni, nella versione curata dal suo interprete storico, Ferruccio Soleri (a maggio) mentre il 7 maggio sarà una giornata interamente dedicata ad Aldo Moro in occasione dei 40 anni della sua tragica morte: una maratona con proiezioni cinematografiche, opere e monologhi.

Torna a Natale la ripresa di Ragazzi di vita di Pasolini con la regia di Massimo Popolizio che ha aperto con grande successo la scorsa stagione e Viva l’Italia di Roberto Scarpetti (all’India a maggio) sulla morte violenta di Fausto i Iaio del Leoncavallo, ma torna anche l’argentino Claudio Tolcachir che dopo Emilia, propone uno dei suoi spettacoli di punta, Il caso della famiglia Coleman, il nuovo irriverente spettacolo di Emma Dante, Bestie di scena e ritorna in scena in scena Copenaghen di Michael Frayn, appassionante dramma interpretato da un trio d’eccezione Umberto Orsini, Giuliana Lojodice, Massimo Popolizio, diretti da Mauro Avogadro (a ottobre).

Consistente l’omaggio ai romanzi con Il nome della rosa adattato da Stefano Massini e tratto da Umberto Eco (a gennaio all’Argentina) con la regia di Leo Muscato e il trittico dedicato a Dostoevskij, con Delitto e castigo con la regia di Bogomolov (ad aprile), I malvagi e Ivan (ad aprile) all’India.

E non mancano i classici, Sei personaggi in cerca d’autore di Pirandello con la regia di Luca Der Fusco, (a febbraio all’Argentina) e Il Sindaco del Rione Sanità, diretto da Mario Martone con Eros Pagni e con una compagnia composta da composta di interpreti professionisti e di altri al loro debutto.

Prosegue la collaborazione con il Romaeuropa Festival, con l’Accademia Filarmonica Romana, ma il palco dell’India ospita anche il festival Short Theatre, la rassegna Garofano Verde, dEVERSIVO, la nuova creazione dell’eclettica Eleonora Danco e la ricca sezione Il teatro delle lingue. Le lingue del teatro anche con il palermitano Franco Scaldati in un dittico diretto e interpretato da Enzo Vetrano e Stefano Randisi, Ombre folli e Totò e Vicé, il dittico dedicato alla Sardegna , Macbettu, all’Argentina, Quasi Grazia di Marcello Fois sulla figura di Grazia Deledda, interpretata in scena da Michela Murgia, ma anche il romano con Padiglione Verdastro in cui Massimo Verdastro offre la voce a Gadda, Petrolini, Penna, Petronio.

La sezione Il dovere della memoria si articola in quattro spettacoli, tra cui Tante facce nella memoria che racconta l’eccidio delle Fosse Ardeatine con la regia di Francesca Comencini, Il coraggio di dire no su Giorgio Perlasca, ma sono dedicati alle famiglie Geppetto e Geppetto di Tindaro Granata sulla storia di una coppia di uomini che diventano padri, Mi sa che fuori è primavera, dal testo di Concita De Gregorio e Pouilles – Le ceneri di Taranto di e con Amedeo Fago.

I più piccoli, dopo il Flauto magico si cimenteranno con l’Aida e avranno un cartellone tutto per loro, a partire dall’opera lirica, torna per gli adolescenti Infuturarsi del Laboratorio Integrato Piero Gabrielli, guidato da Roberto Gandini, ma articolato come sempre sarà la prossima stagione il palinsesto di accadimenti e cicli culturali dagli incontri sulla Rivoluzione Russa, raccontata da Ezio Mauro, alla quarta edizione di Luce sull’Archeologia, al ricordo di Aldo Moro, alla collaborazione con il Teatro Palladium. Info e dettagli sulla stagione, le modalità di abbonamento e le card su www.teatrodiroma.net

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