Estate in World Music 2017

Dal 7 luglio al 12 agosto in Italia

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Adnan Joubran, Kardemimmit, Volosi, Andhira e Carmen Souza. Per comodità riuniti sotto l’etichetta “world music”, la cui musica è portatrice di tradizioni, folklore, spiritualità ed etnie diverse, ecco gli artisti internazionali che coloreranno di musica l’estate italiana dal 7 luglio al 12 agosto 2017. A partire da Adnan Joubran, uno dei musicisti più innovativi del mondo arabo secondo il “The Guardian”, nonché fondatore del primo trio oud del mondo, il cui tour europeo farà tappa unica in Italia il 7 luglio 2017 all’Udin&Jazz Festival.

Si prosegue con le finlandesi Kardemimmit, gruppo al femminile che canta e suona sul kantele, strumento tradizionale finnico di rara bellezza, e che sarà il 14 luglio a Trento per Itinerari Folk Festival e il 15 luglio a Lonigo (Chiesa di San Daniele).

Altra tappa unica, il 18 luglio a Ziano Piacentino per il Val Tidone Music Festival, quella del quintetto d’archi Volosi, uno dei più importanti ensemble della musica polacca contemporanea. Due invece le date dell’ensemble sardo Andhira: il 28 luglio a Trento e il 29 luglio ad Andalo (Itinerari Folk Festival).

Chiudono l’estate world music le due date estive di Carmen Souza, affascinante sintesi creola di tutto il soul del mondo, che dopo la tranche primaverile torna in Italia l’11 agosto a Trento (Itinerari Folk Festival) e il 12 agosto a Castelsardo (World Music Festival).

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ADNAN JOUBRAN

Nel 2014 è uscito per Randana / Harmonia Mundi “Borders Behind”, album che segna il debutto da solista di Adnan e del suo progetto live. È il frutto di due anni di lavoro su singole composizioni ed esperimenti, da cui è nata una nuova identità musicale basata sulla musica orientale tradizionale mescolata ad altre culture: indiana, flamenca, jazz e musica classica. In questo progetto, infatti, il virtuosismo di Adnan viene valorizzato da collaborazioni preziose: Prabhu Edouard, che apporta l’essenza dell’India con il suo tocco delicato sulle tablas; Valentin Mussou al violoncello, che aggiunge un tocco jazz e di musica classica; del Cajon e Palmas interpretati da Javier Sanchez, che accentua i ritmi appassionati del flamenco. Infine Adnan ha invitato il leggendario flautista e sassofonista Flamenco, Jorge Pardo, che ha accompagnato Paco De Lucia. Con questa bella serie di diversità musicali, Adnan Joubran vola oltre i confini di culture e tradizioni, perfettamente in linea con lo spirito che ha guidato Udin&Jazz nella scelta del tema conduttore dell’intero Festival: #ethnoshock!, musica senza steccati.

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KARDEMIMMIT

Kardemimmit è un gruppo di quattro giovani donne che cantano e suonano su una rara gemma: il Kantele, strumento nazionale finnico. Accanto al kantele con le sue 15 e 38 corde, grande parte della musica di questo gruppo si costruisce attorno alle melodie celestiali delle loro voci, formate sugli intrecci sonori e vocali della musica tradizionale finnica, scandinava e della musica dell’est, ma rinfrescati dalla loro giovinezza e dal loro desiderio di rinnovamento. Kardemimmit sono nate nel 1999. Il nome di questo gruppo è composto da due parole finniche: kardemumma (la spezia, cardamomo) e mimmit (ragazza di grande personalità) e ha preservato negli anni la sua line up originale con Maija Pokela, Jutta Rahmel, Anna Wegelius e Leeni Wegelius. 

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VOLOSI

Il debutto di VOŁOSI, nel 2010 al New Tradition Festival, ha riscosso ogni possibile premio, confermato l’anno successivo con la vittoria al Grand Prix Svetozar Stracina come miglior brano di world music nella categoria “Europa”, nel contest organizzato dalla European Broadcasting Union. Nel 2012 il loro primo album entra nella top 20 della World Charts Europe, e da allora il gruppo è stato costantemente in tour. Il sound di Volosi è unico e fatica a essere inquadrato in un genere specifico. Portando al limite le potenzialità degli strumenti a corda, Volosi supera le radici della musica carpazica a cui si ispira, aggiungendo component di improvvisazione che sconfinano nel jazz e nel rock.

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ANDHIRA

Andhira ha un animo musicale randagio, dal quale prende vita un repertorio mutevole nella forma e nello stile di ogni singolo brano, passando per tradizioni classiche e popolari, labili confini mediterranei, agili profili di sardità e altro ancora. L’organico comprende tre voci femminili, e un pianoforte, occasionalmente a loro si unisce un percussionista. Al loro ultimo album, “Nakitirando”, frutto di un ciclo compositivo caratterizzato da differenti forme d’arte e di ricerca, da incontri e collaborazioni con artisti di diverse provenienze culturali, hanno collaborato Mauro Pagani, Madya Diebate e Alberto Cabiddu, e la mano di alcuni amici autori e coautori come Sergio Pira, Pietro Lorrai e Carlo Antonio Borghi. Il testo di un brano e la presentazione dell’album portano la firma della grande poetessa candidata al Nobel Marcia Theophilo.

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CARMEN SOUZA

David Sylvian ha definito la sua “una musica senza eguali, di rara limpidezza. Il soul del mondo del ventunesimo secolo”. E in effetti nelle vene di Carmen Souza – vincitrice di 2 Grammy di Capo Verde (miglior voce femminile e migliore Morna) – scorre sangue misto, portoghese e capoverdiano, origini che le regalano una voce particolarissima, una delle più interessanti della nuova generazione della cosiddetta world music. Strizzando l’occhio ora a Billie Holiday, ora a Nina Simone e Casara Evoria, quando non a Keith Jarret o Herbie Hancock, la musica di Carmen Souza nasce da un mix di nazionalità e ambienti cosmopoliti, che la rende un incrocio tra latin, Capo Verde e jazz con suggestioni orientali. Nel 2016 Epistola, il penultimo album di Carmen, ha ricevuto la nomination “Best African Jazz” al prestigioso AFRIMA Awards. Organizzato in collaborazione con l’Africa Union Commission (AUC), il premio è stato istituito per promuovere la musica africana nel mondo.

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