Orchestra di Padova e del Veneto: ecco la nuova stagione concertistica 2017/2018

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Dopo Il suono molteplice, la nuova Stagione concertistica dell’Orchestra di Padova e del Veneto, firmata dal direttore artistico e musicale Marco Angius, si presenta con un titolo che disegna la mappa dei dodici concerti in cartellone: Teatri del suono. La Stagione è realizzata con il sostegno del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, della Regione del Veneto, del Comune di Padova e di Fondazione Antonveneta.

«La Stagione che proponiamo – continua il Maestro Marco Angius – è teatro musicale in versione sinfonica, cioè un teatro affidato alla forza rappresentativa del puro suono. Teatro da ascoltare, non da vedere, perché la musica è drammatizzazione del suono, e il suono ha una sua autonoma capacità di esprimersi, di agire sull’ascoltatore. Ecco perché il compositore in residenza della Stagione sarà Giorgio Battistelli, figura di spicco della drammaturgia musicale internazionale. Ed ecco perché il cartellone offre musiche che sono la sintesi di opere liriche (le tre Leonore del Fidelio di Beethoven, i Sette Intermezzi da Il suono giallo di Solbiati), di balletti (il Pulcinella di Stravinsky) o di colonne sonore per il cinema (l’Hamlet Suite di Shostakovich), insieme a brani per voce recitante e orchestra dove gli strumenti sono personaggi a loro volta (Pierino e il lupo di Prokofiev, ma anche l’Ode a Napoleone Bonaparte di Schönberg). Mi preme sottolineare che tutti i programmi hanno un’impostazione spavaldamente novecentesca, non solo per rinnovare il repertorio e il profilo artistico dell’OPV, ma anche per invitare il pubblico a non temere la modernità e l’attualità dell’arte».

L’ouverture di un’opera lirica come ouverture di una Stagione sinfonica: sarà l’ultima versione della Leonora di Beethoven – l’Ouverture del Fidelio – a inaugurare i Teatri del suono dell’OPV, giovedì 26 ottobre 2017, in un programma diretto da Marco Angius dove al preludio beethoveniano farà seguito, come esempio della trasformazione della sinfonia in teatro musicale, la Sinfonia n. 9 di Mahler nella versione di Klaus Simon. 80 minuti di musica in cui ogni movimento sinfonico è come un atto d’opera: prosegue così quel Percorso Mahler che ha già consentito a OPV di affrontare in edizioni speciali – come avveniva nelle società di concerti dei tempi di Mahler – la Prima, la Seconda e la Quarta Sinfonia, oltre all’Adagio della Decima.

La seconda data della Stagione, giovedì 9 novembre, vedrà al fianco di Marco Angius un attore e giullare tra i più originali e irriverenti della scena italiana: Paolo Rossi. L’occasione sarà Pierino e il lupo di Prokofiev, dove il teatro non è solo quello della voce recitante, ma anche quello degli strumenti d’orchestra in quanto personaggi della storia. Paolo Rossi avrà carta bianca nel rileggere secondo il proprio estro una fiaba musicale universalmente nota – e il risultato sarà, c’è da scommetterci, un Paolino e il lupo, inedito e irresistibile. Ricordando che Prokofiev, straordinario pianista, era soprannominato “lo Chopin cosacco”, completano il programma altri due autori russi, o meglio, altre due riletture d’autore: Stravinsky che orchestra il Notturno n. 2 di Chopin e Shostakovich con la colonna sonora per il film Hamlet di Kozintsev. Il concerto sarà replicato il sabato successivo per la Stagione dei Pomeriggi Musicali di Milano.

Ancora Stravinsky, e ancora una suite, per il terzo concerto del cartellone, giovedì 23 novembre: il Pulcinella (riscrittura di musiche di Pergolesi) sarà seguito dalla Scarlattiana di Casella (divertimento su temi di Domenico Scarlatti) e dalla Sinfonia n. 1 di Prokofiev (geniale omaggio alla tradizione viennese e, in particolare, alla musica di Haydn). Un programma tipicamente neoclassico, dove il Novecento rilegge (e riscrive) il Settecento, con la direzione di Francesco Angelico (da poco nominato direttore musicale del Teatro di Kassel in Germania) e con Maurizio Baglini al pianoforte.

L’1 dicembre sarà la volta di Luigi Piovano, primo violoncello dell’Orchestra dell’Accademia di Santa Cecilia, che con OPV si esibirà nella doppia veste di direttore e solista: il programma associa al Concerto n. 1 per violoncello di Shostakovich uno degli ultimi capolavori di Richard Strauss, Metamorphosen, riflessione sulla tradizione strumentale tedesca e testamento spirituale del grande compositore.

Per il tradizionale concerto di Natale (fuori abbonamento), in programma giovedì 14 dicembre presso la Basilica di S. Antonio: la musica universale di Bach (la Suite n. 3, con la celeberrima Aria, e la Cantata n. 51 per soprano, tromba e orchestra) si alternerà alla musica d’Inghilterra (la Fantasia su un tema di Thomas Tallis di Ralph Vaughan Williams e la Ciaccona in sol minore di Purcell nell’arrangiamento novecentesco di Britten) con la direzione di Filippo Maria Bressan e la partecipazione del soprano Giulia Bolcato e di Simone Lonardi, prima tromba dell’OPV.

La seconda parte della Stagione inizierà giovedì 25 gennaio 2018 con un programma che propone due capolavori tra i più amati dal pubblico, così fecondi da prestarsi (o resistere) a infinite riletture, comprese quelle del cinema e del rap: la Sinfonia n. 5 di Beethoven e il Concerto per violino e orchestra di Tchaikovsky, con la direzione di Gaetano D’Espinosa e il violino solista di Valeriy Sokolov.

Il programma di giovedì 8 febbraio, diretto da Andrea Pestalozza con la partecipazione del pianista Emanuele Arciuli e del basso Andrea Mastroni (fresco di debutto al Metropolitan di New York), tra i molti motivi d’interesse ha quello di presentare un’altra forma di drammaturgia, il Lied, in una versione allargata, cioè orchestrale. Il più grande liederista di sempre, Franz Schubert, sarà proposto nella veste di sinfonista: la celebre “Incompiuta” sarà accostata ai Rückert-Lieder di Mahler, eseguiti per la prima volta dall’OPV nella versione per voce e orchestra del compositore stesso. A collegare Schubert e Mahler sarà Schönberg, pupillo di Mahler, per un ideale passaggio di consegne dalla prima alla seconda scuola di Vienna: l’Ode a Napoleone Bonaparte è un pezzo dodecafonico dove la voce non canta, bensì recita un testo di Byron scritto nel 1814 per la caduta di Napoleone e ripreso da Schönberg nel 1942, cioè nel pieno della Seconda Guerra Mondiale, per alludere alla tirannide di Hitler.

Giovedì 22 febbraio, sotto la direzione di Marco Angius, i Teatri del suono accosteranno la Sinfonia n. 7 di Beethoven alla terza versione della Leonora e agli Intermezzi strumentali di un’opera contemporanea, appositamente riveduti per l’OPV dal compositore Alessandro Solbiati e dunque presentati in prima esecuzione assoluta: il suono senza testo, in questo caso, sarà Il suono giallo di Kandinskij, che anche Schönberg aveva pensato di mettere in musica, inseguendo quell’ideale di fusione delle arti (pittura, musica, letteratura) che accomuna le avanguardie storiche del Novecento.

A seguire, due graditi ritorni: giovedì 15 marzo la pianista Leonora Armellini (che nel prossimo agosto sarà tra i concorrenti della fase finale del prestigioso concorso Busoni) per il Concerto in sol di Ravel, in un programma che include la Musica per archi, percussioni e celesta di Bartók e – novità assoluta – un brano commissionato dall’OPV al compositore in residenza Giorgio Battistelli; giovedì 22 marzo il direttore Roland Böer si cimenterà nella seconda versione della Leonora beethoveniana, la Serenata n. 1 di Brahms e accompagnerà il debutto di Francesco D’Orazio come solista con l’OPV nel Concerto per violino e orchestra di Ligeti.

Il concerto di giovedì 12 aprile sarà cucito su misura per il virtuosismo poliedrico di Olli Mustonen, artista finlandese che si esibirà nella triplice veste di compositore, direttore e pianista: al suo Trittico per archi seguiranno il Concerto n. 1 per pianoforte e orchestra di Beethoven e la Sinfonia n. 5 di Sibelius.

Gli ultimi due concerti della Stagione saranno il frutto di due ormai collaudate collaborazioni dell’OPV: quella con il Palazzetto Bru Zane – Centre de musique romantique française di Venezia e quella con l’Orchestra I Pomeriggi Musicali di Milano.

Giovedì 19 aprile l’OPV saluterà il suo pubblico eseguendo un programma incentrato sulla Sinfonia in do maggiore di Bizet e – per restare in tema di drammaturgia musicale – sulla riscoperta di una scena lirica per soprano, tenore e orchestra di Gounod, Marie Stuart et Rizzio, che vedrà protagoniste le voci del soprano Gabrielle Philiponet e del tenore Enguerrand De Hys. I due brani saranno preceduti da un pezzo di Marcello Panni, che sarà anche il direttore del concerto, Dalla Terra del Rimorso, con la partecipazione della violinista Myriam Dal Don.

Venerdì 4 maggio, in nome della reciproca ospitalità, il concerto di chiusura della Stagione sarà affidato all’Orchestra I Pomeriggi Musicali diretta da Massimiliano Caldi, con Alexander Gadjiev solista al pianoforte. Ancora una volta, modernità e tradizione a confronto: in programma i Tre pezzi in stile antico per orchestra d’archi del compositore polacco Henryk Górecki, il Trittico botticelliano di Respighi e il Concerto per violino e orchestra di Beethoven nella trascrizione che il compositore stesso realizzò per il pianoforte.

Diceva Nietzsche che l’udito è “l’organo del timore”, da cui deriva il carattere della musica come “arte della notte e della penombra”: quello che l’OPV rivolge al suo pubblico è precisamente l’invito a non avere paura del suono, e ad assecondare la prodigiosa forza di rappresentazione che il suono evoca e sprigiona.

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LEZIONI DI SABATO

I concerti della Stagione si tengono, di norma, il giovedì, ma alcuni programmi del 52° cartellone forniranno materiale di studio per le Lezioni di sabato. Ripetizioni di musica al Liviano, una nuova formula divulgativa in orario pomeridiano che deriva dalle fortunate Lezioni di suono, di cui il ciclo costituirà anche una speciale anteprima.

La prima Lezione si terrà il 28 ottobre 2017 e sarà affidata a Daniele Spini. OPV proporrà una seconda volta la Sinfonia n. 9 di Mahler: non una semplice replica, ma un vero e proprio ripasso, confidenziale nel tono quanto rigoroso nel metodo.

La Scarlattiana di Casella sarà l’occasione del secondo appuntamento, sabato 25 novembre 2017, dove Ricciarda di Belgiojoso proporrà un confronto tra le Sonate di Scarlatti e la relativa orchestrazione di Casella, musicista provocatoriamente contrario al melodramma e fautore di un ritorno alla tradizione strumentale italiana.

Metamorphosen di Strauss, nella sua peculiare natura di Studio per 23 archi solisti (come recita il sottotitolo), sarà l’oggetto del terzo incontro, sabato 2 dicembre 2017, sotto la guida di Sergio Durante.

Nel quarto appuntamento, sabato 10 febbraio 2018, il relatore ospite sarà Paolo Petazzi e l’argomento della lezione saranno i Rückert-Lieder di Mahler, per un confronto ravvicinato tra la versione originale per canto e pianoforte quella orchestrale dell’autore.

Delle quattro versioni della Leonora solo la quarta oggi si esegue prima della rappresentazione teatrale, mentre le altre sono entrate nel repertorio da concerto come brani a sé stanti. Che cosa succede a un pezzo quando si stacca dal suo contesto per vivere un destino indipendente? La risposta verrà dalla quinta Lezione, il 24 febbraio 2018, quando Giorgio Pestelli metterà a confronto le tre Leonore “senza teatro”, con l’ouverture definitiva del Fidelio.

L’ultima delle Lezioni di sabato, il 17 marzo 2018, sarà dedicata alla Musica per archi, percussioni e celesta di Bartók e sarà tenuta dal compositore Francesco Antonioni.

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LEZIONI DI SUONO

Dopo Salvatore Sciarrino e Ivan Fedele, il compositore in residenza per la Stagione 2017/2018 sarà Giorgio Battistelli, cui OPV ha commissionato un nuovo lavoro che verrà eseguito in prima assoluta il 15 marzo 2018. Battistelli sarà anche il protagonista della nuova serie di Lezioni di suono nella primavera del 2018.

Le Lezioni, in programma il 28 marzo, il 9 maggio e il 23 maggio 2018 alla Sala dei Giganti al Liviano in collaborazione con l’Università degli Studi di Padova, prenderanno il via dal Combattimento di Tancredi e Clorinda di Monteverdi, di cui Battistelli ha recentemente elaborato un nuova versione, per arrivare al monodramma L’imbalsamatore (2002, da Renzo Rosso).

Il perno centrale delle Lezioni sarà costituito da un connubio cruciale nell’opera di Battistelli: ideazione e narrazione. Continua così il percorso incrociato che connette il nostro presente a un passato misterioso e completamente da reinventare.

Info: www.opvorchestra.it, tel. 049 656848

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