Festival Oriente Occidente (37° edizione)

Dal 30 agosto al 10 settembre, Rovereto (TN)

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L’arte non sopporta recinzioni e confini. È fatta per colorare fuori dai margini, traboccare dal bordo e conquistare nuovi spazi. È ancora più vero per Oriente Occidente, un festival che si propone – tra le altre cose – di ridisegnare il profilo della città, dandole nuova vitalità. E così tracima fuori dai teatri, i luoghi elitari della cultura ufficiale, e invade piazze e strade di Rovereto, nel centro storico e in alcune aree soggette a riqualificazione urbanistica. L’intento? Rendere la danza accessibile a tutti e al tempo stesso catturare l’energia vibrante della città, ibridandola con la potente ispirazione di artisti provenienti da tutto il mondo. Protagonisti, alcuni luoghi simbolo di Rovereto: le piazze – piazza Malfatti, piazza del Mart, piazza Cesare Battisti, piazza delle Erbe, piazza della Pace – via Santa Maria, la storica Manifattura Tabacchi, trasformata in Green Innovation Factory, ma anche un luogo per nulla “urban”, come il Masetto, un maso di montagna dove si sperimentano nuovi linguaggi e forme di socialità.

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Le piazze e le vie diventano palcoscenici

Giovedì 31 agosto e venerdì 1 settembre in piazza Malfatti, alle ore 18.00, la Compagnie (Rêve)² propone Impact. Il coreografo Benjamin Tricha firma, con la direzione e la regia di Naïma e Tiko Venne, una trapezista e un equilibrista, uno spettacolo che è come un filo teso tra la poesia e l’arte circense, un’esplorazione danzata e acrobatica. Il nome della compagnia, “sogno al quadrato”, è una dichiarazione d’intenti. Far sognare il pubblico con virtuosismi, ma anche ricercare uno sviluppo coreografico lirico, raramente contemplato negli spettacoli di “nouveau cirque” incentrati sulla composizione a ‘numeri’ e sulla spettacolarità tout court.

La piazza del Mart è la location di due eventi. Mercoledì 30 agosto, alle ore 22.00, va in scena una prima assoluta, coprodotta da Oriente Occidente e dal Théâtre Varia di Bruxelles. Pietro Marullo, con la sua compagnia Insiemi Irreali, presenta Wreck – List Of Extinct Species, un progetto che unisce movimento e arti plastiche e indaga il tema del naufragio. Al centro, una soft sculpture, una bolla d’aria fluttuante nello spazio, che assume forme polimorfe. Agli occhi dello spettatore potrà sembrare un gigantesco cuscino, un mostro marino, un relitto di nave affondata, un polmone nero che respira. Un essere che fagocita ed espelle corpi, amplificando l’immaginario e le associazioni libere a diversi livelli concettuali di chi guarda. Sabato 2 settembre, alle ore 22.00, si cambia registro, con la Milonga: dopo lo spettacolo della compagnia di danza di Catherine Berbessou si danza tutti assieme in piazza del Mart, fino a tarda notte. Un momento catartico e di forte condivisione intorno a uno stile di ballo dal ritmo semplice, regolare e sincopato, carico di brio.

Angelin Preljocaj, francese di origine albanese, già presente in questa edizione con lo spettacolo La Fresque (8 settembre), partecipa con un altro lavoro, una prima nazionale, giovedì 7 settembre in piazza Cesare Battisti e venerdì 8 settembre in piazza delle Erbe, sempre alle ore 18.00. Si tratta di una serie di preziosi estratti dal suo repertorio, riproposti insieme a G.U.I.D. (Groupe Urbain D’intervention Dansée), e appositamente scelti per la loro capacità di adattarsi senza alcuna modifica a uno scenario urban. Angelin Preljocaj è uno degli esponenti della migrazione della danza al di fuori dei teatri.

Martedì 5 settembre, in piazza della Pace, appuntamento con il Collettivo Piratejenny, un nome evocatore per gli estimatori dell’Opera da tre soldi di Brecht. Cheerleaders, ideato da Sara Catellani, Elisa Ferrari, Davide Manico, è il progetto vincitore del bando Danza Urbana 2017. Lo spettacolo è una sorta di multiplayer game che indaga le dinamiche che si verificano quando una comunità condivide un evento, come l’autoincitamento e il bisogno di appartenenza. Giudice della performance, il pubblico interviene determinandone l’andamento con l’utilizzo di oggetti disposti lungo il perimetro scenico, partecipando al processo creativo.

Sabato 9 settembre, a pochi passi dal centro storico, in Via Santa Maria, alle ore 18, la compagnia taiwanese U-Theatre invita ad entrare in risonanza con la danza e la musica. Ruo-Yu Liu e Chih-Chun Huang presentano Feet in the Clouds, un défilé sopra le righe, con i performer che indossano il loro strumento. È il loro stesso movimento a generare il suono, e a espandere il ritmo nello spazio.

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Il Progetto Manifattura tra danza, architettura e sostenibilità

Un ex opificio ottocentesco trasformato in Green Innovation Factory – dedicato a edilizia ecosostenibile, energie rinnovabili, economia circolare, tecnologie per la gestione e il monitoraggio dell’ambiente – e ora anche in location per due eventi di Oriente Occidente. Sabato 2 settembre e domenica 3 settembre appuntamento con la compagnia catalana di danza verticale Delrevés, che ha fatto della sintesi tra danza e architettura e della trasformazione dello spazio urbano attraverso il movimento il suo punto di forza. Saioa Fernández firma la regia di una performance, “Uno”, specialmente riadattata per essere ospitata dalla Ex Manifattura Tabacchi. Tre interpreti provano a portare il balletto classico fuori contesto, utilizzando celeberrimi classici – tratti dal Lago dei cigni, Lo Schiaccianoci e Giselle – e trasformandoli al contatto con la danza contemporanea, aerea e hip hop, alla ricerca di nuovi equilibri.

Sempre al Progetto Manifattura, martedì 5 settembre, alle ore 21.00, il geologo e ricercatore CNR Mario Tozzi presenta “È verde il colore del futuro, riconversioni sostenibili”, entrando nel merito delle questioni più attuali sui temi delle energie rinnovabili.

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Sperimentare l’inclusione al Masetto, immersi nella natura

A Rovereto, in Trentino, si incontrano la dimensione della montagna e quella della città. Una prospettiva di dialogo che attraversa anche Oriente Occidente, che ha scelto, come location delocalizzata, il Masetto, a Geroli di Terragnolo, alle pendici del Pasubio, 850 metri di quota. Il vecchio maso ristrutturato, immerso nella natura, è uno di quei luoghi dove si “pratica il futuro”, come orizzonte di azione e di vita. Residenza estiva, sede di laboratori e workshop, meta di ciclisti ed escursionisti, il Masetto ospiterà, all’interno del festival, una “conversazione Zigozago” #Unlimited con Gaia Germanà, Silvia Berti e Anna Consolati: si tratta di un dialogo appositamente mai rettilineo, ma spezzato, pronto a prendere direzioni inattese. Il tema? Un argomento che caratterizza fortemente Oriente Occidente, e specialmente l’edizione 2017: la danza che promuove la cultura della diversità, in scena e nella vita quotidiana.

 

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