Luciano Pavarotti, un capitolo di Storia della Scala

Oggi ricorrono 10 anni dalla scomparsa del grande tenore che è stato una presenza costante alla Scala dal 1965 al 1992. Il suo nome è legato a esecuzioni leggendarie con direttori come Abbado, Prêtre, Kleiber, Patané, Gavazzeni, Karajan, Maazel e Muti

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Dieci anni fa, il 6 settembre 2007, si spegneva Luciano Pavarotti. La carriera scaligera del grande tenore dura quasi trent’anni, lasciando tracce memorabili di un percorso denso condiviso con altri giganti del canto, del podio e della regia. Nella ricorrenza, tutto il Teatro lo ricorda con gratitudine e commozione. Il Direttore Musicale M° Riccardo Chailly ha condiviso con Pavarotti un lungo percorso artistico che ha toccato autori come Rossini, Verdi, Puccini e Mascagni.

Il debutto di Pavarotti alla Scala è del 9 dicembre 1965: interpreta il duca di Mantova nel Rigoletto di Verdi diretto da Francesco Molinari Pradelli. Nella stessa stagione canta altre due opere: il 27 gennaio ‘66 è Rodolfo nella Bohème di Puccini diretta da Nino Sonzogno per la regia di Franco Zeffirelli, accanto all’amica Mirella Freni; il 26 marzo ’66 è Tebaldo ne I Capuleti e i Montecchi di Bellini al fianco di Renata Scotto e Giacomo Aragall, direttore Claudio Abbado.  Con Bohème, uno dei suoi cavalli di battaglia, torna tra l’altro nel 1975 diretto da Georges Prêtre e nel 1979 diretto da Carlos Kleiber.

Il 26 febbraio 1968 debutta ne La figlia del reggimento di Donizetti (Tonio) con Mirella Freni, direttore Sonzogno. Il 31 maggio 1969 nella Manon di Massenet (Des Grieux) con Mirella Freni e Rolando Panerai, direttore Peter Maag.

Dell’8 dicembre 1970 è il debutto scaligero nell’Elisir d’amore di Donizetti (Nemorino), direttore Giuseppe Patanè. Con un’altra opera di Donizetti è in scena il 28 gennaio 1974: La favorita diretta da Nino Verchi con Fiorenza Cossotto e Piero Cappuccilli.  I successivi sono ruoli verdiani: Rodolfo in Luisa Miller il 12 maggio 1976, direzione di Gianandrea Gavazzeni e regia di Filippo Crivelli, con Montserrat Caballé e Piero Capuccilli, e Riccardo in Un ballo in maschera il 30 dicembre 1977 – direzione di Claudio Abbado e regia di Franco Zeffirelli, con Shirley Verret, Elena Obraztsova, Piero Cappuccilli.

Il 15 marzo 1980 Pavarotti canta alla Scala per la prima volta la Tosca di Puccini (Cavaradossi), direttore Seiji Ozawa, con Eva Marton. Torna a Donizetti il 15 marzo 1983 con Lucia di Lammermoor (Edgardo), direttore Peter Maag, regista Pier Luigi Pizzi, al fianco di Luciana Serra. Il 7 dicembre 1985 apre la stagione con Verdi: è Radamès in Aida, direttore Lorin Maazel e regista Luca Ronconi, con Maria Chiara, Ghena Dimitrova, Nicolai Ghiaurov e Piero Cappuccilli sostituito nel corso della serata da Juan Pons. Altra inaugurazione di stagione con un titolo verdiano, il 7 dicembre 1992: Don Carlo diretto da Riccardo Muti con la regia di Franco Zeffirelli, insieme a Daniela Dessì, Luciana d’Intino, Paolo Coni, Samuel Ramey.

Certamente da ricordare le presenze di Pavarotti nelle esecuzioni della Messa da Requiem di Verdi: per la prima volta il 16 gennaio 1967, direttore Herbert von Karajan e solisti Leontyne Price, Fiorenza Cossotto, Nicolai Ghiaurov. Poi, oltre che in tournée con i complessi scaligeri, alla Basilica di San Marco a Milano il 6 gennaio 1978 direttore Claudio Abbado, e alla Scala il 26 giugno 1987 direttore Riccardo Muti.

Importante anche il legame di Luciano Pavarotti con il Direttore Musicale Riccardo Chailly, anche se i due non lavorarono mai insieme con i complessi scaligeri: basti ricordare Madama Butterfly a San Francisco nel 1977 con Montserrat Caballé (era il debutto di Pavarotti come Calaf), le incisioni di Guglielmo Tell di Rossini con Mirella Freni (1978/79), Rigoletto di Verdi (con Edita Gruberova, 1983, anche video con la regia di Ponnelle; e con June Anderson nel 1989) e Andrea Chénier di Giordano (Caballé, 1983).

 

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